Bologna in Lettere 2018 – Il programma completo, il catalogo e la mappa interattiva

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Ci siamo, finalmente.
Anche per quest’anno il festival letterario Bologna in Lettere è pronto.
La sesta edizione del festival ha come titolo Dislivelli e si svolgerà nelle seguenti giornate: 4/5 – 11/12 – 18/19 maggio 2018.
Questo è il comunicato stampa di presentazione:
“Ancora pochi giorni all’evento dell’anno. BOLOGNA IN LETTERE: “il Festival dei nostri tempi”. VI Edizione, DISLIVELLI. 4/5 – 11/12 – 18/19 maggio 2018. Sei giornate di appuntamenti ad alta intensità in un ricco e intenso programma d eventi multidisciplinari. La dedica speciale ad Artaud con l’anteprima nazionale del nuovo saggio di Enzo Campi: “Artaud il supplizio della lingua”, arricchita dalla presenza di due nomi fondamentali del pianeta artaudiano in Italia in quanto a critica e traduzione: Carlo Pasi e Pasquale Di Palmo. La video-arte di Alessandro Amaducci, Francesca Lolli, Eleonora Manca, i cui lavori vengono selezionati in moltissimi festival internazionali. Gabriele Frasca e Roberto Paci Dalò con il progetto editoriale-performativo-visivo del “Canzoniere”. La presenza costante di uno degli editori più attivi del panorama contemporaneo in poesia: Marco Saya. Le collaborazioni con il Centro Studi Sara Valesio e le riviste Versodove e La balena bianca. Gli interventi critici e le presentazioni di Vincenzo Bagnoli, Vito Bonito, Marilena Renda, Daniele Barbieri, Paolo Valesio, Alessandro Mantovani. L’ultima curatela di Sonia Caporossi sulle scritture dell’ultracontemporaneità: “La parola informe”. Un poetry slam ad alta intensità curato dal Collettivo Zoopalco. Una particolare attenzione allo spoken con il progetto Poetry Music Experience delle Memorie dal Sottosuono e le performance “attive” di Alessandro Burbank, Marthia Carrozzo, Nicolas Cunial, Alberto Mori, Toi Giordani, Gaia Ginevra Giorgi. Le premiazioni della IV Edizione del Premio Bologna in lettere che quest’anno ha ricevuto 490 opere in concorso. Il tutto sotto la direzione artistica di Enzo Campi e con l’organizzazione attenta, motivata e agguerrita di Martina Campi, Mario Sboarina, Serenella Gatti Linares, Alessandro Jacopo Brusa, Marilina Ciaco, Enea Roversi, Francesca Del Moro, Sonia Lambertini e con la disponibilità encomiabile dei locali e delle associazioni che ospitano i vari eventi: CostArena, FactoryBo, Millenium Gallery. Istituto Parri per la storia e la memoria del ‘900. Con il Patrocinio della Città Metropolitana di Bologna.”
Qui il programma completo con tutte le info e i partecipanti:
Bologna in Lettere 2018: il programma completo

Qui il catalogo del festival con foto e note biografiche dei partecipanti:
Bologna in Lettere 2018: il catalogo

Qui la mappa interattiva:
Bologna in Lettere 2018: la mappa interattiva

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Premio di Poesia Renato Giorgi 2018

Marc Chagall - La Lune Noire - 1965
Marc Chagall – La Lune Noire (1965)

Il Premio di Poesia “Renato Giorgi” giunge quest’anno alla ventiquattresima edizione.
Come sempre l’organizzazione è a cura dell’Associazione Culturale Le Voci della Luna, con il patrocinio del Comune di Sasso Marconi.
Come si legge nel bando: “Il Premio di poesia “Renato Giorgi”, fondato nel 1995, nasce dal desiderio di testimoniare e diffondere nel tempo il valore dell’opera, umana e letteraria, di Renato Giorgi, insegnante e poeta, partigiano e sindaco di Sasso Marconi.”
Due le sezioni : silloge inedita e cantiere; previsti premi in denaro e pubblicazioni.
Il termine per la spedizione delle opere è il 30 giugno 2018.
Di seguito il link per scaricare il bando del concorso:
Bando Premio Renato Giorgi 2018

le voci della luna

Renato Giorgi
Renato Giorgi (1916-1985)

 

 

 

 

 

Gli ottant’anni di Luigi Tenco

luigitenco
Luigi Tenco (1938-1967)

Io sono uno
che parla troppo poco, questo è vero
ma nel mondo c’è già tanta gente
che parla, parla, parla sempre
che pretende di farsi sentire
e non ha niente da dire.

(Luigi Tenco, da Io sono uno)

 

Oggi, 21 marzo 2018, è il primo giorno di primavera ed è anche la Giornata Mondiale della Poesia.
Il 21 marzo 1938 nasceva a Cassine, piccolo borgo del Monferrato, Luigi Tenco.
Se fosse ancora vivo compirebbe proprio oggi 80 anni.
Credo che sia utile ricordarlo, perché se è vero che su Tenco si è detto tanto, è altrettanto vero che su di lui c’è ancora tanto da dire.
Al di là della tragica fine in quella stanza d’albergo n.219, al di là del suicidio e dei tanti dubbi a esso legati, è la levatura artistica di Tenco che merita di essere approfondita.
Tragico Alverman non aspira a tanto: questo è solo un piccolo omaggio ad un grande artista, un piccolo sasso lanciato nello stagno.

 

Lontano, lontano

E lontano lontano nel tempo
Qualche cosa
Negli occhi di un altro
Ti farà ripensare ai miei occhi
I miei occhi che t’amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
In un sorriso
Sulle labbra di un altro
Troverai quella mia timidezza
Per cui tu
Mi prendevi un po’ in giro
E lontano lontano nel tempo
L’espressione
Di un volto per caso
Ti farà ricordare il mio volto
L’aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
Una sera sarai con un altro
E ad un tratto
Chissà come e perché
Ti troverai a parlargli di me
Di un amore ormai troppo lontano.

(Testo e musica: Luigi Tenco)

* * *

Mi sono innamorato di te

Mi sono innamorato di te
Perché
Non avevo niente da fare
Il giorno
Volevo qualcuno da incontrare
La notte
Volevo qualcosa da sognare

Mi sono innamorato di te
Perché
Non potevo più stare solo
Il giorno
Volevo parlare dei miei sogni
La notte
Parlare d’amore

Ed ora
Che avrei mille cose da fare
Io sento i miei sogni svanire
Ma non so più pensare
A nient’altro che a te

Mi sono innamorato di te
E adesso
Non so neppur’io cosa fare
Il giorno
Mi pento d’averti incontrata
La notte
Ti vengo a cercare

(Testo e musica: Luigi Tenco)

* * *

Cara maestra

Cara maestra, un giorno m’insegnavi
che a questo mondo noi, noi siamo tutti uguali;
ma quando entrava in classe il Direttore
tu ci facevi alzare tutti in piedi,
e quando entrava in classe il bidello
ci permettevi di restar seduti…

Mio buon curato, dicevi che la chiesa
è la casa dei poveri, della povera gente
però hai rivestito la tua chiesa, di tende d’ oro e marmi colorati
come può adesso un povero che entra
sentirsi come fosse a casa sua.

Egregio sindaco, mi hanno detto che un giorno
tu gridavi alla gente, vincere o morire
ora vorrei sapere come mai, vinto non hai eppure non sei morto
e al posto tuo è morta tanta gente
che non voleva nè vincere nè morire.

(Testo e musica: Luigi Tenco)

LuigiTenco1967
Luigi Tenco sul palco del Festival di Sanremo (1967)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bologna in Lettere – Premio Letterario “Dislivelli” (IV Edizione) – Gli esiti

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Grande successo di partecipazione per il Premio Letterario Dislivelli, nell’ambito dell’edizione 2018 di Bologna in Lettere.
Le Giurie delle tre sezioni (Opera di poesia edita, Opera di poesia inedita, Poesie singole inedite) hanno decretato i vincitori: di seguito il dettaglio.

BOLOGNA IN LETTERE
PREMIO LETTERARIO “DISLIVELLI”
IV Edizione

ESITI

Esiti SEZIONE A – Opera di poesia edita

Presidente della giuria
Enzo Campi

Giurati
Enea Roversi, Daniele Barbieri, Sonia Caporossi, Giusi Montali, Enzo Campi

La giuria, oltre ai premi previsti dal bando, vista l’alta qualità delle opere pervenute ha deciso, in maniera unanime, di conferire una menzione di merito ad una serie di opere che si sono distinte in tal senso.

MENZIONI DI MERITO

Dino Azzalin, Il pensiero della semina (Crocetti)

Anna Maria Curci, Nuove nomenclature e altre poesie (L’arcolaio)

Novella Torre, Un secolo di febbre (Transeuropa)

Andrea Lanfranchi, Cantiere in luce (CFR)

Saragei Antonini, La passione secondo (Edizioni Forme Libere)

Sergio Pasquandrea, Approssimazioni e convergenze (Pietre Vive)

 

PREMI SPECIALi DEL PRESIDENTE DI GIURIA

Antonio Cretella, Aleph (Serpent Kiss Digital)

Domenica MauriPensile (Nino Aragno editore)

 

SEGNALAZIONI

Davide Castiglione, Non di fortuna (italic)

Simone Burratti, Progetto per S. (Nuova Editrice Magenta)

Roberto Ariagno, Disarmare il nome (italic)

Giulio Maffii, Angina d’amour (Arcipelago Itaca)

Francesco Terzago, Caratteri (autoproduzione)

Sergio Rotino, Cantu maru (Kurumuny)

Daniela Pericone, Distratte le mani (Coup d’idée)

Maria Pia Quintavalla, I compianti (Effigie)

 

FINALISTI

Gabriel Del Sarto, Il grande innocente (Nino Aragno editore)

Ida Travi, Dora Pal (Moretti & Vitali)

Alessandra Carnaroli, Ex-voto (Oèdipus)

Lella De Marchi, Paesaggio con ossa (Arcipelago Itaca)

Paola Silvia Dolci, I processi di ingrandimento delle immagini (Oèdipus)

Fabio Orecchini, Per Os (Sigismundus)

 

PRIMO CLASSIFICATO

Alessandra Carnaroli, Ex-voto (Oèdipus)

SECONDO CLASSIFICATO

Ida Travi, Dora Pal (Moretti & Vitali)

TERZO CLASSIFICATO

Fabio Orecchini, Per Os (Sigismundus)

 

Come previsto dal bando al primo classificato verrà attribuito un premio in denaro. Le prime tre opere classificate verranno presentate criticamente durante la cerimonia di premiazione. Gli autori finalisti saranno invitati a partecipare alla cerimonia di premiazione e riceveranno un attestato. Inoltre, gli autori ai quali sono stati assegnati i Premi Speciali del Presidente di giuria e gli autori che hanno ricevuto le segnalazioni saranno invitati a partecipare alla serata inaugurale della prossima stagione di eventi (Set./Ott. 2018)

**

Esiti SEZIONE B – Opera di poesia inedita

Presidente della giuria
Enzo Campi

Giurati
Daniele Poletti, Luca Rizzatello, Fabio Michieli, Marco Saya, Luca Cenacchi

 

PREMIO SPECIALE DEL PRESIDENTE DI GIURIA

Massimo Rizza, Periferie di senso

 

SEGNALAZIONI

Gabriele Stera, Lampare

Dimitri Ruggeri, Bambini e zanzare

Luca Bresciani, Canzone del padre

Mara Venuto, Misteri minimi

Francesco Salvini, Sulla segreteria

Alessio Alessandrini, I congiurati del bosco

 

FINALISTI

Morena Coppola, Psychopompï

Joan Barcelò, Acròbates imperfectes

Marco Aldrighi, Gente d’ottobre

Mario Famularo, Il dono del silenzio

Guido De Simone, Come i fuochi di settembre

Alfredo Rienzi, Presagi. Partenze e promesse

 

PRIMO CLASSIFICATO

Guido De Simone, Come i fuochi di settembre

 

Come previsto dal bando il primo classificato vincerà la pubblicazione gratuita dell’opera, a cura di Marco Saya Edizioni. Con alcuni estratti dalle opere dei finalisti verrà assemblato un e-book corredato di note critiche, che sarà scaricabile gratuitamente sul sito del festival. Gli autori finalisti saranno invitati e presentati criticamente alla cerimonia di premiazione e riceveranno un attestato. Inoltre, l’autore al quale è stato assegnato il Premio Speciale del Presidente di giuria e gli autori che hanno ricevuto le segnalazioni saranno invitati a partecipare alla serata inaugurale della prossima stagione di eventi (Set./Ott. 2018)

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Esiti SEZIONE C – Poesie singole inedite

Presidente della giuria
Enzo Campi

Giurati
Francesca Del Moro, Loredana Magazzeni, Antonella Pierangeli, Maria Luisa Vezzali, Giacomo Cerrai

 

PREMIO SPECIALE DEL PRESIDENTE DI GIURIA

Giovanna Cristina Vivinetto, La famiglia transessuale

 

SEGNALAZIONI

Luigi Ianzano, Pàmbene (Fiocchi)

Roberta Ioli, Dura un attimo il battito

Andrea Patrizi, Domenica sera

Valentina Proietti Muzi, Sonetto a due voci

Emanuele Baiolini, Il terreno –lo so bene- è sdrucciolevole

Simona Nobili, poesia#5

Viviana Fiorentino, Lontananze

 

FINALISTI

Elena Cattaneo, Mi culla mia madre

Fabrizio Bregoli, Alba pratalia

Mara Mattoscio, L’inascoltato, la rotaia è ciò che resta

Andrea Donaera, Il padre. Un’ustione

Elena Micheletti, Alzheimer

Alessandro Silva, Il cuore di mio figlio

 

PRIMO CLASSIFICATO

Andrea Donaera, Il padre. Un’ustione

 

Come previsto dal bando al primo classificato verrà attribuito un premio in denaro. Gli autori finalisti saranno invitati e presentati nel corso della cerimonia di premiazione. Inoltre, l’autrice alla quale è stato assegnato il Premio Speciale del Presidente di giuria e gli autori che hanno ricevuto le segnalazioni saranno invitati a partecipare alla serata inaugurale della prossima stagione di eventi (Set./Ott. 2018)

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Aldo Moro 40 anni dopo (con i versi di Mario Luzi)

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La mattina del 16 marzo 1978 a Roma, in via Mario Fani, un commando delle Brigate Rosse rapì Aldo Moro, che era in quel momento il Presidente della Democrazia Cristiana e uccise i cinque uomini che lo scortavano (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi).
In quello stesso giorno in Parlamento si doveva votare la fiducia al nuovo governo guidato da Giulio Andreotti.
Il rapimento scosse l’intera nazione: i sindacati proclamarono immediatamente uno sciopero generale.
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Iniziò allora quel periodo da molti definito “i 55 giorni che cambiarono l’Italia”: il 9 maggio 1978 infatti, 55 giorni dopo il rapimento, il corpo di Aldo Moro fu fatto ritrovare nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, in via Caetani, a Roma, a pochi passi da Piazza del Gesù (dov’era la sede della DC) e da via delle Botteghe Oscure (dov’era la sede del PCI).
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Sono passati 40 anni, ma le immagini e le parole di allora sembrano appartenere all’iconografia di un’epoca assai più lontana.
La scena politica nel 1978 era dominata dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Comunista: c’erano Moro e Andreotti, Berlinguer e Natta. C’erano La Malfa e Spadolini, Pertini (che nel luglio di quell’anno verrà eletto Presidente della Repubblica) e Saragat.
I partiti che allora facevano parte del Parlamento oggi non esistono più, spazzati via dal crollo dei muri e delle ideologie, ma anche da Tangentopoli e dai cambiamenti sociali.
Anni di piombo, strategia della tensione: fu un periodo di attentati, di scontri di piazza, di morti lungo le strade. In quegli anni più di una generazione ha visto cadere miti e utopie, sotto il peso di idee che crollavano e dubbi che aumentavano.
La confusione che nacque in quegli anni, non ci ha probabilmente più abbandonato.
Sul rapimento e sull’uccisione di Moro si è scritto tanto: chiunque volesse prendersi la briga di cercare testi in merito, potrà trovare chi parla di misteri non ancora svelati e chi cerca di smontare falsi misteri, chi propone la propria verità e chi parla di pezzi di verità mancanti.
La verità sul caso Moro, dunque, non è ancora stata detta: tutto questo nonostante cinque processi, sette commissioni parlamentari e una serie ragguardevole di inchieste giornalistiche.

Il caso Moro ha ispirato la letteratura (basti pensare al famoso racconto-inchiesta L’affaire Moro, scritto a caldo da Leonardo Sciascia e pubblicato nell’autunno del 1978) e il cinema.
Tra gli attori che interpretarono Moro sul grande schermo Gian Maria Volonté fu forse quello che si immedesimò maggiormente nel personaggio, cui aderì con una straordinaria somiglianza fisica nel film Il caso Moro (1986) di Giuseppe Ferrara, mentre Roberto Herlitzka (nel film Buongiorno, notte diretto da Marco Bellocchio nel 2003) ha lasciato l’immagine onirica di un Aldo Moro liberato dai suoi carcerieri.

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Gian Maria Volonté nei panni di Aldo Moro

Di quell’uomo, abbandonato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa targata Roma N57686, scrisse così il grande poeta Mario Luzi:

Acciambellato in quella sconcia stiva

Acciambellato in quella sconcia stiva,
crivellato da quei colpi,
è lui, il capo di cinque governi,
punto fisso o stratega di almeno dieci altri,
la mente fina, il maestro
sottile
di metodica pazienza, esempio
vero di essa
anche spiritualmente: lui –
come negarlo? – quell’abbiosciato
sacco di già oscura carne
fuori da ogni possibile rispondenza
col suo passato
e con i suoi disegni, fuori atrocemente –
o ben dentro l’occhio
di una qualche silenziosa lungimiranza – quale?
non lascia tempo di avvistarla
la superinseguita gibigianna.

Mario Luzi
(da Per il battesimo dei nostri frammenti, 1985)

Al di là del rischio di agiografia in cui la poesia può incorrere quando è ricordo, colpisce in questi versi la parola acciambellato, in cui è racchiusa drammaticamente l’immagine della fine di una vita: un’immagine che ha segnato gli ultimi 40 anni della storia d’Italia.

 

MARIO LUZI
Mario Luzi

 

 

 

Lucio & Lucio

Barnett Newman - Canto II - 1963
Barnett Newman – Canto II (1963)

Lucio Dalla e Lucio Battisti, nati entrambi di marzo, ad un giorno di distanza l’uno dall’altro: il 4 marzo 1943 Dalla e il 5 marzo 1943 Battisti.
Compirebbero entrambi, in questi giorni, 75 anni.
Per ricordarli, due canzoni (e non poteva essere altrimenti).

Henna, un esempio di come Dalla riuscisse a raggiungere altissimi livelli quando era veramente ispirato. La canzone fa parte dell’album omonimo del 1993 e nacque mentre Dalla si trovava sulla sua barca al largo del Mare Adriatico e venne svegliato da un boato: erano aerei militari in volo verso la Jugoslavia. Quel momento ispirò a Dalla una delle più belle canzoni sull’amore e contro la guerra.

Don Giovanni dà il titolo all’omonimo album del 1986, il primo scritto da Lucio Battisti in collaborazione con Pasquale Panella. La differenza tra i testi scritti da Mogol e quelli scritti da Panella apparve evidente fin da subito, provocando straniamento in molti tra i fan battistiani. Fu l’inizio di un sodalizio artistico fatto di cinque album. In questo brano, uno dei punti più alti raggiunti da Battisti, convivono ricerca e classe cristallina.

                                                             * * * * *

Henna
(testo e musica di Lucio Dalla)

Adesso basta sangue ma non vedi
Non stiamo nemmeno più in piedi… un po’ di pietà
Invece tu invece fumi con grande tranquillità
Così sta a me che debbo parlare fidarmi di te

Domani domani domani chi lo sa domani sarà
Oh oh chi non lo so quale Dio ci sarà
io parlo e parlo solo per me

Va bene
io credo nell’amore
l’amore che si muove dal cuore
Che ti esce dalle mani
e che cammina sotto i tuoi piedi
L’amore misterioso anche dei cani
e degli altri fratelli animali
delle piante che sembra che ti sorridono
anche quando ti chini per portarle via
l’amore silenzioso dei pesci
che ci aspettano nel mare
l’amore di chi ci ama e non ci vuol lasciare

Ok ok lo so che capisci
ma sono io che non capisco cosa dici
Troppo sangue qua e là sotto i cieli di lucide stelle
Nei silenzi dell’immensità

Ma chissà se cambierà
oh non so se in questo futuro nero buio
Forse c’è qualcosa che ci cambierà
Io credo che il dolore
è il dolore che ci cambierà
Oh ma oh il dolore che ci cambierà

E dopo chi lo sa
se ancora ci vedremo e dentro quale città
Brutta fredda buia stretta
o brutta come questa sotto un cielo senza pietà

Ma io ti cercherò
anche da così lontano ti telefonerò
In una sera buia sporca fredda
Brutta come questa
Forse ti chiamerò
perché vedi

Io credo che l’amore
è l’amore che ci salverà
Vedi io credo che l’amore
è l’amore che ci salverà

tratta dall’album Henna (1993)

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Lucio Dalla (1943-2012)

* * * * *

 

Don Giovanni
(testo di Pasquale Panella, musica di Lucio Battisti)

Non penso quindi tu sei
questo mi conquista
L’artista non sono io
sono il suo fumista
Son santo, mi illumino
ho tanto di stimmate
Segna e depenna Ben-Hur
sono Don Giovanni
rivesto quello che vuoi
son l’attaccapanni
Poi penso che t’amo
no anzi che strazio
Che ozio nella tournée
di mai più tornare
nell’intronata routine
del cantar leggero
l’amore sul serio
E scrivi
Che non esisto quaggiù
che sono
l’inganno
Sinceramente non tuo
(sinceramente non tuo)
Qui Don Giovanni ma tu
dimmi chi ti paga

Tratta dall’album Don Giovanni (1986)

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Lucio Battisti (1943-1998)

 

 

 

Premio Lorenzo Montano 2018 – Il bando

Mary Cassatt - The Pensive Reader - 1894
Mary Cassatt – The Pensive Reader (ca. 1894)

Il Premio Lorenzo Montano, organizzato come sempre dalla rivista Anterem, giunge nel 2018 alla sua 32a edizione.
Un appuntamento tradizionale per tutti coloro che si occupano di poesia.
Sul sito di Anterem (www.anteremedizioni.it) si possono trovare il bando completo del Premio e tutte le informazioni necessarie.
Di seguito, comunque, ecco il link per scaricare direttamente il bando:
anteremedizioni.it/…le/BandoMontano32.pdf

11 menzione speciale Premio Montano