Poetry Sound Library: una mappa mondiale delle voci poetiche

Abdul Mati Klarwein - Soundscape - 1982
Abdul Mati Klarwein – Soundscape (1982)

Il progetto Poetry Sound Library nasce da un’idea di Giovanna Iorio, poetessa e artista del suono con sede a Londra, insieme con il marito Alan Bates.
È un progetto ambizioso e affascinante: raccogliere le voci di poeti da tutto il mondo, al fine di creare una vera e propria mappa mondiale delle voci poetiche.
Per usare le parole della stessa Giovanna Iorio: “Dobbiamo preservare la voce, tornare alla purezza del suono, togliere il fruscio della carta dalle parole, risvegliare i suoni primordiali del vento, restituire alla poesia la potenza della voce.”
L’invito è rivolto a tutti i poeti, partecipare è molto semplice: basta inviare una mail all’indirizzo poetrysoundlibrary@gmail.com

Per ulteriori informazioni, ecco di seguito alcuni link.
Il link della pagina Facebook:  Poetry Sound Library – pagina Facebook
Il link del sito web: Poetry Sound Library – Sito web
Il link della pagina dedicata su Versante Ripido: Poetry Sound Library – Versante Ripido
Il 14 Aprile 2019 dalle 11:00 alle 13:00 al Macro Asilo di Roma ci sarà la prima presentazione nazionale della Poetry Sound Library, la prima mappa mondiale delle voci poetiche. Moderatrici e organizzatrici dell’evento Anna Maria Curci e Stefania D’Elia Di Lino.
Poetry Sound Library logo.jpg

logo Poetry Sound Library 2

Annunci

Paola Silvia Dolci – I processi di ingrandimento delle immagini

Glennray Tutor - Going to Heaven (1993)
Glennray Tutor – Going to Heaven (1993)

A volte è l’idea di partenza, laddove sia geniale, ad aggiungere forza e spessore a un libro.
E non c’è dubbio alcuno: l’idea che è alla base di questa raccolta poetica di Paola Silvia Dolci è davvero geniale e viene dichiarata senza omissioni da subito, in copertina, nel sottotitolo: per un’antologia di poeti scomparsi.
Nel libro prendono voce sei autori che, come scrive Andrea Raos nella breve nota introduttiva, “sono contemporanei ma hanno già la voce scura di chi non potrà più parlare”: Adele Duchi, Arturo Degani, Eva Fabbri, Elsa Riva, Andrea Furlan, Lili Hofer.
Di essi sappiamo soltanto due date (nascita e morte) e, in alcuni casi, la causa del decesso. Sappiamo anche i luoghi in cui sono terminate le loro vite: sono tutti, tranne che in un caso, luoghi di mare. Poche e scarne notizie, dunque: abbiamo però i loro versi, filtrati attraverso la lente d’ingrandimento di Paola Silvia Dolci.
L’uso degli eteronimi non è un gioco letterario fine a sé stesso, né tanto meno un divertissement: siamo invece di fronte a un’osservazione volta a focalizzare la perdita, l’assenza, la fine.
Quasi come in una Spoon River destrutturata, i poeti defunti si raccontano, mettono a nudo il proprio intimo e lo fanno con una poesia ricca di richiami, citazioni e invenzioni linguistiche, in cui si mescolano realtà e finzione, dramma e ironia.
Si susseguono attraversamenti di luoghi, nei quali è facile scorgere immagini, ascoltare suoni, in un processo che non è solo ingrandimento, ma anche decodificazione e interpretazione.
Il libro, edito nel 2017 da Oèdipus, si avvale delle illustrazioni di Michaela D’Astuto.

Alcuni testi tratti da I processi di ingrandimento delle immagini:

da $7.50

VI.

Hemingway, da rileggere: e importante “scrivere quando si
sa qualcosa; e non prima; e maledizione, non troppo dopo”.

Mi tremano le mani.
Esco, nevica, cammino per stancarmi.
Bevo un bicchiere di vino, e quasi mezzogiorno.

In Lafayette Street lo strillone da il segnale
FIGHT OH FIGHT, rissa.
Mi avvicino, due cinesi con le mani alla gola;
sono ciechi, le donne stanno tentando di separarli.
Nella folla intorno una signora grida chiamate la polizia.

Mi si accosta un nero, ridendo, ok su chi scommetti miss.

Adele Duchi
La Valletta, 16-6-1978, scomparsa a Milano il 27-8-2002.

* * *

da Poquelin

II.
Lubos ha cinque carrarmati.
Un portamissili, uno da traino del 1980 e il suo preferito.
I suoi carrarmati sono russi e spesso li affitta al cinema.
Insieme agli amici li trasporta con i camion,
indossano abiti d’epoca e il casco col microfono:
i circuiti hanno laghetti e pendenze fino a 45°.
La gente chiede di fare foto.
Mi ha invitato a primavera, festeggiano tutte le sere,
grigliate, birra.
Ho proposto un brindisi alle mille parole ceche
che significano ‘valvola’.
“Hrabal e un maleducato, lui e vestito come uno
homeless.”

Arturo Degani
Verona 8-1-1960, scomparso a Santa Teresa di Gallura il 31-3-2015

* * *
da Nomi

IV.
la mia casa e affollata dalle tue ombre
che somigliano agli animali

una fredda serata fuori stagione
sono venuta a guardare il lago
anche se e buio
un film in due versi di Ashbery
“la sua testa chiusa a chiave nella mia
eravamo un’altalena”

Eva Fabbri
Piacenza 8-12-1992 – Capraia 14-7-2014.
Cade da una finestra.

* * *

da Lettera al padre


Tu non sei stato un padre e io non sono stata una figlia.
E ora che mi sono spiegata ho da dirti che mi dispiace.
Tutto questo per dirti che mi dispiace.
Mi dispiace con tutto il cuore.
Mi dispiace essermi alleata con mia madre.
Mi dispiace essermi chiusa.
Mi dispiace non averti mai ascoltato.
Mi dispiace non aver cercato di capirti.
Mi dispiace non averti mai creduto.
Mi dispiace averti aggredito.
Mi dispiace non essere stata felice nei momenti belli che avrebbero potuto esserci.
Mi dispiace non averti fatto sentire che ti volevo bene quando stavi male.
Mi dispiace non aver guarito la tua rabbia.
Mi dispiace non aver saputo meritare il tuo amore.
Mi dispiace non essermi preoccupata e occupata di te.
Mi dispiace essere stata incapace di creare un’intimità onesta.
Mi dispiace essere stata incapace di creare un patto.
Mi dispiace con tutto il cuore, nonostante tutto.

Elsa Riva
Lugano 26-1-1986 – Isola di San Pietro 7-4-2005.
Polmonite.

* * *

da Ta Pum

III

Phlebas. Inverno, nebbia;
visitiamo una casa sulla spiaggia,
io, lui e alcuni amici.
Ci sono un fantasma e la sua innamorata
morta per affogamento.
Diverse inquadrature.
Il fantasma sta spiando dai vetri
l’innamorata dentro alla camera;
invito gli altri a non fermarsi, non ci vedra.
Siedo sul bagnasciuga, sono bella.
Il fantasma si avvicina,
mi confonde con l’innamorata
mi fissi a lungo negli occhi prima di uccidermi
mi trascini in acqua.
Questo e l’istante in cui inizio a mentirti.

Andrea Furlan
Trieste 18-8-1951 – Venezia 1-9-2015. Suicida.

* * *

da Alfa Lyrae

IV.

Ti scrivo dal Grand Hotel de la Reine di Nancy,
il 25 dicembre, la primavera
e gli inizi e la disperazione.
Viaggiare diventa sempre piu
tentare di ricordare i nomi
dei luoghi gia visti.
Mi dispiace che certe felicita tu le abbia
vissute con altri.
Vorrei capire che l’intimita non e solo
rifiuto e imprigionamento.

Lili (Emilia) Hofer
Bolzano 26-2-1984 – Bastia 2-6-2015. Suicida.

(Paola Silvia Dolci, I processi di ingrandimento delle immagini, Oèdipus, 2017)
Paola Silvia Dolci, ingegnere civile, è diplomata presso il Centro Nazionale di Drammaturgia. Collabora con riviste letterarie ed è Direttore responsabile rivista indipendente di poesia e cultura Niederngasse. Ha tradotto, tra gli altri, Maxine Kumin, Galway Kinnell, Christian Gabrielle Guez Ricord e Albert Camus. Nel 2015 ha partecipato, su invito della Fondazione Roma, alla 9^ edizione dell’evento internazionale Ritratti di poesia. Nel 2017 ha partecipato a RicercaBo 2017, laboratorio di nuove scritture. Finalista ai Premi Myosotis, Gradiva e Dislivelli (Bologna in lettere), è vincitrice del Premio Guido Gozzano nella sezione poesia inedita.
Ha pubblicato Bagarre (Lietocolle, 2007), NuàdeCocò (Manni, 2011), Amiral Bragueton (Italic Pequod, 2013), I processi di ingrandimento delle immagini (Oèdipus, 2017).

cover

Vittoriano Masciullo – Dicembre dall’alto

Asano Takeji - A Bamboo in the Shrine (1953)
Asano Takeji – A Bamboo in the Shrine (1953)

Che cosa hanno in comune tra loro Carmelo Bene, Paul Celan, Euripide, Sigmund Freud e Flavio Giurato? E Pasquale Panella, Amelia Rosselli e Richard Wagner?
Sono una parte degli autori da cui Vittoriano Masciullo ha attinto per i suoi “campionamenti” presenti nel libro (bellissimo, davvero) Dicembre dall’alto (L’arcolaio, 2018).
Masciullo, infatti, nei propri testi inserisce versi, frasi, parole appartenenti ad altri autori ed è lui stesso a usare il termine “campionamenti” nelle note in appendice alla raccolta.
Non siamo di fronte a un banale copia e incolla e neppure a una sorta di patchwork letterario, né abbiamo a che fare con la tecnica del cut-up che abitò le pagine della letteratura dadaista prima e della beat-generation poi.
Ci aiuta a capire di più e ad approcciare nel modo giusto la lettura di questo libro Cecilia Bello Minciacchi, che così scrive nella sua pregevole postfazione:“Se ogni libro è fatto di altri libri, e se – giusto l’assunto sanguinetiano – non possiamo fare altro che citare, tanto nella scrittura quanto nella vita, Dicembre dall’alto di Vittoriano Masciullo sembra per eccellenza un testo di testi altrui, un’opera in cui gran parte delle parole che l’autore pronuncia erano d’altri. Erano perché il processo compositivo è, alla sua origine, chimico: l’appropriazione (debita, indebita, comunque non taciuta, confessa) è di fatto assimilazione. Ossia nutrimento intellettuale, emotivo e psichico, energia verbale.”
Nutrimento intellettuale, emotivo e psichico, dunque: non solo per l’autore, direi, ma anche per il lettore.
Si può dire, riferendosi a un libro di poesia, che è un libro intelligente? Sinceramente non lo so, ma mi sento di poter dire che Dicembre dall’alto è un libro da cui traspaiono con nitidezza, da ogni pagina, l’intelligenza, il ragionamento, il pensiero.
Ecco, il pensiero: in tempi bui come quelli che stiamo vivendo libri come questo rappresentano una boccata d’ossigeno irrinunciabile.
Dicembre dall’alto è un libro che arriva a compimento al termine di una lunga (lenta?) gestazione: è il resoconto di un viaggio interiore, un taccuino di appunti nel quale s’intrecciano psicanalisi, letteratura, scienza. Suddivisa in tre sezioni (Inaspettata, Ueno e Nessuno spiega chirone) la raccolta di Masciullo affascina per la propria complessità.
Non è certo poesia di presa immediata, a volte anzi destabilizza il lettore, incutendo spaesamento anziché indulgere in rassicurazione, lasciando spazi aperti laddove ci si aspetterebbe una chiosa, ma è proprio grazie a queste peculiarità che colpisce.
Una delle raccolte più intense e coinvolgenti lette negli ultimi tempi.

Una breve selezione di testi tratti da Dicembre dall’alto:

consegue
la consegna della vita nelle mani
un posto migliore l’offerta
delle chiavi di una stessa casa
un’epidermide mattutina prima
di consegue un pudore insufficiente
la girata di tacchi poi
lo zodiaco dei perduti
l’armamentario necessario
consegue a me a te
al ricordati consegue
alla strategia di caccia
al no al sipario
e consegue

* * *

dal profondo della
felicità da teca
lustra e mai restituita a sé
brilla il pensiero sul
non noi da
questo arschloch propriamente
detto assenza che solo
ora qui per favore rende
riconoscibile tanta differenza il
viaggio dalla notte di wonder alla
notte di wound in cui non
si ferma più il rumore o quel
vento per la sola presenza delle nostre
notte così infelice e nera
da essere blu e amputato dell’adolescente
un uomo pratica la tassidermia la
sopravvivenza dei corpi non
restituiti il vuoto riconosciuto
in una calma oscura indifferenza
(è dopo che si espande l’acqua tiepida e allaga
membra epiteli organi il glicine fiorito tardivamente)

* * *
lasciamo stare
la punteggiatura le pieghe gli
sguardi obliqui (scatto
non scatto fumi ti giri
verrebbe bene con questa
negli occhi meglio se di profilo anzi un)
limite che finisce sempre in un deserto
senza racconto senza libro speso
in anni tutto non detto nel e infatti
(scoprimmo non si diede la morte
fumiko fuggì in cerca di sopravvivenza
inviò lettere si disse viva senza di lui
passata per solitudine morte presagi
e anche noi)

* * *
c’è un
sospetto dietro
tutte le narrazioni nascoste abitano
lì alcune vittime dell’eliminazione
segreta ma tu che per tutti sei penelope
o elena prometti di non
riconoscere resta tacita non
ma almeno proteggi proteggi
o a che serve se questa è la notte
in cui trucidano i nacht und nebel
anche se la casa è di un altro ora
se è capovolto il mondo
a che è servito tornare
* * *
dunque lettera
riposta nella primavera
e inviata quando sembrava
invece torna la psicolinguistica
in tema di per sempre crudele mese
ti lavai e dove sei ora
carne morta sezionata aperta investigata
per se ci sono vermi
parti grigie tumori a conferma
del lascito d’aria e a che serve
è museo ora anche il numero delle paia
di nel mobiletto all’ e il
ricordi sarò passato di là hai letto
gli invisibili sì je comprends
que cette affirmation puisse
surprendre mais nous avons
la preuve una regolamentazione
eccessiva peut mème risquer
de provoquer la mort e poi ben
sappiamo che è solo paura
l’assenza dell’
e che inizia sempre morendo
poi ora non sarebbe
il caso di finirla spostarsi
restituire

* * *

non avere paura
torna se deve tutto
anche le interiezioni o i gesticolari
polvere di ferro su magneti ridice
sé e cambia il tempo nagel
paixão na carne suturata
compie un giro larghissimo e tutto
le estati il femminile il frammento suicida lingue
morte i resti dell’aeroplano l’intraducibile futuro
vi sono certezze non vi sono certezze tutto se deve
anche l’apparizione il maleviso si ridice in vita
allora impara per favore per pietà
impara a reconhecer o mar
non è più tempo in cui gli alberi si spostavano
e le labbra forti scapole mascelle
ma lo sai puoi pensarlo
anzi compilo ora l’apotrope gridalo
maledetto sia il traditore della patria sua

(Vittoriano Masciullo, Dicembre dall’alto, L’arcolaio, 2018)

Vittoriano Masciullo è nato a Roma nel 1968, vive a Bologna. Sue poesie sono state pubblicate su Private, L’Alfabeto di Atlantide, Versante Ripido, Poetarum Silva e Versodove. E’ presente in Poesie del Navile (ed. Moby Dick, 1997) e nella plaquette E’ così l’addio di ogni giorno (ed. Corraini, 2015, introduzione critica di Niva Lorenzini). E’ tra i vincitori segnalati alla “Biennale Giovani Artisti – Iceberg” di Bologna, nel 1996. Ha vinto il premio “Poesia del Navile – Città di Bologna”, nel 1997. Ha partecipato a “RicercaBo” nel 2014 e collabora alla redazione della rivista di critica e letteratura Versodove.

dicembredallalto

Premio Letterario Versante Ripido

opera grafica di alberto cini
Opera grafica di Alberto Cini

Versante Ripido (www.versanteripido.it) è un’associazione di promozione sociale che dal 2012 si prefigge lo scopo di diffondere la poesia, la cultura e le arti tramite l’omonima fanzine on line, uscita nel 2018 anche come rivista cartacea, e organizzando sul territorio rassegne, eventi e incontri che partono dal tema poetico. Tra le sue attività c’è anche la curatela di due collane di libri: gli ebook liberi prodotti in collaborazione con LaRecherche.it e i cartacei a pubblicazione indipendente. Da anni propone, anche in collaborazione con altre associazioni, premi letterari.
Per il 2019 indice la prima edizione del concorso “Versante ripido” con due sezioni: poesia edita, aperta a tutti, e poesia inedita, riservata ai propri associati e a chi sceglierà di associarsi.
La giuria della sezione A (poesia edita) è composta da: Paolo Valesio – Presidente della giuria, Enrico Gurioli (Giornalista), Antonella Lucchini (Poeta Associato di VR), Anna Zoli (Poeta Associato di VR), Elisabetta Sancino (Poeta Associato di VR), Elisabetta De Stasio (Poeta Associato di VR), Julka Caporetti (Poeta Associato di VR).
La giuria della sezione B (poesia inedita) è composta da: Cinzia Demi – Presidente della giuria, Martina Dalla Stella (Artista), Giorgia Monti (Poeta Associato di VR), Luigi Paraboschi (Poeta Associato di VR), Patrizia Sardisco (Poeta Associato di VR), Graziella Sidoli (Poeta Associato di VR), Bartolomeo Bellanova (Poeta Associato di VR).
Di seguito il link per avere tutte le informazioni e per scaricare il bando del Premio:
Premio Versante Ripido – il bando

cropped-versantexstampa-copia_risultato-2-3

Giancarlo Baroni – I merli del giardino di San Paolo e altri uccelli

shotei takahashi - peony and paddy-birds (1926)
Shotei Takahashi – Peony and Paddy-birds (1926)

È recentemente ritornato nelle sale cinematografiche, nella versione restaurata a cura della Cineteca di Bologna, il film di Alfred Hitchcock Gli uccelli, uno dei massimi capolavori (per molti il capolavoro assoluto) di questo grande maestro del cinema.
La trama è nota a tutti: un sonnolento villaggio della costa californiana viene invaso da migliaia di uccelli che seminano il terrore tra la popolazione, provocando danni e vittime.
Metafora della natura che si ribella all’uomo è una delle chiavi di lettura più frequentemente usate per questo film.

the-birds-31
Una scena dal film Gli uccelli (Alfred Hitchcock, 1963)

Non appaiono minacciosi, invece, gli uccelli a cui è dedicata la raccolta poetica I merli del giardino di San Paolo e altri uccelli, di Giancarlo Baroni, pubblicato nel 2016 da Grafiche Step Editrice, ristampa in versione ampliata della raccolta uscita nel 2009 per la casa editrice Mobydick.
In questo piccolo libro, che ha il non trascurabile pregio di essere un bell’oggetto di elegante fattura, arricchito dalle immagini di Vania Bellosi e Alberto Zannoni, gli uccelli parlano fra loro, dispensano giudizi, filosofeggiano.
Scrive Pier Luigi Bacchini nella prefazione alla prima parte della raccolta: “Qui Baroni parla in particolare di una natura leggera, intrecciata di suoni e voli che a tutta prima parrebbero gioiosi: si tratta di uccelli – metafora di un volo mai raggiunto – un poco criticoni, un poco linguacciuti quando rivolgono la propria attenzione ai propri simili, ma privi di risentimento quando la rivolgono alla vita degli umani. Più che cantare questi uccelli parlottano e tendono a filosofeggiare sul male e sul bene nel loro ecosistema-”
Prendono vita nella scrittura di Baroni il merlo, il colibrì, il beccaccino, l’airone, il pavone, l’aquila e molti altri, in un articolato campionario di visioni (birdwatching poetico, verrebbe quasi voglia di definirlo).
I versi descrivono la magia del volo, eterno sogno dell’uomo, ma anche la costrizione dell’uccello in gabbia (Sbatti / cercando un improbabile passaggio / le ali sulla voliera. / Con il verso implori / di trovare una rotta.).
Nella prefazione alla seconda parte, così scrive Fabrizio Azzali: “In questi versi gli uccelli sono anche i sapienti e talvolta ilari messaggeri della più profonda anima del mondo e la lingua poetica insegue l’imprendibilità delle loro traiettorie, la vitale necessità di sentirsi altrove e mima, leggera e sapiente, il loro zampettare soffice e impercettibile, che non lascia tracce sul suolo, perché è al vento e al cielo solitario che essi appartengono.”
La leggerezza è il tratto distintivo di questa raccolta, nella quale Giancarlo Baroni ha sapientemente dato voce all’uomo che osserva la natura, ma adottando come stratagemma letterario e strumento narrativo il cannocchiale capovolto dell’ornitologo.
Alcuni testi tratti da I merli del giardino di San Paolo e altri uccelli:

MERLI E COLIBRI’

(Merli)

La melanina che scurisce il corpo
e ci rende simili a fantasmi
fa paura all’allocco.
Allora gonfiamo il petto
gli gridiamo te l’abbiamo fatta
un’altra volta, gioiamo
ma piano
come avessimo in gola dell’ovatta.

(Colibrì)

Il risveglio vegetale si mostra
con colori e sapore. I petali ci attirano
gli zuccheri del nettare convincono
a intingere il becco. Anche noi
come mosche e farfalle.
Crescono da questi fiori
frutti carnosi con dentro il seme.

* * *

SEGNALI

*
Sulle antenne
riceviamo segnali d’allarme.
Subito li traduciamo
in ricordi sgradevoli
negli istinti che dentro ai nostri geni
si conservano.
Allora prendiamo le distanze
esplorando il cielo fino a dove
è comprensibile.

*
State arrivando.
Altri seguiranno
più aggressivi ancora?
In aria tentiamo di afferrarvi
a terra frequentemente vi catturano.

* * *

AQUILE PINGUINI E PETTIROSSI

*
Le aquile sono esseri fantastici
della loro confidenza ci vantiamo
come i bambini quando si inventano
un parente presidente americano.

*
I pinguini solcano
correnti oceaniche e mari glaciali.
Badano che dal fondo non affiorino
pesci mostruosi. Ai cetacei
rubano i gamberetti battono il polipo. L’orca
corsara sott’acqua disorientano
virando bruscamente come rondini.

*
I pettirossi hanno un busto rubicondo
quando piove sembrano grumi sanguinanti
allora li frequentate controvoglia
soltanto il merlo non è razzista.

* * *

IL FAGIANO BRUNO

Ieri lungo il torrente innevato
camminava un fagiano colorato di bruno.
Attorno al greto assolato nessuno
solo il freddo specchiarsi dell’ansa

il cercarsi testardo dei rovi
l’improvviso svelarsi di nuovi segnali di vita.
Una trama di passi uguali, una scia inconcludente,
un lento avvicinarsi al niente.

(Giancarlo Baroni, I merli del giardino di San Paolo e altri uccelli, Grafiche Step Editrice, 2016)

Giancarlo Baroni è nato nel 1953 a Parma. Ha pubblicato due romanzi brevi, qualche racconto, un libro di riflessioni letterarie e sei raccolte di versi. Per quasi vent’anni ha collaborato alla pagina culturale della “Gazzetta di Parma”, ha letto a Fahrenheit (Rai radio3) diverse sue poesie.
Crede che la poesia, nel suo piccolo, contribuisca ad accrescere bellezza e conoscenza e che i versi siano anche un gesto di amicizia.

Giancarlo Baroni cover.jpg

Richiesta di monumentalizzazione della tomba di Adriano Spatola

spatola
Adriano Spatola

Adriano Spatola (1941-1988) è stato un grande protagonista della poesia italiana del Novecento. Poeta, performer, editore, curatore di riviste, critico, portò avanti la sua idea di poesia totale.
In occasione del trentennale della sua scomparsa, la vedova Bianca Maria Bonazzi ha scritto una lettera al Sindaco di Montechiarugolo, esprimendo la richiesta che la tomba di Spatola, collocata nel cimitero di Montechiarugolo e interessata a esumazione, possa essere monumentalizzata.
Sarebbe un modo per rendere omaggio a un’importante figura di intellettuale e alla sua opera, sempre attuale e che presenta ancora punti non completamente esplorati.
Di seguito il testo della lettera: basta copiare e incollare il testo, aggiungere in calce la propria firma e indirizzare via mail a sindaco@comune.montechiarugolo.pr.it 

Pregiatissimo Signor Sindaco,
a nome mio personale, e di coloro che dopo di me sottoscriveranno questa lettera, Le rivolgo la richiesta che la tomba di Adriano Spatola, collocata nel cimitero di Montechiarugolo ed ora interessata da esumazione, possa essere – nel trentennale della sua prematura scomparsa – monumentalizzata in considerazione dell’evidente valore storico e culturale della sua figura intellettuale e delle sue opere.
Adriano Spatola (1941-1988), uno dei più importanti protagonisti della poesia italiana del Novecento, è sepolto nel cimitero del di Montechiarugolo.
Membro giovanissimo del Gruppo 63, Adriano Spatola è stato un artista totale, attivo a livello italiano e internazionale sia come poeta lineare, visivo e performer, sia come editore (edizioni Geiger e rivista Tam Tam), curatore di riviste (Malebolge, Quindici, Cervo Volante), audioriviste (Baobab), videoriviste (Videor), traduttore (Balzac, Aragon, De Sade, Leduc) e critico letterario (Verso la poesia totale). Con il suo progetto poetico totale si inserì a pieno titolo nel quadro delle vicende dell’avanguardia internazionale. Egli sperimentò nel modo più completo la parola nel suo carattere effimero e nella sua totalità. Il suo interesse, oltre a quello della poesia visuale, passò di esperienza in esperienza privilegiando il carattere indefinibile del suono.
Se lei volesse aderire a questa richiesta, onorando la figura di chi riposa a Montechiarugolo e ha posseduto in maniera evidente, per storia personale e per gli evidenti esiti artistici della sua opera, i requisiti che ne presiedono i criteri di concessione, non farebbe cosa gradita solo a me, ma anche a chi lo ha conosciuto e apprezzato tanto nella sua breve vita che nelle molte sfaccettature dei suoi lavori.
Grato per l’attenzione che Lei vorrà rivolgere a questa richiesta, Le invio i saluti più cordiali.

 

Grazie a chi vorrà condividere e diffondere la lettera.

 

 

 

 

Premio Lorenzo Montano 2019: il bando

ion bitzan - object book - 1979
Ion Bitzan – Object Book (1979)

Non si sfugge al Premio Lorenzo Montano: il premio letterario organizzato dalla rivista Anterem, giunge nel 2019 alla sua 33a edizione.
Un appuntamento tradizionale per tutti coloro che si occupano di poesia.
Il Premio è articolato in cinque sezioni:
Raccolta inedita
Opera edita
Una poesia inedita
Una prosa inedita
Opere scelte.
La Giuria del Premio à composta da Giorgio Bonacini, Laura Caccia, Davide Campi, Mara Cini, Flavio Ermini, Rosa Pierno, Ranieri Teti.
Scadenza: l’invio dei materiali può essere effettuato via e-mail oppure per posta tradizionale entro il 15 aprile 2019.

Sul sito di Anterem (www.anteremedizioni.it) si possono trovare il bando completo del Premio e tutte le informazioni necessarie.
Di seguito, comunque, ecco il link per scaricare direttamente il bando:
Premio Lorenzo Montano 2019: il bando

anterem