Primo maggio di festa – Claudio Lolli

Primo maggio di festa

Primo maggio di festa oggi nel Viet-Nam
e forse in tutto il mondo,
primo maggio di morte oggi a casa mia
ma forse mi confondo.
E che titolo rosso oggi sul Viet-Nam
e che sangue negli occhi della mia gente,
e che cosa da niente oggi essere lì
e morire senza il sole del Viet-Nam.

Che sapore di morte oggi dal Viet-Nam
ma forse è mio padre, mi confondo.
Che sapore di sole oggi dal Viet-Nam
ma forse è proprio il sole, qui, mi confondo.
E confondo la testa col mondo e col Viet-Nam
e confondo i miei occhi con i tuoi,
e che titolo rosso oggi sul Viet-Nam
ma forse è il tuo sangue,
mi confondo.

(Claudio Lolli)

Canzone tratta dall’album Ho visto anche degli zingari felici (1976)

Buon Primo Maggio!

 

Bologna in Lettere 2017 – Interferenze – Programma completo

interferenze

 

Bologna in Lettere

Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea

V° Edizione

Maggio 2017

INTERFERENZE

 

a1 BIL 2017 programma - esterno

a2 BIL 2017 programma - interno

a3 BIL 2017 programma - interno

VENERDI’ 5 MAGGIO ore 19.30

EPS FACTORY Via Castiglione 26

EX CORPORE /ARTEFATTI CONTEMPORANEI

Francesca Lolli

The dying lilium

Mist (Eleonora Manca + Alessandro Amaducci)

LED/3 times

NINE POEMS IN BASILICATA

John Giorno

The death of William Burroughs

Regia Antonello Faretta (Noeltan Film)

FARE IL PUNTO/BATTERE IL TEMPO

Nanni Balestrini 

Presentazione di Cecilia Bello, Niva Lorenzini, letture dell’autore 

PASSIONE POESIA Atto 1 (a cura di Luigi Cannillo)

Giuliano Mesa / Valentino Zeichen / Marco Palladini

 

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SABATO 6 MAGGIO ore 19.00

EPS FACTORY Via Castiglione 26

EX CORPORE /ARTEFATTI CONTEMPORANEI

Francesca Lolli Cleaning my Identity

Mist (Eleonora Manca + Alessandro Amaducci) OR 

NINE POEMS IN BASILICATA

John Giorno Everyone gets lighter

Regia Antonello Faretta (Noeltan Film)

PASSIONE POESIA Atto 2 (a cura di Luigi Cannillo)

Nanni Cagnone / Lucetta Frisa / Marco Ercolani

BATTERE IL TEMPO

Enzo Minarelli Il Polipoeta  

(presentazione e cura di Daniela Rossi)

Fabio Orecchini Per Os

(installazione/performance) con Kate Louise Samuels

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VENERDI’ 12 MAGGIO ore 18.00

A SPASSO NEL BIO Via Don Minzoni 4/2ab

Premiazioni Concorsi Letterari

Presentazione opere finaliste e Reading degli autori

Relatori: Sonia Caporossi, Daniele Barbieri, Giusi Montali

Loredana Magazzeni, Enzo Campi, Francesca Del Moro

Enea Roversi, Maria Luisa Vezzali, Marco Saya

Con Gilda Policastro, Nadia Agustoni

Valentina Maini, Massimo Rizza, Laura Bonaguro

Lucia Guidorizzi, Guido Turco, Lella De Marchi

Marina Massenz, Maria Angela Rossi

Roberto Ranieri, Morena Coppola, Mara Mattoscio 

Sono stati invitati inoltre i finalisti del Concorso Letterario riservato alle Scuole: Viola D’Alonzo, Ilaria Masotti, la classe 5° del Liceo Ginnasio Cornelio Tacito di Roma (Francesca Casella, Luca CastaldiGiulia CenciarelliEmilia Corina, Francesca Bonelli, Adriano Diterlizzi, Alessandro Froio, Cristina GioiaFederico Pintus, Filippo Giuliani, Alessandro Li Puma, Flavio Zucca, Lorenzo Rossetti, Alessandro SbarraSara Virgili – Insegnante: Anna Brunacci)

 

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SABATO 13 MAGGIO ore 13.00

AL RITROVO Via Centotrecento 1

 

IMPRINTING

Pranzo letterario con autori alla carta

Helene Paraskeva

Patrizia Sardisco

Maria Luigia Di Stefano

Riccardo Frolloni

Ivonne Mussoni

Annamaria Giannini

Nadia Cavalera

Cecilia Samoré

Matteo Zattoni

Stefano Della Tommasina

Alessandro Silva

Sonia Caporossi

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SABATO 13 MAGGIO ore 16.30/22.00

CASSERO Via Don Minzoni 18

 

 

NINE POEMS IN BASILICATA

John Giorno

Demons in the details

Regia Antonello Faretta (Noeltan Film)

PASSIONE POESIA Atto 3 (a cura di Fabrizio Bianchi)

Roberto Roversi / Assunta Finiguerra / Vincenzo Frungillo

Vincenzo Bagnoli / Viola Amarelli / Francesca Del Moro 

DISLIVELLI

Sonia Caporossi vs Silvia Molesini

Roberto Batisti vs Francesco Maria Tipaldi

BATTERE IL TEMPO

Letture, recital, performance, proiezioni con

Laura Accerboni, Caterina Davinio

Alberto Toni, Alessandro Burbank

Viola Amarelli, Nicolas Cunial

Giorgio Bonacini, Pier Francesco De Iulio

Guido Cupani, Elisabetta Destasio

Laura Di Corcia, Vincenzo Frungillo

Maria Grazia Insinga, Barbara Pinchi

Giovanna Iorio, Gabriele Xella

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VENERDI’ 19 MAGGIO ore 20.00

CINETECA DI BOLOGNA Piazza Pier Paolo Pasolini 2/B

 

 

Omaggio alla Beat Generation

Intervento di Franco Minganti

Professore di Lingue e Letterature Anglo-americane

dell’Università di Bologna

Proiezioni e incontri con gli autori:

Francesco Tabarelli

I figli dello stupore. La beat generation italiana (Sirio Film)

John Giorno  

Nothing succedes like excess, The death of William Burroughs

Regia Antonello Faretta (Noeltan Film)

Chiara Brambilla

Wait till I’m dead

(documentario su Allen Ginsberg, Produzione Il Saggiatore)

 

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SABATO 20 MAGGIO ore 13.00/22.00

COSTARENA Via Azzo Gardino 48

 

 

 

NINE POEMS IN BASILICATA

John Giorno

No good deed goes unpunished

Regia Antonello Faretta (Noeltan Film)

EX CORPORE /ARTEFATTI CONTEMPORANEI

Mona Lisa Tina

L’albero delle bugie

PASSIONE POESIA Atto 4 (a cura di Nino Iacovella)

Dario Bellezza/ Ignazio Gori / Lidia Riviello

DISLIVELLI

Plinio Perilli vs Chiara Cantagalli  

FARE IL PUNTO / BATTERE IL TEMPO

Spunti, riflessioni, interventi, letture, recital, performance, proiezioni

con

Tania Haberland, Myra Jara,

Pablo López Carballo, Stephen Watts

Maria Grazia Calandrone, Lidia Riviello

Carlo Bordini, Plinio Perilli

Nina Maroccolo, Dome Bulfaro

Marthia Carrozzo, Mariangela Guatteri

Renata Morresi, Luca Rizzatello, Julian Zhara

Lorenzo Mari, Sonia Caporossi, Giusi Montali

Roberto Batisti, Stefano Guglielmin

Antonella Pierangeli, Daniele Barbieri

Vincenzo Bagnoli, Alessandro Mantovani

a4 BIL 2017 programma - esterno

 

 

Bologna in Lettere

Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea

V° Edizione – 2017

Interferenze

 

 

Direttore artistico

Enzo Campi

 

 

Staff

Alessandro Brusa, Martina Campi, Enea Roversi

Mario Sboarina, Francesca Del Moro, Sonia Lambertini

Serenella Gatti Linares, Angela Grasso

 

 

Collaboratori

Maria Luisa Vezzali, Loredana Magazzeni

Marco Saya, Vincenzo Bagnoli, Daniele Barbieri 

Sonia Caporossi, Giusi Montali, Antonella Pierangeli

Daniele Poletti, Luca Rizzatello, Daniela Rossi

 

 

Un particolare ringraziamento a

Dome Bulfaro, Luigi Bosco e Lello Voce

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Con il Patrocinio del Comune di Bologna

 

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E con il Patrocinio

per le iniziative legate alle Scuole Superiori

dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna

 

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In collaborazione con

 

Marco Saya Edizioni

Cineteca Bologna

CostArena

EPS Factory

Cassero LGBT Center

Al Ritrovo

A spasso nel bio

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Cinquant’anni senza, anzi con, Totò


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Totò, sul set del film “Letto a tre piazze”

Cinquant’anni fa, il 15 aprile 1967, moriva a Roma Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio, brevemente Antonio de Curtis, per tutti Totò. Ma questi cinquant’anni sono trascorsi non senza di lui, ma con lui. Credo che Totò sia uno dei pochi personaggi realmente e indiscutibilmente immortali. Perché Totò c’è sempre stato: è una presenza fissa nella vita degli italiani, anche di quelli che lo hanno avversato. Totò esiste nei ricordi televisivi di chi è cresciuto con la tivù in bianco e nero: in quei film passati più volte, che si sanno a memoria ormai. Totò esiste con il suo volto, con la sua ineguagliabile e ineguagliata mimica facciale: una gamma infinita di smorfie, sguardi di sottecchi, aggrottamenti di ciglia, sorrisi sarcastici e risate grasse. Con il suo corpo di marionetta e con il suo trasformismo che lo fanno diventare di volta in volta maggiordomo, direttore d’orchestra, sceicco, monaco, torero, povero cristo, ladro, poliziotto, maresciallo, chirurgo folle, donna, pazzariello. Quegli stessi film, già visti e dei quali conosciamo ogni battuta, fanno parte del nostro immaginario e anche se il valore artistico non è sempre alto, c’è la presenza del nobile Antonio De Curtis ad elevarli. Totò ci sapeva fare anche con le parole: i suoi film sono pieni di invenzioni linguistiche, di calembour, di frasi ricercate. Ha scritto sceneggiature, poesie, canzoni (una per tutte, Malafemmena). Tragico Alverman vuole ricordarlo con la sua più famosa poesia, ‘A livella e con una sua meravigliosa, irriverente pernacchia.

‘A livella

Ogn’anno, il due novembre, c’è l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fa’ chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.

Ogn’anno puntualmente, in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch’io ci vado, e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza

St’anno m’è capitata ‘n’avventura…
dopo di aver compiuto il triste omaggio
(Madonna), si ce penzo, e che paura!
ma po’ facette un’anema ‘e curaggio.

‘O fatto è chisto, statemi a sentire:
s’avvicinava ll’ora d’ ‘a chiusura:
io, tomo tomo, stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

“QUI DORME IN PACE IL NOBILE MARCHESE
SIGNORE DI ROVIGO E DI BELLUNO
ARDIMENTOSO EROE DI MILLE IMPRESE
MORTO L’11 MAGGIO DEL ’31.”

‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…
… sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;
tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:
cannele, cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore
nce steva n’ata tomba piccerella
abbandunata, senza manco un fiore;
pe’ segno, sulamente ‘na crucella.

E ncoppa ‘a croce appena se liggeva:
“ESPOSITO GENNARO NETTURBINO”.
Guardannola, che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! ‘Ncapo a me penzavo…
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s’aspettava
ca pure all’atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s’era ggià fatta quase mezanotte,
e i’ rummanette ‘chiuso priggiuniero,
muorto ‘e paura… nnanze ‘e cannelotte.

Tutto a ‘nu tratto, che veco ‘a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…
Penzaje: stu fatto a me mme pare strano…
Stongo scetato…dormo, o è fantasia?

Ate che’ fantasia era ‘o Marchese:
c’ ‘o tubbo, ‘a caramella e c’ ‘o pastrano;
chill’ato appriesso’ a isso un brutto arnese:
tutto fetente e cu ‘na scopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro…
‘o muorto puveriello… ‘o scupatore.
‘Int’ a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:
so’ muorte e se retireno a chest’ora?

Putevano stà ‘a me quase ‘nu palmo,
quando ‘o Marchese se fermaje ‘e botto,
s’avota e, tomo tomo… calmo calmo,
dicette a don Gennaro: “Giovanotto!

Da voi vorrei saper, vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir, per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va, si, rispettata,
ma voi perdeste il senso e la misura;
la vostra salma andava, si, inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la vostra vicinanza puzzolente.
Fa d’uopo, quindi, che cerchiate un fosso
tra i vostri pari, tra la vostra gente”.

“Signor Marchese, nun è colpa mia,
i’ nun v’avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa’ sta fessaria,
i’ che putevo fa’ si ero muorto?

Si fosse vivo ve farrie cuntento,
pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse,
e proprio mo, obbj’… ‘nd’a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n’ata fossa.”

“E cosa aspetti, oh turpe malcreato,
che 1’ira mia raggiunga 1’eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!”

“Famme vedé… piglia sta violenza…
‘A verità, Marché’, mme so’ scucciato
‘e te senti; e si perdo ‘a pacienza,
mme scordo ca so’ muorto e so’ mazzate!…

Ma chi te cride d’essere… nu ddio?
Ccà dinto, ‘o vvuò capì, ca simmo eguale?…
… Morto si’ tu e muorto so’ pur’io;
ognuno comme a ‘n’ato è tale e qquale.”

“Lurido porco!… Come ti permetti
paragonarti a me ch’ebbi natali
illustri, nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?”

“Tu qua’ Natale … Pasca e Ppifania!!
T’ ‘o vvuo’ mettere ‘ncapo… ‘int’ ‘a cervella
che staje malato ancora ‘e fantasia?…
‘A morte ‘o ssaje ched’e’?…. è una livella.

‘Nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’ ‘o punto
c’ha perzo tutto, ‘a vita e pure ‘o nomme
tu nun t’hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò, stamme a ssenti… nun fa’ ‘o restivo,
suppuorteme vicino – che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie… appartenimmo à morte!”

Antonio De Curtis (Totò)

Gli esiti dei Concorsi Letterari di Bologna in Lettere

interferenze

 

Grande successo di partecipazione per i Concorsi Letterari di Bologna in Lettere 2017, denominati Interferenze e suddivisi in tre categorie: Opera di poesia edita, Opera di poesia inedita, Poesie singole inedite.
Vista l’alta qualità delle opere in concorso, oltre a quanto previsto dal bando, le giurie hanno deciso di conferire per ognuna delle tre sezioni del premio letterario una serie di segnalazioni.
Inoltre, il Presidente delle giurie ha conferito, autonomamente, per ogni sezione, uno o più premi speciali ad opere che più delle altre hanno evidenziato una particolare connotazione o che sono comunque proiettate verso una specifica autonomia testuale in quanto a intenzioni, uso del linguaggio e ricerca stilistica.

Esiti Sezione A – Opera di poesia edita

Presidente della giuria
Enzo Campi

Giurati
Vincenzo Bagnoli, Daniele Barbieri, Sonia Caporossi, Giusi Montali, Enzo Campi

 

SEGNALAZIONI

Antonella Taravella, La pietà del bianco, Carteggi Letterari, 2016

Manuel Micaletto, Stesura, Prufrock Edizioni, 2015

Enrico De Lea, La furia refurtiva, Vydia Edizioni, 2016

Azzurra D’Agostino, Alfabetiere privato, LietoColle, 2016

Marina Pizzi, Cantico di stasi, Oèdipus, 2016

Stefano Della Tommasina, Global, Oèdipus, 2017

Maurizio Manzo, Rizomi e altre gramigne, Zona, 2016

 

PREMI SPECIALI DEL PRESIDENTE DI GIURIA

Claudia Di Palma, Altissima miseria, Musicaos Editore, 2016

Daniele Beghè, Galateo dell’abbandono, Edizioni Tapirulan, 2016

 

FINALISTI

Lello Voce, Il fiore inverso, Squilibri, 2016

Nadia Agustoni, Lettere della fine, Vydia Edizioni, 2015

Carlo Bordini, I costruttori di vulcani, Luca Sossella Editore, 2010

Valentina Maini, Casa rotta, Arcipelago Itaca, 2016

Gilda Policastro, Inattuali, Transeuropa, 2016

Massimo Rizza, Il veliero capovolto, Cierre Grafica / Anterem Edizioni, 2016

 

PRIME CLASSIFICATE

Ex aequo

Nadia Agustoni, Lettere della fine, Vydia Edizioni, 2015

Gilda Policastro, Inattuali, Transeuropa, 2016

 

TERZA CLASSIFICATA

Valentina Maini, Casa rotta, Arcipelago Itaca, 2016

Come da bando al primo classificato verrà attribuito un premio in denaro (visto l’ex aequo il premio verrà diviso a metà tra le due vincitrici).
Le prime tre opere classificate verranno presentate criticamente durante la cerimonia di premiazione.
Gli autori finalisti saranno invitati a partecipare alla cerimonia di presentazione.
Inoltre, gli autori ai quali sono stati assegnati i Premi Speciali del Presidente di giuria e gli autori che hanno ricevuto le segnalazioni saranno invitati a partecipare alla serata inaugurale della prossima stagione di eventi (Settembre/Ottobre 2017).

**

Esiti Sezione B – Opera di poesia inedita

Presidente della giuria
Enzo Campi

Giurati
Daniele Poletti, Luca Rizzatello, Enea Roversi, Marco Saya, Enzo Campi

 

SEGNALAZIONI

Riccardo Barena, Per chi vuole passare

Marilina Ciaco, Verbosinapsi

Luigi Siviero, Schemi astratti di comportamento animale indecente

Lella De Marchi, Paesaggio con ossa

Riccardo Benzina, Karaoke

Antonella Taravella, Il silenzio onesto delle cose

Gerardo De Stefano, On

 

PREMI SPECIALI DEL PRESIDENTE DI GIURIA

Laura Bonaguro, Linee di terra

Gabriele Xella, Regina Immagine / Principe Libertà

 

FINALISTI

Guido Turco, I cieli di Guercino e altre poesie

Maria Angela Rossi, Osmosi. 140

Marina Massenz, Né acqua per le voci

Mauro Roversi Monaco, Sine titulo

Roberto Ranieri, Personat. Passacaglia e fuga

Morena Coppola, Sgorbie e Misericordie di Fratelli Elettrici

 

PRIMO CLASSIFICATO

Maria Angela Rossi, Osmosi. 140

Come da bando il primo classificato vincerà la pubblicazione gratuita dell’opera a cura di Marco Saya Edizioni.
Con alcuni estratti dalle opere dei finalisti verrà assemblato un e-book corredato di note critiche, che sarà scaricabile gratuitamente sul sito del festival.
Gli autori finalisti saranno invitati alla cerimonia di presentazione.
Inoltre, gli autori ai quali sono stati assegnati i Premi Speciali del Presidente di giuria e gli autori che hanno ricevuto le segnalazioni saranno invitati a partecipare alla serata inaugurale della prossima stagione di eventi (Settembre/Ottobre 2017).

**

Esiti Sezione C – Poesie singole inedite

Presidente delle giuria
Enzo Campi

Giurati
Francesca Del Moro, Loredana Magazzeni, Antonella Pierangeli, Maria Luisa Vezzali, Enzo Campi

SEGNALAZIONI

Clio Nicastro, Storie del fosso

Daniela Andreis, Una cosa bellissima che non ricorderò mai più

Elena Micheletti, Supplica a lei

Nicola Romano, Ruoli

Alba Gnazi, Zeitgeber (Marcatempo)

Alessandra Greco, Tre inediti

Silvia Rosa, Nemmeno

 

PREMIO SPECIALE DEL PRESIDENTE DI GIURIA

Alessandro Lanucara, Tre Poesie da Canti di Stagione

 

FINALISTI

Mara Mattoscio, Due monologhi e un lamento

Massimo Rizza, Periferie di senso

Laura Bonaguro, Percorsi in prospettica figurata

Lella De Marchi, Gesti

Sergio Pasquandrea, Apnea

Lucia Guidorizzi, Skip a beat

 

PRIMO CLASSIFICATO

Massimo Rizza, Periferie di senso

Come da bando al primo classificato verrà attribuito un premio in denaro.
Gli autori finalisti saranno invitati e presentati nel corso della cerimonia di presentazione. Inoltre, l’autore al quale è stato assegnato il Premio Speciale del Presidente di giuria e gli autori che hanno ricevuto le segnalazioni saranno invitati a partecipare alla serata inaugurale della prossima stagione di eventi (Settembre/Ottobre 2017).

interferenze

Cinema e poesia alla Cineteca di Bologna

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Emmanuelle Riva ed Eiji Okada in una scena del film Hiroshima mon amour di Alain Resnais

La Cineteca di Bologna dedica una rassegna al rapporto tra cinema e poesia, nel corso della quale saranno proposti La rabbia di Pasolini (“poema cinematografico” basato sul montaggio di filmati di repertorio), Il carrettiere (primo cortometraggio di Ousmane Sembène, padre del cinema africano), Possibili rapporti. Due poeti. Due voci (il dialogo tra due grandi voci poetiche del Novecento: Andrea Zanzotto e Nelo Risi), Un chien andalou  (il trionfo surrealista di Luis Buñuel e Salvador Dalì), i due capolavori di Alain Resnais Hiroshima mon amour e Notte e nebbia, la Conversazione con Alda Merini diretta da Antonietta De Lillo e infine In cerca della poesia, il film di montaggio che Giuseppe Bertolucci ha dedicato ai grandi poeti del Novecento.

“Il cinema racconta la poesia. Le immagini si confrontano con la parola poetica. Vedremo il poema cinematografico di Pasolini, La rabbia, nella ricostruzione di Giuseppe Bertolucci, a sua volta autore di un ironico confronto tra poesia e tv, In cerca della poesia; il dialogo d’autore tra Andrea Zanzotto e Nelo Risi e il complesso ritratto di Alda Merini firmato da Antonietta De Lillo. E ancora, il modernismo lirico di Alain Resnais (e di Marguerite Duras) e il capolavoro surrealista di Buñuel/Dalí.”
(Dal sito della Cineteca di Bologna)

Programmazione dal 18 al 25 febbraio

Sabato 18 febbraio
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni, ore 18.00
LA RABBIA DI PASOLINI (Italia/1963-2008) di Pier Paolo Pasolini, a cura di Giuseppe Bertolucci (83′)
precede
IL CARRETTIERE (Borom Sarret, Senegal/1963) di Ousmane Sembène (22′)
(Lingua originale con sottotitoli)

Mercoledì 22 febbraio
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni, ore 18.00
POSSIBILI RAPPORTI DUE POETI, DUE VOCI (Italia/2008) di Nelo Risi (56′)
segue
UN CHIEN ANDALOU (Francia/1929) di Luis Buñuel (15′)

Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni, ore 20.00
HIROSHIMA MON AMOUR (Francia/1959) di Alain Resnais (92′)
segue
NOTTE E NEBBIA (Francia/1955) di Alain Resnais (32′)
Precede la presentazione del cofanetto Dvd (Edizioni Cineteca di Bologna 2017) che raccoglie i due capolavori di Resnais in versione restaurata.
(Lingua originale con sottotitoli)

Giovedì 23 febbraio
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni, ore 17.30
HIROSHIMA MON AMOUR (Francia/1959) di Alain Resnais (92′)
segue
NOTTE E NEBBIA (Francia/1955) di Alain Resnais (32′)
(Lingua originale con sottotitoli)

Venerdì 24 febbraio
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni, ore 17.00
LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO CONVERSAZIONE CON ALDA MERINI (Italia/2013) di Antonietta De Lillo (53′)

Sabato 25 febbraio
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni, ore 18.00
IN CERCA DELLA POESIA (Italia/1998) di Giuseppe Bertolucci (52′)

Di seguito il link per saperne di più:

cinetecadibologna.it/…a/ev/programmazione

La parola è stagione incendiaria. (Ri)leggere Jolanda Insana

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Sabato 11 Febbraio – ore 18.30 – Costarena, via Azzo Gardino 48, Bologna.
Bologna in Lettere – Interferenze – Atto IV
In collaborazione con Le Voci della Luna
“La parola è stagione incendiaria. (Ri)leggere Jolanda Insana”
Programma della serata:
Marinella Polidori “Jolanda Insana, amica delle Voci della Luna”
Proiezione del video “Chiamiamoli per nome” (Sasso Marconi, 05/03/2016)
Pier Paolo Amodeo “Non ci fu offesa: la lingua e la poesia di Jolanda Insana”
Simonetta Sambiase “La fabbrica sfabbricata. Letture della trama insana”
Luigi Socci “Pupara era”,
Proiezione del reading di Jolanda Insana al Festival “La punta della lingua” (Ancona, 24/06/2016).
A seguire reading di testi di Jolanda Insana, proposti da: Alessandro Brusa, Chiara Calderone, Margaret Collina, Anna Franceschini, Angela Grasso, Loredana Magazzeni, Michela Turra, Maria Luisa Vezzali.
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Jolanda Insana (foto di Dino Ignani)

 

Lidia Riviello -Sonnologie

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Edward Ruscha – Standard Station (1966)

Che cosa c’entra con la poesia Sebastian Thrun?
Può questo scienziato esperto di robotica e intelligenza artificiale ispirare versi poetici?
Lidia Riviello, nella sua ultima raccolta Sonnologie (Editrice Zona, 2016) lo nomina più volte insieme al suo progetto di automobile driverless: “lo schema di sebastian thrun non dura a lungo / splende su ebay”, “i clienti di sebastian thrun, / le altre presenze uscite di sera senza fondali mnemonici, / senza chiedere più passaggi“, “driverless si sposta in collaudi minimal, li chiamano collant / nel progetto / apoteosi momentanea”.
Al centro di questa raccolta c’è un mondo a cavallo tra il reale e l’onirico, nel quale gli uomini e le donne, definiti clienti oppure utenti, si muovono in paesaggi surrealisti (o forse iperrealisti).
Luoghi come non-luoghi: spazi asettici, dai contorni non definiti, siano essi istituti, tunnel o metropolitane.
Luoghi dove si celebra l’apoteosi/dissoluzione della società dei consumi, richiamata attraverso simboli quali eBay o Ikea: “non oltrepassare le linee gialle posa il montone vinto all’ikea lascia il / posto ai vivi come ai morti.”
Scrive Emanuele Zinato nella propria nota alla raccolta: “C’erano una volta l’inconscio e il sogno. Ora sono veri e propri ipermercati onirici, territori interamente colonizzati: gli utenti e i clienti, onnipresenti nei versi di Lidia Riviello, circolano infatti soprattutto lì, nel sonno, così come il flusso del valore e il vapore del capitale.”
Il sonno (e il sogno) come unità di misura della difficoltà di vivere, descritta in maniera mirabile dalla poesia non lirica di Lidia Riviello, quasi una non-poesia (definizione da intendersi come pregio e non come difetto) che ritrae l’umanità con realismo a volte spietato, ma sempre impeccabile.
È, quella di Sonnologie, un’umanità assopita che però corre in fretta, verso una deriva che pare inarrestabile: senza guida, per l’appunto, proprio come l’automobile progettata da Sebastian Thrun.

* * * * *

 

i clienti si spingono oltre il sonno
nel vetroresina trattato

l’infusione sottovuoto è carissima

solo sulle barche se lo permettono un sonno per intero.

 

* * * * *

l’istituto lascia accese le vetrate

sulle sponde
molti uomini decidono
se farsi fotografare prima del sonno

 

sul controllo delle nascite dei futuri insonni
sono stati iscritti interi trattati.

 

si fa presto a sostituire questo trattato visivo,
la ventraia dipinta in un angolo della sala
con il panorama delle seychelles
taggato alle spalle.

* * * * *

 sull’uso e non sul significato dei sogni

 

l’antiossidante per chi russa,
non credere sia una forma di amore,
la provano anche gli orsi.
piace vedere eventi di successo in serie di autoscatti riabilitativi
che non devi intendere
come tecnica erotica camuffata.

 

di questo sonno conservano molte versioni hd,
la programmazione in sala, l’esaltazione dell’insonnia.

* * * * *

per la ostinata realtà del realismo si provocano nel cliente delle
reazioni che lo inducono a produrre molte visioni superficiali
come quella della città rossa

 

la camomilla cancellata
da tutte le schede dei profitti genera un problema di esaurimento
delle immagini mobili,

 

risolve la questione della cartellonistica fissa in
alcune località del litorale laziale.

 

i clienti dimenticano facilmente gli omaggi, il gesto dell’anulare
piegato teneramente ad indicare pretese di punti sulle spese grandi
marche durante i mondiali.

* * * * *

tutto è crudele se è rosa la superficie

 

davanti alle beatificazioni frenare
recuperare il sonno
consumare all’aperto il pasto
arrestare l’avanzata del godimento.

 

vorrebbero trattare il corpo ma si
lanciano nel massaggio prima
della scena madre.

* * * * *

è presto per commissionare ai posteri una qualsiasi specie di
nostalgia,
i bikini chiamati costumi,

iperattivi i clienti di sebastian thrun.

* * * * *

occorre vedere nella pubblicità
il surrealismo combattuto sul nascere

 

driverless si sposta in collaudi minimal, li chiamano collant
nel progetto

apoteosi momentanea

 

garantita sempre la velocità commerciale, i bambini verranno
trasportati gratuitamente risulteranno i primi nel cartogramma
descritti da colori e simboli ignoti.

(Lidia Riviello, Sonnologie, Editrice Zona 2016)

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Lidia Riviello nasce a Roma. Autrice e conduttrice di programmi radio e tv, collabora con riviste, quotidiani e blog e organizza eventi di arte e poesia in Italia e all’estero. Nel 1998 pubblica il suo primo libro, Aule di passaggio, a cui seguono L’infinito del verbo andare (2002, prefazione di Edith Bruck), Rum e acqua frizzante (2003, nota di Carla Vasio), Neon 80 (Zona, 2008, nota di Edoardo Sanguineti – Premio A. Delfini 2007) e Ritorno al video (2009). Suoi testi sono tradotti in inglese, francese, tedesco, arabo e svedese. È presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di Vincenzo Ostuni, 2011). Collabora con la Compagnia della Fortezza, fondata e diretta dal regista e drammaturgo Armando Punzo e attiva da trent’anni nel campo della sperimentazione e della ricerca teatrale.

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