Lidia Riviello -Sonnologie

edward-ruscha-standard-station-1966
Edward Ruscha – Standard Station (1966)

Che cosa c’entra con la poesia Sebastian Thrun?
Può questo scienziato esperto di robotica e intelligenza artificiale ispirare versi poetici?
Lidia Riviello, nella sua ultima raccolta Sonnologie (Editrice Zona, 2016) lo nomina più volte insieme al suo progetto di automobile driverless: “lo schema di sebastian thrun non dura a lungo / splende su ebay”, “i clienti di sebastian thrun, / le altre presenze uscite di sera senza fondali mnemonici, / senza chiedere più passaggi“, “driverless si sposta in collaudi minimal, li chiamano collant / nel progetto / apoteosi momentanea”.
Al centro di questa raccolta c’è un mondo a cavallo tra il reale e l’onirico, nel quale gli uomini e le donne, definiti clienti oppure utenti, si muovono in paesaggi surrealisti (o forse iperrealisti).
Luoghi come non-luoghi: spazi asettici, dai contorni non definiti, siano essi istituti, tunnel o metropolitane.
Luoghi dove si celebra l’apoteosi/dissoluzione della società dei consumi, richiamata attraverso simboli quali eBay o Ikea: “non oltrepassare le linee gialle posa il montone vinto all’ikea lascia il / posto ai vivi come ai morti.”
Scrive Emanuele Zinato nella propria nota alla raccolta: “C’erano una volta l’inconscio e il sogno. Ora sono veri e propri ipermercati onirici, territori interamente colonizzati: gli utenti e i clienti, onnipresenti nei versi di Lidia Riviello, circolano infatti soprattutto lì, nel sonno, così come il flusso del valore e il vapore del capitale.”
Il sonno (e il sogno) come unità di misura della difficoltà di vivere, descritta in maniera mirabile dalla poesia non lirica di Lidia Riviello, quasi una non-poesia (definizione da intendersi come pregio e non come difetto) che ritrae l’umanità con realismo a volte spietato, ma sempre impeccabile.
È, quella di Sonnologie, un’umanità assopita che però corre in fretta, verso una deriva che pare inarrestabile: senza guida, per l’appunto, proprio come l’automobile progettata da Sebastian Thrun.

* * * * *

 

i clienti si spingono oltre il sonno
nel vetroresina trattato

l’infusione sottovuoto è carissima

solo sulle barche se lo permettono un sonno per intero.

 

* * * * *

l’istituto lascia accese le vetrate

sulle sponde
molti uomini decidono
se farsi fotografare prima del sonno

 

sul controllo delle nascite dei futuri insonni
sono stati iscritti interi trattati.

 

si fa presto a sostituire questo trattato visivo,
la ventraia dipinta in un angolo della sala
con il panorama delle seychelles
taggato alle spalle.

* * * * *

 sull’uso e non sul significato dei sogni

 

l’antiossidante per chi russa,
non credere sia una forma di amore,
la provano anche gli orsi.
piace vedere eventi di successo in serie di autoscatti riabilitativi
che non devi intendere
come tecnica erotica camuffata.

 

di questo sonno conservano molte versioni hd,
la programmazione in sala, l’esaltazione dell’insonnia.

* * * * *

per la ostinata realtà del realismo si provocano nel cliente delle
reazioni che lo inducono a produrre molte visioni superficiali
come quella della città rossa

 

la camomilla cancellata
da tutte le schede dei profitti genera un problema di esaurimento
delle immagini mobili,

 

risolve la questione della cartellonistica fissa in
alcune località del litorale laziale.

 

i clienti dimenticano facilmente gli omaggi, il gesto dell’anulare
piegato teneramente ad indicare pretese di punti sulle spese grandi
marche durante i mondiali.

* * * * *

tutto è crudele se è rosa la superficie

 

davanti alle beatificazioni frenare
recuperare il sonno
consumare all’aperto il pasto
arrestare l’avanzata del godimento.

 

vorrebbero trattare il corpo ma si
lanciano nel massaggio prima
della scena madre.

* * * * *

è presto per commissionare ai posteri una qualsiasi specie di
nostalgia,
i bikini chiamati costumi,

iperattivi i clienti di sebastian thrun.

* * * * *

occorre vedere nella pubblicità
il surrealismo combattuto sul nascere

 

driverless si sposta in collaudi minimal, li chiamano collant
nel progetto

apoteosi momentanea

 

garantita sempre la velocità commerciale, i bambini verranno
trasportati gratuitamente risulteranno i primi nel cartogramma
descritti da colori e simboli ignoti.

(Lidia Riviello, Sonnologie, Editrice Zona 2016)

* * * * *

 

Lidia Riviello nasce a Roma. Autrice e conduttrice di programmi radio e tv, collabora con riviste, quotidiani e blog e organizza eventi di arte e poesia in Italia e all’estero. Nel 1998 pubblica il suo primo libro, Aule di passaggio, a cui seguono L’infinito del verbo andare (2002, prefazione di Edith Bruck), Rum e acqua frizzante (2003, nota di Carla Vasio), Neon 80 (Zona, 2008, nota di Edoardo Sanguineti – Premio A. Delfini 2007) e Ritorno al video (2009). Suoi testi sono tradotti in inglese, francese, tedesco, arabo e svedese. È presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di Vincenzo Ostuni, 2011). Collabora con la Compagnia della Fortezza, fondata e diretta dal regista e drammaturgo Armando Punzo e attiva da trent’anni nel campo della sperimentazione e della ricerca teatrale.

sonnologie

 

 

 

 

 

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