Primo Levi, la memoria e il ritorno

George Segal - The Holocaust - 1982
George Segal – The Holocaust (1982)

Nel 1947 uscì la prima edizione di Se questo è un uomo, il primo romanzo di Primo Levi.
Testimonianza indimendicabile e struggente, racconto lucido e doloroso, ma soprattutto testo imprescindibile per conoscere la tragedia e l’orrore dell’Olocausto.
In occasione della Giornata della Memoria, Tragico Alverman ripropone, da Se questo è un uomo, un estratto della nota introduttiva scritta dallo stesso Primo Levi e la poesia Shemà, i cui celebri versi aprono il libro. Shemà è un termine ebraico che significa “ascolta”. Nel giorno della memoria è giusto dunque ascoltare l’appello che ci rivolge Primo Levi: Meditate che questo è stato / Vi comando queste parole / Scolpitele nel vostro cuore. Ascoltiamo e meditiamo su queste parole, facciamo in modo che la Giornata della Memoria non sia un mero rituale, ma l’occasione per riflettere sugli orrori della guerra (di tutte le guerre). Ricordare gli errori (e gli orrori) compiuti dall’uomo affinché non si possano mai più ripetere, anche se l’attualità ci offre ogni giorno esempi di come l’uomo tenda a dimenticare il passato.

“Per mia fortuna, sono stato deportato ad Auschwitz solo nel 1944, e cioè dopo che il governo tedesco, data la crescente scarsità di manodopera, aveva stabilito di allungare la vita media dei prigionieri da eliminarsi, concedendo sensibili miglioramenti nel tenor di vita e sospendendo temporaneamente le uccisioni ad arbitrio dei singoli.
Perciò questo mio libro, in fatto di particolari atroci, non aggiunge nulla a quanto è ormai noto ai lettori di tutto il mondo sull’inquietante argomento dei campi di distruzione. Esso non è stato scritto allo scopo di formulare nuovi capi di accusa; potrà piuttosto fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano. A molti, individui e popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”.”
(da Primo Levi, Se questo è un uomo, Giulio Einaudi Editore, Torino 1958)

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore:
Stando in casa e andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
(da Primo Levi, Se questo è un uomo, Giulio Einaudi Editore, Torino 1958)

 

primolevi
Primo Levi (1919-1987)

Il 25 aprile del 1983 la RAI trasmise, nel corso della trasmissione Sorgente di vita,  il documentario Ritorno ad Auschwitz, regìà di Daniel Toaff. Nel documentario Primo Levi viene intervistato durante il viaggio che lo riporta, dopo quasi 40 anni, ad Auschwitz, nel lager dove fu deportato durante la Seconda Guerra Mondiale.
Dall’archivio di Rai Teche: Ritorno ad Auschwitz.
Ritorno ad Auschwitz

 

 

 

 

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2017: un (altro) anno di poesia

Fernando Calhau - Timeless-1996
Fernando Calhau – Timeless (1996)

Fine anno, tempo di bilanci. E di banalità, aggiungerei: come banali sono, per l’appunto, i bilanci di fine anno. Ecco dunque che in tanti si sentono in dovere di segnalare i migliori film dell’anno, i migliori libri, i migliori dischi, le migliori ricette. Classifiche, playlist, top ten e resoconti si susseguono e si ripropongono, puntuali come il panettone e le lenticchie.
Tragico Alverman non intende proporre nessuna classifica, ma ciò non vuol dire rinunciare alla banalità delle convenzioni: ed ecco dunque una serie di immagini che riassumono i momenti di poesia vissuti nel 2017.
Attenzione, però: nessuno di questi momenti è stato banale, né tanto meno inutile. Anzi, ognuno di essi ha significato molto per me e perciò vorrei ringraziare tutti coloro con i quali li ho condivisi.
Un altro anno è passato e per il 2018 tanti auguri a tutti: che sia un anno colmo di serenità e di poesia.

logoVRxstampa
Il 2017 si apre con Versante Ripido che si costituisce in Associazione Culturale: un passo importante per continuare a promuovere la poesia. Il Consiglio Direttivo dell’Associazione è formato da Claudia Zironi (Presidente), Emanuela Rambaldi (Vice Presidente), Paolo Polvani (Vice Presidente), Silvia Secco (Consigliere), Enea Roversi (Consigliere).

03 VR diventa Associazione Culturale
Reperto storico: la tessera n.1 dell’Associazione Culturale, intestata al poeta Luca Ariano

Versante Ripido e Bologna in Lettere rappresentano le due realtà poetiche a cui sono maggiormente affezionato e grazie alle quali ho imparato tanto. Ad esse mi legano i ricordi di tanti eventi poetici organizzati e condivisi, ma ancor di più le belle amicizie nate e consolidatesi sotto il segno della poesia.
I Concorsi Letterari di Bologna in Lettere, che nel 2017 erano denominati Interferenze, sono stati un’esperienza importante, vissuta come giurato nella sezione Raccolta inedita, insieme a Daniele Poletti, Luca Rizzatello, Marco Saya ed Enzo Campi.

02 Interferenze - I Concorsi Letterari di Bologna in LettereContinuano intanto, sfidando il rigido inverno, gli incontri de I Giovedì DiVersi, avventura bellissima e folle nata da un’idea di Claudia Zironi e Silvia Secco che da subito mi hanno coinvolto nell’organizzazione di 22 (ventidue!) incontri poetici che si sono svolti da settembre 2016 a maggio 2017 presso il locale Vamolà di Bologna. Scelgo tra tutte la locandina dell’incontro con le riviste letterarie, presentato insieme a Daniele Barbieri: incontro stimolante e ricco di spunti interessanti. Doveroso ricordare l’intero gruppo degli organizzatori dei giovedì: Silvia Secco, Enea Roversi, Claudia Zironi, Francesca Del Moro, Daniele Barbieri, Alberto Cini, Emanuela Rambaldi e Luca Ariano. Tra i partecipanti all’incontro con le riviste figura, nella locandina, il nome di Benedetta Davalli, che nel 2017 ci ha lasciati: a lei un pensiero affettuoso, ricordando la sua passione e la sua generosità.

01 I Giovedì DiVersi - dibattito con le riviste letterarie

Aprile: in una giornata nella quale pioveva come non mai, ecco la lettura nell’ambito della rassegna Incontrarsi intorno a una passione, organizzata dalla vulcanica Serenella Gatti Linares. Sala piena, nonostante il diluvio, ad ascoltare varie proposte, tra le quali la lettura a più voci portata da Claudia e Silvia insieme a me, con l’accompagnamento musicale del giovane e talentuoso chitarrista Alessandro Baro.
04 INCONTRARSI INTORNO A UNA PASSIONE 180417
Il 29 aprile, insieme a Serenella Gatti Linares e Angela Grasso, ecco l’intervista radiofonica a Radio Città del Capo, per presentare l’edizione 2017 di Bologna in Lettere. Un’esperienza nuova e sorprendentemente divertente, grazie soprattutto all’ospitalità dimostrata dai conduttori della trasmissione Balangandà.
05 radiocittadelcapo trasmissione per BIL 290422017Che dire di Luca Cerretti? Poeta, fine umorista e organizzatore infaticabile di eventi nei quali si mescolano la musica e la letteratura. In uno di questi, intitolato L’amore è una cosa per dilettanti, ero presente pure io, come dimostrato dalla foto di Silvia Secco che ha immortalato il momento.

06 L'amore è una cosa per dilettanti - Macondo
Un poetucolo fotografato da Silvia Secco

Ed ecco Bologna in Lettere: “Un festival lungo un anno”. L’edizione 2017 ha avuto come titolo Interferenze e si è svolta nel mese di maggio, nell’arco di tre fine settimana. Grazie a tutti i partecipanti e un grazie particolare ai membri dello staff con i quali ho condiviso tanti splendidi momenti: Enzo Campi (l’infaticabile direttore artistico), Alessandro Brusa, Martina Campi, Francesca Del Moro, Martina Campi, Serenella Gatti Linares, Angela Grasso, Sonia Lambertini e Mario Sboarina. Tra gli autori che hanno partecipato all’edizione 2017 di Bologna In Lettere, un pezzo di storia della poesia italiana: Nanni Balestrini.

BIL 2017 PRIMA GIORNATA 017
Nanni Balestrini a Bologna in Lettere 2017 (foto di Enea Roversi)

La premiazione dei Concorsi Letterari di Bologna in Lettere: uno dei tanti eventi che hanno caratterizzato l’edizione 2017. Partecipano i vincitori e i finalisti delle varie sezioni: la possibilità di ascoltare autori diversi tra loro, eppure non così lontani l’uno dall’altro.
08 Premiazione Concorsi

Di nuovo Versante Ripido e di nuovo la complicità di Claudia, Silvia, Emanuela e Paolo: insieme a loro nella giuria del Premio Nazionale Poesia senza confine di Agugliano (AN). Un fine settimana intenso, con il Convegno sul tema Il verso del migrante, seguito dalla cerimonia di premiazione del premio di poesia.
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La poesia Aesculus hippocastanum riceve la Menzione speciale al Premio Lorenzo Montano, organizzato dalla rivista Anterem.
11 menzione speciale Premio Montano

Esce in luglio, in occasione del decennale del sito La Recherche, l’e-book dal titolo Proust N° 7 – Il profumo del tempo, a cura di Roberto Maggiani e Giuliano Brenna. Un omaggio all’autore de La Recherche con il coinvolgimento di 90 autori. C’è anche un mio testo intitolato Era il biancospino.

08 Proust N.7 LaRecherche
La copertina dell’e-book (di Lisa Merletti)

A settembre eccoci a Sirmione per il Sirmio International Poetry Festival, a proporre “riVersi nel sogno”, insieme a Chiara Baldini, Piera Anna Masia, Silvia Secco e Claudia Zironi, accompagnati dalla chitarra e dalla voce di Alessandro Baro.
13. Sirmio International Poetry Festival

E’ proprio vero che Bologna in Lettere è un festival lungo un anno: ad ottobre una nuova lettura a più voci, con i segnalati del Concorso Letterario.
14. EPS FACTORY - BIL

Ancora una volta al Macondo, il 9 ottobre, per la serata intitolata Caro amore ti scrivo: lettere d’amore lette e cantate. Con l’amica Silvia Secco e la consueta organizzazione di Luca Cerretti.

Con Silvia
Con Silvia Secco al Macondo

Il 30 ottobre 2017 il sito LaRecherche.it ha pubblicato, nella rubrica Poesia della settimana, tre miei testi inediti: Perduto, Arcata sopraccigliare destra e Al tavolino del bar.
Un grazie particolare a Roberto Maggiani.
16. larecherche,it

All’inizio di novembre esce il numero 46 della rivista Illustrati, edita da Logos Edizioni. Tema di questo numero: #HEROES. Nella rubrica Poemata ci sono anche alcuni miei versi tratti dalla poesia A Pier Paolo Pasolini. Un grazie particolare all’amica Francesca Del Moro.

17. ILLUSTRATI N.46 #HEROES
La copertina del n.46 (illustrazione di Napao)

Nel frattempo è iniziata la rassegna I Secondi Giovedì DiVersi: stessa squadra, stessa passione, stesso pizzico di follia. Questa volta, però, gli incontri sono otto: uno al mese. Metto la locandina del secondo incontro, intitolato Quando i genitori ci dimenticano, che ha avuto come protagonisti i poeti Alberto Bertoni e Vivian Lamarque. Una serata emozionante e persino divertente, nonostante i temi trattati.
18. BERTONI - LAMARQUE

Con Versante Ripido e Civico 32 ecco la serata di premiazione del concorso fotografico e poetico La paura e la città: un’altra esperienza coinvolgente.
19 PREMIAZIONE LA PAURA E LA CITTA'

Sempre a novembre, sul n° 108 della rivista Il Segnale – Percorsi di ricerca letteraria, vengono pubblicati quattro miei inediti: Il cuscino rosso, Fiori appassiti, Sporadica mente, Quale uguaglianza.
Grazie alla Direzione e alla Redazione della rivista e un grazie particolare a Massimo Rizza.
20. IL SEGNALE N.108
Esce l’e-book Interferenze – Sguardi d’autore, che raccoglie motivazioni, appunti di lettura e note critiche delle opere segnalate e finaliste al concorso letterario di Bologna in Lettere 2017.
21. E-BOOK INTERFERENZE - SGUARDI D'AUTOREIl mese di novembre si conclude con l’intervista radiofonica a Radio Saiuz nell’ambito della rassegna “Spoken Poetry – La poesia che parla”, ideata e condotta da Silvia Parma.
Con Emanuela Rambaldi e Claudia Zironi abbiamo parlato di Versante Ripido, delle iniziative e dei progetti ad esso legati: un grazie sentito a Silvia Parma per l’ospitalità.
22. SPOKEN POETRY RADIO SAIUZ
Concludo questo riassunto del 2017 con gli e-book realizzati per la collana di Versante Ripido insieme al sito La Recherche. Sono usciti nel corso dell’anno tre titoli: Silvia Rosa –  Italia Argentina Ida y Vuelta: Incontri Poetici, AA.VV. – Jump! (a cura di Claudia Zironi), AA.VV. – La paura e la città. Per il 2018 già ci sono diversi progetti in cantiere.

23. Gli e-book di VR con LaRecherche

Il 2017 è finito: buon 2018 da Tragico Alverman!

magico alverman
Il Magico Alverman

 

 

 

 

 

T.S. Eliot – Viaggio dei Magi

Giotto - L'Adorazione dei Magi - 1311-1320
Giotto – L’Adorazione dei Magi (1311-1320)

La magnificenza dei versi di T.S. Eliot e lo splendore della pittura di Giotto.
Una poesia che parla della nascita, anzi la Nascita per antonomasia, ma anche della morte.
Il viaggio dei Magi attraverso il dolore, la sofferenza, il dubbio e infine il mistero di Cristo: di nuovo nascita e morte che si ripropongono, eterne.
Non è di certo la poesia tipicamente natalizia che ci si aspetterebbe in queste ore: sono versi non facili che invitano alla riflessione, è poesia che abbraccia la filosofia.
Sono i versi di un grande poeta: su questo non dovrebbero esserci dubbi.
Così Tragico Alverman vuole augurare Buone Feste a tutti coloro che amano la poesia, l’arte e la bellezza.

Journey of the Magi

“A cold coming we had of it,
Just the worst time of the year
For a journey, and such a long journey:
The ways deep and the wather sharp,
The very dead of winter.”
And the camels galled, sore-footed, refractory.
Lying down in the melting snow.
There were times we regretted
The summer palaces on slopes, the terraces,
And the silken girls bringing sherbet.
Then the camel men cursing and grumbling
And running away, and wanting their liquor and women,
And the night-fires going out, and the lack of shelters,
And the cities hostile and the towns unfriendly
And the villages dirty and charging high prices:
A hard time we had of it.
At the end we preferred to travel all night,
Sleeping at snatches,
With the voices singing in our ears, saying
That this was all folly.

Then at dawn we came down to a temperate valley,
Wet, below the snow line, smelling of vegetation,
With a running stream and a water-mill beating the darkness,
And three trees on the low sky.
And an old white horse galloped away in the meadow.
Then we came to a tavern with wine-leaves over the lintel,
Six hands at an open door dicing for pieces of silver,
And feet kicking the empty wine-skins.
But there was no information, so we continued
And arrived at evening, not a moment too soon
Finding the place; it was (you may say) satisfactory.

All this was a long time ago, I remember,
And I would do it again, but set down
This set down
This: were we led all that way for
Birth or Death? There was a Birth, certainly,
We had evidence and no doubt. I had seen birth and death,
But had thought they were different; this Birth was
Hard and bitter agony for us, like Death, our death.
We returned to our places, these Kingdoms,
But no longer at ease here, in the old dispensation,
With an alien people clutching their gods.
I should be glad of another death.

Viaggio dei Magi

“Freddo è stato il nostro cammino,
Giusto il periodo peggiore dell’anno
Per un viaggio, e un viaggio così lungo:
Le strade infossate e il freddo pungente,
Davvero la stagione morta dell’inverno.”
E i cammelli piagati, ostinati, con le zampe gonfie,
Che si stendevano nella neve molle.
A volte rimpiangevamo
I nostri palazzi d’estate sulle colline, con le terrazze,
Le giovani avvolte di seta che portavano sorbetti.
Poi i cammellieri che bestemmiavano e complottavano,
Se ne andavano, o chiedevano vino e donne,
E i fuochi dei bivacchi che si spegnevano, i pochi alloggi,
Le città ostili e i paesi inospitali
E i villaggi sporchi che alzavano i prezzi:
Un cammino duro è stato.
Alla fine preferimmo viaggiare di notte,
Sonnecchiando a tratti,
Con voci che cantavano alla nostre orecchie,
Che questa era tutta follia.

Poi all’alba siamo scesi in una valle temperata,
Stillante, sotto la linea della neve, profumata di vegetazione,
Con un corso d’acqua e un mulino che batteva nel buio,
E tre alberi sullo sfondo di un cielo basso.
E un vecchio cavallo bianco partì al galoppo sul piano.
Quindi arrivammo a una taverna con una vite sulla soglia,
Sei mani alla porta aperta che giocavano a dadi per monete d’argento,
E piedi che scalciavano otri vuoti.
Ma non c’erano notizie, così proseguimmo
E arrivammo di sera, non un momento troppo presto,
E trovammo il posto: era (si può dire) soddisfacente.

Tutto questo fu molto tempo fa, ricordo,
E lo rifarei anche, ma scrivi
Questo scrivi
Questo: abbiamo fatto tanta strada per vedere
Una Nascita o una Morte? Ci fu una Nascita, certo,
Ne abbiamo avuto le prove oltre ogni dubbio.
Avevo visto nascita e morte,
Ma pensavo fossero diverse: questa Nascita era
Per noi un’agonia dura e amara, come una Morte, la nostra morte.
Ritornammo ai nostri luoghi, a questi Regni,
Ma non eravamo più a nostro agio qui, nelle antiche disposizioni,
Con un popolo estraneo aggrappato ai suoi dei.
Sarei contento di un’altra morte.

[da T.S. Eliot – Il sermone del fuoco (RCS Mediagroup, 2012) – traduzione di Massimo Bacigalupo]

t.s.eliot
Thomas Stearns Eliot

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giorgio Gaber – Quando è moda è moda

giorgio gaber
Giorgio Gaber

Quando in una giornata grigia, che fa parte di un periodo grigio, pensi allo sfascio della società.
Quando pensi alle macerie che produciamo e tra le quali sguazziamo consapevoli.
Quando pensi al lavoro come merce di scambio che non ha alcun valore.
Quando pensi all’apericena e al Black Friday, che poi venerdì nero una volta indicava qualcosa di brutto.
Quando pensi alle scommesse sul calcio e a tutti i piccoli e Grandi Fratelli.
Quando pensi alle svastiche sui muri e al vuoto della politica.
Quando pensi a quanta brutta musica passa alla radio.
Quando pensi a tutto questo e ad altro ancora, ti può soccorrere come una boccata d’ossigeno il teatro-canzone di Giorgio Gaber e di Sandro Luporini.
Quando è moda è moda.

Quando è moda è moda

Mi ricordo la mia meraviglia e forse l’allegria
di guardare a quei pochi che rifiutavano tutto
mi ricordo certi atteggiamenti e certe facce giuste
che si univano come un’ondata che rifiuta e che resiste

Ora il mondo è pieno di queste facce
è veramente troppo pieno
e questo scambio di emozioni
di barbe di baffi e di chimoni
non fa più male a nessuno.

Quando è moda è moda quando è moda è moda
quando è moda è moda  quando è moda è moda

Non so cos’è successo
a queste facce a questa gente
se sia solo un fatto estetico
o qualche cosa di più importante

Se sia un mio ripensamento
o la mia mancanza di entusiasmo
ma mi sembrano già facce
da rotocalchi o da ente del Turismo.

Quando è moda è moda  quando è moda è moda
quando è moda è moda  quando è moda è moda

E visti alla distanza
non siete poi tanto diversi
dai piccolo borghesi
che offrono champagne e fanno i generosi

Che sanno divertirsi
e fanno la fortuna e la vergogna
dei litorali più sperduti e delle grandi spiagge
della Sardegna.

Quando è moda è moda quando è moda è moda

E anche se è diverso
il vostro grado di coscienza
quando è moda è moda
non c’è nessuna differenza
Tra quella del playboy
più sorpassato e più reazionario
a quella sublimata
di fare una comune o un consultorio.

Quando è moda è moda  quando è moda è moda
quando è moda è moda  quando è moda è moda

Io per me se ci avessi
la forza e l’arroganza
direi che sono diverso
e quasi certamente solo

Direi che non riesco a sopportare
le vecchie assurde istituzioni
e le vostre manie creative
le vostre innovazioni.

Io sono diverso
io cambio poco
cambio molto lentamente
non riesco a digerire
i corsi accelerati da Lenin all’Oriente

E anche nell’amore
non riesco a conquistare la vostra leggerezza
non riesco neanche a improvvisare
o a fare un po’ l’omosessuale
tanto per cambiare.

Quando è moda è moda quando è moda è moda.

E siete anche originali
basta ascoltare qualche vostra frase
piena di nuove parole
sempre più acculturate sempre più disgustose

Che per uno normale
per uno di onesti sentimenti
quando ve le sente in bocca
avrebbe una gran voglia
che vi saltassero i denti.

Quando è moda è moda  quando è moda è moda
quando è moda è moda  quando è moda è moda

Io per me se ci avessi
la forza e l’arroganza
direi che non è più tempo
di fare mischiamenti
Che è il momento di prender le distanze
che non voglio inventarmi più amori
che non voglio più avervi come amici
come interlocutori

Sono diverso e certamente solo
sono diverso perché non sopporto
il buon senso comune
ma neanche la retorica del pazzo

Non ho nessuna voglia
di assurde compressioni
ma nemmeno di liberarmi a cazzo

Non voglio velleitarie mescolanze con nessuno
nemmeno più con voi
ma non sopporto neanche
la legge dilagante del fatti i cazzi tuoi

Sono diverso sono polemico e violento
non ho nessun rispetto per la democrazia
e parlo molto male di prostitute e detenuti
da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti

Di quelli che diranno
che sono qualunquista
non me ne frega niente
non sono più compagno
né femministaiolo militante

Mi fanno schifo le vostre animazioni
le ricerche popolari e le altre cazzate
e finalmente non sopporto le vostre donne liberate
con cui voi discutete democraticamente

Sono diverso perché quando è merda è merda
non ha importanza la specificazione
autisti di piazza studenti barbieri santoni artisti operai
gramsciani cattolici nani datori di luci baristi
troie ruffiani paracadutisti ufologi

Quando è moda è moda quando è moda è moda
Quando è moda è moda quando è moda è moda
Quando è moda è moda quando è moda è moda
Quando è moda è moda quando è moda è moda

(Giorgio Gaber – Sandro Luporini)

Dall’album Polli d’allevamento (1978-1979)

Polli d'allevamento 2

Forum Anterem 2017 – Premio Lorenzo Montano

anterem

“Come ogni anno, in coincidenza con le cerimonie conclusive del Premio Lorenzo Montano, la rivista “Anterem” promuove – in collaborazione con la Biblioteca Civica di Verona – un Forum di poesia curato da Agostino Contò, Flavio Ermini e Ranieri Teti.

Sono in cartellone molti appuntamenti nel corso dei quali la poesia incontra la filosofia, la musica, l’arte. Tali eventi si svolgono da sabato 11 novembre a sabato 18 novembre 2017 negli spazi della Biblioteca Civica di Verona, via Cappello 43.

La finalità è di far emergere – grazie a momenti di forte intensità e con interventi di grande rilievo – l’intima relazione che unisce la poesia e le complesse problematiche del nostro tempo.

L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti.”

(dal sito http://www.anteremedizioni.it/)

Di seguito il link per scaricare il programma del Forum:
Scarica il programma del Forum

LocandinaForum

 

 

 

 

Sono partiti i Secondi Giovedì DiVersi

Renato Guttuso - Caffè Greco - 1976
Renato Guttuso – Caffè Greco (1976)

Quando è iniziata, poco più di un anno fa, l’avventura de I Giovedì DiVersi, sembrava una follia (e in parte, sinceramente, lo era).
Ventidue incontri poetici, partendo da settembre 2016 per arrivare a maggio 2017, non sono stati facili da organizzare e da gestire, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.
L’idea iniziale era quella di creare, nel corso delle varie serate, un circolo letterario aperto: gli errori non sono mancati, ma anche da quelli ripartiamo.
Consci quindi degli errori e per nulla spaventati noi di Versante Ripido abbiamo perciò pensato di replicare: questa volta gli incontri saranno in totale otto, alle ore 21.00 di ogni secondo giovedì del mese e (anche) da qui deriva il titolo della rassegna: I Secondi Giovedì DiVersi.
La sede della rassegna è la sala CostArena, in Via Azzo Gardino 48, Bologna.
Il primo incontro si è svolto giovedì 12 ottobre: una sfida a suon di versi tra poeti lirici e poeti sperimentali dal titolo “Il coratto magiglioso: lirici vs sperimentali” (faceto contest poetico in collaborazione con Zoopalco). Si sono sfidati sul palco: Rodolfo Cernilogar, Alessandro Brusa, Gianfranco Corona, Elena Micheletti, Lisa Di Battista, Anna Zoli per i “lirici” e Sergio Rotino, Vittoriano Masciullo, Luca Rizzatello, Roberto Batisti, Gilda Bellantoni, Marilina Ciaco per gli “sperimentali”.
La serata è stata brillantemente condotta da Francesca Del Moro, Alberto Cini ed Eugenia Galli. La sala piena, lo spirito leggero che ha fatto da filo conduttore all’incontro e il dibattito vivace al termine delle letture fanno ben sperare per il prosieguo della rassegna.

Ed ecco il calendario completo dei prossimi incontri:

I Secondi Giovedì DiVersi (stagione 2017/2018)

Rassegna poetica organizzata da Versante Ripido con la direzione artistica di Silvia Secco e con la collaborazione di Enea Roversi, Claudia Zironi, Francesca Del Moro, Daniele Barbieri, Luca Ariano, Alberto Cini.
Gli incontri si terranno il secondo giovedì di ogni mese a partire dalle ore 21.00 presso la sala Costarena in Via Azzo Gardino, 48 a Bologna

Programma della rassegna

9 novembre 2017 h.21.00 “Quando i genitori ci dimenticano”: recital poetico di Alberto Bertoni e Vivian Lamarque, con il musicista Alessandro Baro, conducono Silvia Secco ed Enea Roversi

14 dicembre 2017 h.21.00 “Voci di Genova”: recital poetico di Laura Accerboni e Ksenja Laginja, con il musicista Stefano Bertoli, conducono Francesca Del Moro e Luca Ariano

11 gennaio 2018 h.21.00 “Linguaggi descrittivi”: il fotografo Elio Scarciglia e il poeta Dante Maffia presentano la loro esperienza di Matera, con la musicista Elisa Misolidio, conducono Claudia Zironi e Daniele Barbieri

8 febbraio 2018 h.21.00 “Recital poetico e interventi critici in omaggio a Giovanni Raboni” di Andrea De Alberti e Luigi Cannillo, con il musicista Giacomo Gamberucci, conducono Luca Ariano e Daniele Barbieri

8 marzo 2018 h.21.00 “Dibattito: la poesia ‘femminile’?” con gli interventi e letture di Amelia Rosselli e altre voci di poete del novecento di: Serenella Gatti Linares, Loredana Magazzeni, Marinella Polidori, Maria Luisa Vezzali, Simonetta Sambiase, Graziella Sidoli, conducono Claudia Zironi e Francesca Del Moro

12 aprile 2018 h.21.00 “Le Poetrici”: Rosaria Lorusso e Nina Maroccolo, con il musicista Globoscuro (Emiliano Pietrini), conducono Enea Roversi e Francesca Del Moro

10 maggio 2018 h.21.00Recital di poesia dialettale e un omaggio a Pierluigi Cappello”, con Loredana Bogliun, Nina Nasilli, Annalisa Teodorani, Luigina Lorenzini, con il musicista Fiore Stavole, conducono Alberto Cini e Silvia Secco.

i secondi giovedi diversi locandina
La locandina della rassegna, di Ivo Mosele

Di seguito il link che rimanda al sito di Versante Ripido con il programma completo della rassegna:
I Secondi Giovedì DiVersi – programma completo

 

Luciano Erba e le cose del mondo

Tano festa - Persiana-1963
Tano Festa – Persiana (1963)

“Con lucidissima grazia e con un velo in più di sottile malinconia, Luciano Erba prosegue il suo cammino fra le cose del mondo, osservandone la concretezza dei dettagli, ma cogliendone il breve incanto che passa, il senso vivo e imprevisto che si cela fra le pieghe del reale.” (dalle note di copertina di: Luciano Erba – Nella terra di mezzo –Mondadori, 2000).
La raccolta Nella terra di mezzo è dedicata all’editore Vanni Scheiwiller, con cui Erba pubblicò nel 1998 la raccolta Il tranviere metafisico.
Di seguito alcuni testi, tratti appunto da queste due raccolte, con cui Tragico Alverman vuole rendere un piccolo omaggio ad un autore forse troppo frettolosamente dimenticato.

Da Il tranviere metafisico (Scheiwiller, 1998)

Nuvole

Per anni ho guardato le nuvole
a oriente di questa terrazza
senza curarmi se fossero
diverse per chi le avesse osservate
da un’altra parte della città.
Ma oggi è un giorno al duale
amo, dunque io sono, io e te siamo.
“Cara, se guardi sopra Porta Venezia
c’è una nuvola che ha la faccia di Lincoln”.
Lei mi risponde al telefono
“la mia nuvola ha la faccia di Marx”.

Sfrangiate nuvole
restate nuvole!

* * *

Arcimboldi

i tuoi occhi sono prugne del nord
i tuoi denti mandorle amare
il tuo seno una doppia albicocca
due pesche noci i tuoi fianchi
un ficodindia il tuo grembo

il mio cuore è un’anguria emiliana

* * *

Il tranviere metafisico

Ritorna a volte il sogno in cui mi avviene
di manovrare un tram senza rotaie
tra campi di patate e fichi verdi
nel coltivato le ruote non sprofondano
schivo spaventapasseri e capanni
vado incontro a settembre, verso ottobre
i passeggeri sono i miei defunti.
Al risveglio rispunta il dubbio antico
se questa vita non sia evento del caso
e il nostro solo un povero monologo
di domande e risposte fatte in casa.
Credo, non credo, quando credo vorrei
portarmi dall’al di là un po’ di qua
anche la cicatrice che mi segna
una gamba e mi fa compagnia.
Già, ma allora? sembra dica in excelsis
un’altra voce.
Altra?

* * *

Da Nella terra di mezzo (Mondadori, 2000)

CAPODANNO A MILANO

Si credeva a Milano che a vedere
per primo un uomo sulla soglia di casa
andando a messa il primo di gennaio
fosse segno di prospero futuro.

Erano figure nere di pastrani
incerte nella nebbia del mattino
sciarpe bianche, cappelli, flosci e duri
rintocchi di bastone, passi lontani.

Or dove siete, uomini augurali?
L’onda lunga del vostro presagio
si frange ancora alla riva degli anni?

Dentro a una nebbia tra noi sempre più fitta
mi sembra talvolta intravedere
un volo di profetici mantelli.

* * *

VI SONO GIORNATE DI VENTO

Vi sono giornate di vento
di fine marzo, di nuvole a strisce:
così allineate sembrano costole
di dinosauri che i cacciatori di fossili
trovano nei sabbioni del Sud Dakota,
ma i miei sauri affondano nell’azzurro
a un nuovo vento, scompaiono un’altra volta.

* * *

CUPIO DISSOLVI

Se proprio dovessi finire in vetrina
non come un povero Lenin
ma tutt’ossa, dentro e fuori del tempo
vorrei fosse nell’aula di scienze
di un vecchio liceo di provincia
dove in un mattino di maggio
davanti agli armadi vetrati
passassero silenziose e ciarliere
sempre desiderate
ragazze in sottane scozzesi
per osservare selci e ossidiane
uccelli notturni impagliati
magari dare un’occhiata distratta
alla mia sagoma di homo vulgaris
(Mediolanum, anno MM circiter).

                                                         * * *

CANZONE

Al ritorno da dura prigione
dove ho quasi lasciato la vita
la sorte continua a colpirmi:
guardate voi in che errore ricade!
Dovrebbe, mi pare, a ragione
sentirsi paga per sempre
al ritorno.

Se invece tanto stagiona
da volermi privar della vita
piaccia a Dio che l’anima mia
sia rapita nella casa lassù
al ritorno.

* * *

Luciano Erba (Milano 1922 – Milano 2010) è stato poeta, critico letterario e traduttore. Francesista, ha insegnato prima nei licei e poi all’Università. Il suo esordio poetico risale al 1951, con Linea K. Tra le sue raccolte Il male minore (1960), Il nastro di Moebius (1980), L’ippopotamo (1989), L’ipotesi circense (1995), Negli spazi intermedi (1998).

Luciano Erba
Luciano Erba