Ida Travi – Dora Pal, la terra

Paula Modersohn-Becker - Head of a Peasant Woman (1903)
Paula Modersohn-Becker – Head of a Peasant Woman (1903)

Chi ha avuto occasione di ascoltare dal vivo, almeno una volta, una lettura poetica di Ida Travi ha avuto la percezione di vivere un’esperienza emozionante.
Un’esperienza fatta di solennità (senza alcuna enfasi, sia chiaro), magnetismo, coinvolgimento: la vibrazione della performance unita al grande spessore della scrittura.
Tragico Alverman propone qui alcuni testi tratti da Dora Pal, la terra pubblicato nel 2017 per Moretti & Vitali. Si tratta del quarto dei cinque volumi della serie poetica dei I Tolki, i parlanti, tutti usciti con la casa editrice Moretti & Vitali. Gli altri titoli della serie sono: Tà, poesia dello spiraglio e della neve (2011), Il mio nome è Inna (2012), Katrin, saluti dalla casa di nessuno (2013) e Tasàr, animale sotto la neve (2018).
I cinque libri sono disponibili anche in cofanetto.
I Tolki, i parlanti, vivono in un mondo immaginato e immaginario, ma in fondo più simile di quanto si possa pensare al mondo in cui noi viviamo.
Scrive Alessandra Pigliaru nella sua postfazione:
“Il futuro, di cui i Tolki si sono fatti portatori, è adesso. Dora Pal e la sua famiglia-tribù conoscono il significato di ciò che sarà da venire e che, in verità, è già avvenuto: «E se non mi credete, a me che cosa importa | cosa m’importa? Io sono Dora Pal, | sono Dora, io!». Dora Pal è la terra, sia minuscola che maiuscola. Quella che viene calpestata, sia dal nostro passo errante che dall’assalto famelico del profitto. È la terra in cui gravitano viventi meno arroganti degli umani e da cui, ciò nonostante, perseveriamo a non imparare quasi niente. È tuttavia anche la terra su cui ci si inginocchia, che si tocca quando l’elemento del “basso continuo” non la perde di vista. Serve ma al modo dell’inutilità irriducibile, viene compianta e presto ricollocata nell’alveo di un augurio.”

* * *

“Quando d’inverno la terra viene invasa dalla neve il silenzio attraversa la distesa, e il bianco è tutto un manto. Ma un tempo… un tempo dal recinto di ferro fino all’orizzonte tutto era verde tutto era toccato da un pulviscolo verde.

Dora Pal, la vecchia, capelli argento e grembiule nero, se ne sta sempre sui sacchi a predicare, stringe tra le dita la lunga corda rossa, legata alla cintura. Se non predica dorme: è dormendo che ricorda, è dormendo nuovamente che dimentica ancora.”
(dalla nota introduttiva dell’autrice intitolata Cerca le parole e troverai le immagini)

* * *

(dormo con gli occhi al cielo)

Dormo con gli occhi al cielo e vedo brillare
le stelle, vedo le pallide stelle rivolgersi a me
il piccolo muro d’argento brillante sul fondo nero

Sono le stelle, sono soltanto le stelle
il cielo ritorna com’era, e tutti lo sanno
tutti gli umani hanno qualcuno in cielo

Qualcuno bussa alla porta, qualcuno piange alla porta
la mano che apre e le stelle… sono arrivate le stelle.

* * *

(ci vuole poco)

Ci vuole poco, ci vuole la mano ferma

– pietra, coniglio, mannaia –

Sei piccole ombre scendono
sei lenti animali felici
scendono in fila
nella testa sognante di Kiv

Vogliono la tua parola
vuoi scommettere?

E tu dilli quei piccoli nomi, dilli
non reagire con l’odio.

* * *

(noi ce ne stavamo lì allo schermo)

Noi ce ne stavamo lì allo schermo
nevicava, nevicava

Fuori scendeva la neve
il secchio era pieno di neve

Sopra la testa, sopra l’eritema
sventola la fascia mandarina

Abbassa quella fascia mandarina
quante volte te l’ho detto, quante volte?

Noi non c’entriamo, Dora
non c’entriamo! noi non lasceremo mai
la nostra casa, mai!

* * *

(abitavamo la terra)

Abitavamo la terra, lavoravamo
la terra, il bambino cresceva per terra
e adesso?

Altissimo è il palo della luce
come se fosse un castigo

Io sono vittima di qualcosa
sono una cosa per terra…
gli occhi per terra
anche loro, anche loro…

Te lo dice il salice, piangente:
fredda è la notte, fredda è la terra
la foglia è caduta nell’acqua, sì
la foglia è caduta, sì.

* * *

(vedrai il cielo)

Vedrai il cielo, vedrai la terra
tra un solco e l’altro vedrai la nascita

Allora sentirai quel grido in lontananza
e tutti i corvi voleranno via

Tutt’intorno involontaria crescerà la siepe
e scenderà la nuvola. Scenderà la nuvola ai tuoi piedi
fino alla caviglia – più giù, più giù –
fino alla macchia rossa, fino alla fasciatura

Non è colpa tua, Zet, siediti e vedrai
verrà di nuovo il vento, ti asciugherà la faccia.

* * *

(questo è il villaggio)

Questo è il villaggio, questa è la tettoia
ci sono i pomodori, l’insalata
ma che ci vieni a fare qui?

La casa non lo so
però c’è l’orto
e dietro l’orto…

E qui ci sta il quartiere…
tutto qui intorno si chiama quartiere

E questo è l’albero
questo è il recinto
Ma tu che cosa cerchi?
cosa vuoi?

La strada è per di là
la vedi? per di là…

(Ida Travi, Dora Pal, la terra, Moretti & Vitali, 2017)

Ida Travi è nata a Cologne, in provincia di Brescia. Negli anni ottanta ha curato la rubrica Angolazioni per l’edizione italiana del magazine Rolling Stone. Ha pubblicato libri di poesia, saggistica, narrativa, teatro ed è autrice di radiodrammi. Tra i titoli di poesia, oltre alla serie de I Tolki, ricordiamo Il distacco (Anterem Edizioni, 1998), La corsa dei fuochi (Moretti & Vitali, 2006), Neo/Alcesti, canto delle quattro mura (Moretti & Vitali, 2009). Tra i premi letterari in cui si è classificata: Premio Camaiore-Belluomini 2019; Premio Bologna in Lettere 2018; Premio Anna Osti, 2017; Premio Tassoni, 2017; Premio Internazionale Città di Como, 2015; Premio Gradiva New York, 2013; Premio Europa in Versi, 2013; Selezione Premio Viareggio Repaci, 2011 e 2001. Nel 2014 ha ricevuto il Premio alla Carriera Città di Lugano e la targa del Premio Laurentum.
Di seguito i link dei siti di Moretti & Vitali e di Ida Travi:
Moretti & Vitali
Ida Travi
cover

 

 

 

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