Giancarlo Baroni – I merli del giardino di San Paolo e altri uccelli

shotei takahashi - peony and paddy-birds (1926)
Shotei Takahashi – Peony and Paddy-birds (1926)

È recentemente ritornato nelle sale cinematografiche, nella versione restaurata a cura della Cineteca di Bologna, il film di Alfred Hitchcock Gli uccelli, uno dei massimi capolavori (per molti il capolavoro assoluto) di questo grande maestro del cinema.
La trama è nota a tutti: un sonnolento villaggio della costa californiana viene invaso da migliaia di uccelli che seminano il terrore tra la popolazione, provocando danni e vittime.
Metafora della natura che si ribella all’uomo è una delle chiavi di lettura più frequentemente usate per questo film.

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Una scena dal film Gli uccelli (Alfred Hitchcock, 1963)

Non appaiono minacciosi, invece, gli uccelli a cui è dedicata la raccolta poetica I merli del giardino di San Paolo e altri uccelli, di Giancarlo Baroni, pubblicato nel 2016 da Grafiche Step Editrice, ristampa in versione ampliata della raccolta uscita nel 2009 per la casa editrice Mobydick.
In questo piccolo libro, che ha il non trascurabile pregio di essere un bell’oggetto di elegante fattura, arricchito dalle immagini di Vania Bellosi e Alberto Zannoni, gli uccelli parlano fra loro, dispensano giudizi, filosofeggiano.
Scrive Pier Luigi Bacchini nella prefazione alla prima parte della raccolta: “Qui Baroni parla in particolare di una natura leggera, intrecciata di suoni e voli che a tutta prima parrebbero gioiosi: si tratta di uccelli – metafora di un volo mai raggiunto – un poco criticoni, un poco linguacciuti quando rivolgono la propria attenzione ai propri simili, ma privi di risentimento quando la rivolgono alla vita degli umani. Più che cantare questi uccelli parlottano e tendono a filosofeggiare sul male e sul bene nel loro ecosistema-”
Prendono vita nella scrittura di Baroni il merlo, il colibrì, il beccaccino, l’airone, il pavone, l’aquila e molti altri, in un articolato campionario di visioni (birdwatching poetico, verrebbe quasi voglia di definirlo).
I versi descrivono la magia del volo, eterno sogno dell’uomo, ma anche la costrizione dell’uccello in gabbia (Sbatti / cercando un improbabile passaggio / le ali sulla voliera. / Con il verso implori / di trovare una rotta.).
Nella prefazione alla seconda parte, così scrive Fabrizio Azzali: “In questi versi gli uccelli sono anche i sapienti e talvolta ilari messaggeri della più profonda anima del mondo e la lingua poetica insegue l’imprendibilità delle loro traiettorie, la vitale necessità di sentirsi altrove e mima, leggera e sapiente, il loro zampettare soffice e impercettibile, che non lascia tracce sul suolo, perché è al vento e al cielo solitario che essi appartengono.”
La leggerezza è il tratto distintivo di questa raccolta, nella quale Giancarlo Baroni ha sapientemente dato voce all’uomo che osserva la natura, ma adottando come stratagemma letterario e strumento narrativo il cannocchiale capovolto dell’ornitologo.
Alcuni testi tratti da I merli del giardino di San Paolo e altri uccelli:

MERLI E COLIBRI’

(Merli)

La melanina che scurisce il corpo
e ci rende simili a fantasmi
fa paura all’allocco.
Allora gonfiamo il petto
gli gridiamo te l’abbiamo fatta
un’altra volta, gioiamo
ma piano
come avessimo in gola dell’ovatta.

(Colibrì)

Il risveglio vegetale si mostra
con colori e sapore. I petali ci attirano
gli zuccheri del nettare convincono
a intingere il becco. Anche noi
come mosche e farfalle.
Crescono da questi fiori
frutti carnosi con dentro il seme.

* * *

SEGNALI

*
Sulle antenne
riceviamo segnali d’allarme.
Subito li traduciamo
in ricordi sgradevoli
negli istinti che dentro ai nostri geni
si conservano.
Allora prendiamo le distanze
esplorando il cielo fino a dove
è comprensibile.

*
State arrivando.
Altri seguiranno
più aggressivi ancora?
In aria tentiamo di afferrarvi
a terra frequentemente vi catturano.

* * *

AQUILE PINGUINI E PETTIROSSI

*
Le aquile sono esseri fantastici
della loro confidenza ci vantiamo
come i bambini quando si inventano
un parente presidente americano.

*
I pinguini solcano
correnti oceaniche e mari glaciali.
Badano che dal fondo non affiorino
pesci mostruosi. Ai cetacei
rubano i gamberetti battono il polipo. L’orca
corsara sott’acqua disorientano
virando bruscamente come rondini.

*
I pettirossi hanno un busto rubicondo
quando piove sembrano grumi sanguinanti
allora li frequentate controvoglia
soltanto il merlo non è razzista.

* * *

IL FAGIANO BRUNO

Ieri lungo il torrente innevato
camminava un fagiano colorato di bruno.
Attorno al greto assolato nessuno
solo il freddo specchiarsi dell’ansa

il cercarsi testardo dei rovi
l’improvviso svelarsi di nuovi segnali di vita.
Una trama di passi uguali, una scia inconcludente,
un lento avvicinarsi al niente.

(Giancarlo Baroni, I merli del giardino di San Paolo e altri uccelli, Grafiche Step Editrice, 2016)

Giancarlo Baroni è nato nel 1953 a Parma. Ha pubblicato due romanzi brevi, qualche racconto, un libro di riflessioni letterarie e sei raccolte di versi. Per quasi vent’anni ha collaborato alla pagina culturale della “Gazzetta di Parma”, ha letto a Fahrenheit (Rai radio3) diverse sue poesie.
Crede che la poesia, nel suo piccolo, contribuisca ad accrescere bellezza e conoscenza e che i versi siano anche un gesto di amicizia.

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