Sonia Lambertini – Danzeranno gli insetti

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Germaine Richier – Insects (1949)

Uscito nel 2016 per Marco Saya Edizioni, questo piccolo libro (poco più di quaranta pagine) ha come tema fondamentale la morte.
Accadimento ineluttabile, fonte di ispirazione alla quale i poeti sembra non possano sfuggire.
Scrive infatti Mario Fresa nell’introduzione: “La voce di un poeta chiama le sembianze, le forgia e dà loro sostanza; eppure, le sue parole giocano, in fondo, sempre e soltanto con la morte.”
La fine dell’esistenza è nei versi di Sonia Lambertini il “giorno del mio giudizio / quando il corpo sarà in scadenza” e attorno al cadavere “danzeranno gli insetti”.
Una sorta di danse macabre rumorosa: “il ritmo assordante non mi farà dormire”.
Ma accanto alla morte, in Danzeranno gli insetti c’è la vita, con il suo percorso irto di affanni, con la decadenza progressiva del corpo e quella parallela della società, avviata verso l’autodistruzione.
E così Sonia Lambertini ammonisce, con il tono del cronista attento e non certo del moralista tedioso, l’uomo del nostro tempo occupato nelle proprie attività così freneticamente inutili: “per quel che riguarda l’autodistruzione / è già cominciata e dura in eterno, / bussa silenziosa a tutte le porte.”
Sono versi oscuri, non nel senso della comprensione, ma nel senso del tono di colore di cui sono ammantati: fossimo davanti ad una galleria di quadri potremmo vedere Goya, ma anche alcuni moderni esempi di black paintings come certi monocromi di Malevich o Rauschenberg o Rothko.
Se dovessimo scegliere invece una musica a cui accostare le poesie di Danzeranno gli insetti, vista anche la propensione di Sonia Lambertini verso la poesia di lingua tedesca, come dimostrano i richiami a Thomas Bernhard e Ingeborg Bachmann, sembrerebbe scontata la scelta di Wagner.
Ma, optando per qualcosa di più moderno e meno tragico, non stonerebbe affatto Klaus Schulze.
La poesia di Sonia Lambertini evoca dunque rimandi continui, come nei suoi riferimenti ai numeri: sono essi a regolare la vita in modo scientifico o siamo nel campo della numerologia, quindi vicini all’esoterismo?  “Per sottrazione, mi ripeto. / Due passi in avanti / conto fino a tre / mi guardo alle spalle / e vedo che non sono / mai arrivata più in là del sei.”
Il senso del dubbio che si instilla nell’essere umano, che lo denuda davanti alla propria debolezza, ai propri rimpianti: eccolo, implacabile, come una sentenza senza possibilità di appello.
Ma la corsa deve continuare e affiora la stanchezza: “Suonano continuamente gli allarmi. / Cerco di tenerli a bada con le mani. / Ho voglia di dormire, per favore. / Fatemi dormire.”
La vita, pur se destinata alla danza degli insetti, merita sempre rispetto: i versi di Sonia Lambertini stanno lì a ricordarci anche questo.

 

Nel giorno del mio giudizio
quando il corpo sarà in scadenza
la bocca sarà colma di terra
danzeranno gli insetti
il ritmo assordante non mi farà dormire
e come nei banchetti degni di rispetto
trionferanno gli avanzi
le formiche ne faranno scorta
sottomano la mappa
cenni di anatomia
viaggio di sola andata.

* * * * *

Vorrei dire
a tutti gli uomini
con l’aria importante,
il luccichio nell’occhio
e nei denti in fila, bianchissimi,
con la 24 ore full optional
compreso il pulsante per l’autodistruzione
in caso di occhiata prolungata

che

l’aria sotto terra non c’è
tantomeno gli aggettivi
i denti si sa, si perdono
e mal che vada la protesi
viene smarrita dalle pompe funebri
e per quel che riguarda l’autodistruzione
è già cominciata e dura in eterno,
bussa silenziosa a tutte le porte.

* * * * *

Credo nella vita
– ho visto la luce
mio malgrado –
e nella morte.
Il resto è contorno,
l’ordine è in cucina
ma non arriva.

* * * * *

Dalla sezione Frammenti per Strauch:

5.

Spero nella pioggia
nel senso geometrico
che porta in grembo
nel suo cadere senza paura
e sparire, nessuna traccia.

6.

La geometria dei corpi solidi
mi spieghi il peso del cuore vuoto
la misura della mancanza
l’invisibile che opprime.

* * * * *

Ho smesso di fare programmi
una frase tonfo
che stendo al suolo;
mi distraggo
tra lotterie quotidiane
aste deserte e numeri
stropicciati in tasca,
inaspettato arriva il sorteggio
che mi fa allargare le braccia
e contestare che non rientravo
tra i clienti affezionati.

* * * * *

Certe mattine le cose ti cadono addosso.
Arriva il treno, mi sposta i capelli.
La casa trema, mi passa sopra.
Predilige la pancia.
Avanti e indietro il ferro delle ruote.
Avevo ragione a sentirlo entrare,
non mi sbaglio quasi mai.
Poi tocca a qualcos’altro,
prendiamo i piedi.
Sono pesanti e ordinano alle gambe di stare
immobili e dritte come in una riga militare.
Chi comanda sul serio, qui,
in questo esercito impazzito.
Senza la paura non so chi sono.
La pancia è brutta da guardare, io lo so già,
calva e sbiadita come i volti dei suoi cadaveri.
Questa notte non so dove sono andata.
Ho chiesto al n.29 del mio palazzo ma nessuno sa nulla.
Devo aver fatto tanta strada, sono così stanca.
È il primo luglio e si gela.
Suonano continuamente gli allarmi.
Cerco di tenerli a bada con le mani.
Ho voglia di dormire, per favore.
Fatemi dormire.

Testi tratti da: Danzeranno gli insetti (Marco Saya Edizioni, 2016)

 

Sonia Lambertini vive a Ferrara. Laurea in Scienze dell’Educazione. Numerose poesie sono apparse su antologie, riviste, blog siti letterari on line. Alcune poesie sono state pubblicate sulla rivista La clessidra e altri testi si possono trovare sulla rivista Illustrati (Logos edizioni), all’interno della rubrica Poemata; nel catalogo d’arte Chi non si maschera? a cura dell’Associazione Liberi Incisori (Bologna, 2014), nel catalogo d’arte Menzogna, realizzato dall’artista Raffaele Fiorella (Pietre Vive Editore, 2015).

danzeranno-gli-insetti

 

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