Fabrizio Lombardo – Coordinate per la crudeltà

Jeffrey Smart - Entrance to the Autostrada (1967)
Jeffrey Smart – Entrance to the Autostrada (1967)

Fabrizio Lombardo, poeta bolognese, fa parte della redazione di “Versodove ”, rivista della quale è anche uno dei fondatori. La sua ultima raccolta poetica, Coordinate per la crudeltà, è uscita nel 2018 per i tipi di Kurumuny, nella collana Rosada, curata da Milena Magnani e Sergio Rotino.
Nelle Note a margine che introducono la raccolta, Caterina Serra scrive: “La poesia di Fabrizio Lombardo è incline all’obliquo, quel modo di porre domande che non si accontenta di sapere una volta per tutte, quel tipo di insoddisfazione che a volte accompagna il rimpianto di non avere tagliato di netto mai nulla, quel modo di concepire sempre l’intero un po’ storto, e di amarlo così. Perché così è l’obliquità, un tipo di stortezza che diventa valore, forza. Una inclinazione che vuole dire pendere, avvicinarsi, uscire da sé. Verso cosa? Verso dove, o chi?” (Caterina Serra – Note a margine).
Di seguito una breve selezione di testi tratti da Coordinate per la crudeltà.

* * *

È molto più onesto ora farsi da parte, dirsi fuori quota
per gare come questa. Ammettere che non è il terreno
adatto. Che è stata solo una falsa partenza. Dire
che la pazienza è andata. O anche scrivere
delle solite cose, ripetere i fondamentali
e risparmiare fiato per i giorni che verranno
per l’ennesimo novembre di silenzio e allenamenti mancati.

* * *

Facce incontrate per caso, per strada, di cui rimane
solo qualche voce lontana/ qualche errore di persona
un vestito non adatto all’occasione. Nessun indirizzo.
Lo spettacolo buio della memoria. Nessun punto fermo
o coordinata da ricordare. Tutto cancellato
nel passaggio intermittente di zigomi aguzzi, occhi
sfuggenti/ nasi irregolari. Avranno compleanni,
case, morti, e il loro Mestiere di vivere su qualche scaffale.

Siamo noi che passiamo accanto senza essere riconosciuti.

* * *

È l’alba e l’uomo accanto al guardrail dice
che può camminare sull’acqua. Piove. Accanto a noi,
fermi al semaforo per attraversare, un cantiere
cambia la forma della città. E qualcuno
cancella dai muri i graffiti nazisti comparsi ieri.

(Parigi, aprile 2015)

* * *

L’efficienza del paese si misura oggi
con questa segnalazione in autostrada: mezzi
spargisale in azione/ prestare attenzione.
L’attenzione l’abbiamo persa come si perde un treno.
Risucchiati da riunioni e bilanci, mentre risaliamo
il traffico. Provo a spargere sale sui giorni.
Aspetto il disgelo. Prendo nota della sconfitta
e metto sullo scaffale un’altra partenza falsa.

* * *

Nella camera solo la resistenza dell’aria contro
le vetrate. Tu sai quello che mi consuma:
il vento freddissimo/ l’attesa. Inutile
spostare il cappio che indosso come un regalo
d’addio/ molto alla moda però. I nervi
ancora fuori posto. La traccia curva lasciata dalla luce
confonde/ cede a questo falso lirismo/ irrita anche le parole.

* * *

Sveglio/ nel silenzio che precede le parole
cercando le crepe, i nascondigli in cui ritrarre la vita.
Nessuno ha saputo niente, ancora. Neppure noi
sappiamo come vivremo domani.

* * *

conosco ogni curva, ogni buca, ogni dosso. Bologna-Cesena
e ritorno. le falene imprigionate nel tergicristallo,
gli ingorghi delle 18.30. poi la notte:
solo camion e buio dilatato.
sere consumate a bere polvere, guscio trasparente
di silenzio. il notiziario, le informazioni sul traffico. la voce
familiare a confermare la lentezza, le colonne d’auto,
il computo irreale delle ore trascorse in fila,
giorni che passano, fingendo che il tempo non conti.

(Fabrizio Lombardo, Coordinate per la crudeltà, Kurumuny 2018)

Fabrizio Lombardo è nato a Bologna nel 1968 e lavora per una catena di librerie. È redattore di «Versodove – rivista di letteratura» che ha contribuito a fondare nel 1994 e con la quale cura la rassegna Passaggi di versi all’interno di “Passaggi Festival della Saggistica” di Fano. Ha pubblicato Carte del cielo (VersodoveTesti 1999); Confini provvisori (Edizioni Joker 2008) e le plaquette Il cerchio e il silenzio (Squadro Edizioni Grafiche 1995); di quello che resta, (Quaderni di poesia 1998). Sue raccolte sono presenti nelle antologie: Il grande blu, il grande nero (Transeuropa 1988); Poesie del Navile (Mobydick 1996); Poesia contemporanea. Sesto quaderno italiano, a cura di Franco Buffoni (Marcos Y Marcos 1998); L’Europa dei poeti. Atti del convegno di studi. Bologna 27-28 aprile 1998 (CLUEB 1999); Ákusma. Forme della poesia contemporanea (Metauro Edizioni 2000); Parole di passo (Nino Aragno Editore 2003); 40 poeti per il 21 marzo 2003. doni di-versi in rete (Edizioni d’if 2003); La voce che ci parla (Antologia di poesia europea contemporanea), a cura di Alberto Cappi (Edizioni Bottazzi 2005); Parola plurale (Luca Sossella editore 2005); IV Quaderno di Poesia da fare, a cura di Biagio Cepollaro (www.cepollaro.splinder.com 2004); Trent’anni di Novecento, a cura di Alberto Bertoni (Book Editore 2005); La linea del Sillaro (Campanotto Editore 2006); Memoria mare (Edizioni Pendragon 2009). Ha pubblicato su numerose riviste e quotidiani, tra cui: «il verri», «Poesia», «Private», «l’Unità», «Versodove», «Tratti», «Atelier», «La clessidra», «Kult», «Corriere della Sera», «Poeti e Poesia», «l’Ulisse».
Ha curato le note al volume Antonio Porta, Yellow, (Mondadori 2002).
Sue poesie sono tradotte in francese, inglese, slovacco, serbo croato e spagnolo.

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In copertina: “Solchi” (acquaforte e puntasecca, particolare) di Emanuela Frassinella

 

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