Gabriella Cinti – Prima

Max Ernst – Birth of a Galaxy (1969)

Le note biografiche di Gabriella Cinti ci dicono che è italianista, grecista, poeta, scrittrice, saggista, performer in greco antico. Tra i saggi da lei pubblicati ricordo il monumentale All’origine del divenire. Il labirinto dei Labirinti di Emilio Villa (Mimesis edizioni, 2021), che ha presentato a Bologna in Lettere 2022 e posso dire è stata una presentazione davvero di grande spessore e densa di stimoli.
Nell’aprile di quest’anno Gabriella Cinti ha pubblicato, con puntoacapo Editrice, una nuova raccolta poetica intitolata Prima, che lei stessa introduce, in una breve premessa, con queste parole: «Questo libro è forse l’epilogo di un percorso apicale che mi ha portato a risalire progressivamente – sia pure per incontri di studio e per illuminazioni improvvise – in quel cammino verso l’origine che da molto tempo ho intrapreso. Dal mondo greco e da quello antico, mesopotamico, il mio orientamento si è espanso verso le forme iniziali della vita e della materia, includendo anche incursioni nella dimensione spaziale e intrecciando il tutto nella mia vita.».
Nella postfazione di Mauro Ferrari leggiamo invece: «Ci sono libri che richiedono caute immersioni nelle profondità del testo e si concedono per frammenti o riflessi; sono libri da assaporare verso per verso, vincendo per gradi le resistenze del senso a farsi afferrare; ve ne sono altri che vanno invece colti come un unico bagliore, perché hanno un’anima di cui gustare la ricchezza di sfumature. Io credo che Prima, questa raccolta di Gabriella Cinti, faccia parte a pieno diritto di questa seconda categoria, perché ogni testo, ogni sfumatura di senso, va immediatamente a concorrere all’unità olistica dell’intera raccolta.».
Di seguito una breve selezione di testi da Prima.

Sogno di megattera

Dovrei prendermi per mano
con dita affiorate da dentro

per consolare la balbuzie dei passi,
fiochi per silenzio d’amore.

Aggiungo, come in greco,
un dito di sillaba in fondo
alla parola, per parlarti più da vicino.

La frase rinunciata riposa tra i cuscini,
tra fibre di lino, come un antico ricamo,

il nome del vuoto nel vuoto del nome

cameo di assenza nella solitudine
inamidata delle lenzuola.

Ama il sonno, il dolore,
corteggia la notte delle cose,
dove memoria cede al sogno,

lo stesso abisso: mai illesa fu l’uscita.

Ci si dilegua per troppo sole
o troppo oscuro indugio.

In folla i desideri dissolti
come i cinquemila salmoni
fuggiti in massa per l’eclissi,
cronaca e destino, allineati
in comune sottrazione

e la parola non salva.

Amore assente che non arresta il buio…

Per estremo tento il volo rovesciato,
modulando l’ultimo sonar
ma di te, Megattera smarrita nell’oltre,
incontro solo le tue anime azzurre,
prestate ai miei occhi.

§§§

Dopo il quaternario del cuore

Archiviato il quaternario del cuore,
la storia della terra con schianto
si evolve, tra lacune cognitive
e crolli di mondi,
in fluttuazioni di fauna d’anima.

Mi ritrovo così, di nuovo,
bipede dal sangue raggelato,
anguilla fossile dal guizzo immobile,

nummulite del sentire
incastrato dai mari fermi
dell’abisso.

La nostra piccola storia,
un’ultima pennellata di vernice,
esigua traccia dell’antico affresco,
sepolta nel tempio profondo,

già sanguina ruggine
e attira i rapaci dell’indistinto.

Abdica l’evoluzione
senza freccia percorribile di tempo,
il commiato dal senso
nel saluto metallico, senza parole.

Il mio addio.

§§§

Lezione di felicità

Gli smeraldi che volevi donarle, padre,
perché la volevi imperatrice di Giannutri,
isola per me delle Indie fatate.

Aurora della vita, e phosphoros
stella del mattino vegliava
sul sogno vostro di luce.

Lei, la tua Luna.

E ritrovare le tue in fondo
a un tunnel di pupille.

Tu che hai casa nella luce
e mi insegni l’invisibile,
io a sillabare litanie di ricordi,
a fiutare frequenze sulle linee
d’aria per intercettare il tuo assenso.

Il cammino a te, cifrato di parole,
intendimento sottile
e animo congiunto di infinito,
da te instillato in ogni percezione:

le destinazione estreme
che vagheggiavi,
l’Omega di Leopardi,

il paradiso di un sublime vino.

Orfana di assoluto
piego al rotta ai tuoi Elisi
nel sentimento azzurro dispiegato,

la tua interminabile lezione di felicità.

§§§

Il corpo della voce

Melusine sirenica
squamata di pagine, parole
di alghe filate da labbra d’acqua,

la nostalgia del cielo
nel canto d’aria, irresistibile,
se solo ti giungesse!

Ma tu di altre bende hai fasciato
il tuo ascolto e la danza
in cerchio delle parole nostre
non ti ha trattenuto
nelle acque al mio fianco.

I fiordi di memoria li hai scivolati
indenni e non hai stretto
la rete dei capelli,
senza più pescare incanti
d’amore dagli occhi smeraldo:

prestami ali e unghie per volare
e ferire, un mantello di piume
per arruffare il respiro
di chi fugge l’amore,

ambrosia di sguardi
per strapparti al tuo scoglio
ostinato e sprofondare
con te nell’oceano

ubriachi di miele nella voce
e controcorrente risalire il tempo:
lo stupore turchese dell’estasi.

Tu che sei il corpo della voce,
ancora oggi distilli selvaggia malìa,
spirito inaudito che sdoppi l’anima
e annichilita lo porti ai confini dell’essere.

Rendici come te espansi,
rendi la tua musica un sorriso,
per planare con te
nell’incandescenza liquida

del tuo sogno blu.

(Gabriella Cinti, Prima, puntoacapo Editrice, 2022)

Gabriella Cinti, nata a Jesi, è italianista, grecista, poeta, scrittrice, saggista, performer in greco antico. In poesia ha pubblicato: Suite per la parola (Péquod, 2008), Euridice è Orfeo (Achille e la Tartaruga, 2016), Madre del respiro, con la prefazione di Alberto Folin (Moretti e Vitali, 2017), La lingua del sorriso: poema da viaggio con il saggio introduttivo di Francesco Solitario (Prometheus edizioni, Milano).
Intensa è la produzione saggistica: Il canto di Saffo Musicalità e pensiero mitico nei lirici greci (Moretti e Vitali, 2010), Emilio Villa e l’arte dell’uomo primordiale: estetica dell’origine (I Quaderni del Bardo editore, 2019, Ebook Amazon), All’origine del divenire. Il labirinto dei Labirinti di Emilio Villa (prefazione di Gian Paolo Renello, Mimesis edizioni, 2021).

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