L’origine della vita, Dio e l’eros (due poesie di Cesare Zavattini e Tonino Guerra)

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Gustave Courbet – L’origin du monde (1866)

Ho scelto L’Origine del mondo, il celebre dipinto di Gustave Courbet, per introdurre due poesie scritte rispettivamente da Cesare Zavattini e da Tonino Guerra.
Sono due testi che contengono fra loro diverse affinità: entrambi sono dedicati alla vita, entrambi celebrano la bellezza femminile, entrambi richiamano Dio e l’origine della vita.
Ieri, nel corso della manifestazione Diu al ghe (L’origine de la vie)*, organizzata dal Centro di Poesia Cultura e Arte Medardo Rosso,  ho avuto occasione di ascoltare Diu, la poesia di Cesare Zavattini, letta nel dialetto originale ed ho potuto apprezzarne ancor di più le sfumature, che non mancano pur trattandosi di un testo esplicito.
Il rimando alla poesia Cantèda Vintiquàtar di Tonino Guerra è stato naturale e inevitabile.
Ci sono, in queste due poesie, la sensualità e la carnalità che percorrono la Via Emilia: un filo ideale che unisce Luzzara, nella provincia di Reggio Emilia al confine con il mantovano, a Santarcangelo di Romagna. L’eros che si manifesta con tutta la propria gioia dai paesaggi nebbiosi della Pianura Padana via via fino al Mare Adriatico e che viene raccontato con la forza del dialetto.
“Diu al ghè / S’a ghè la figa al ghè” esclama Cesare Zavattini, mentre Tonino Guerra ribadisce “La figa quand ch’e’ tòcca / l’è la faza de’ Signour, / la su bòcca” .
Dio, l’eros, la vita, la poesia.

Diu

Diu al ghè
S’a ghè la figa al ghè.
Sul lò al pudeva inventà
na roba acsè
cla pias a toti a toti
in ogni luogo,
ag pansom anca s’an s’ag pensa mia,
appena ca t’la tochi a combiòn facia.
Che mument! long o curt al saiòm gnanca.
La fa anc di miracui,
par ciamala
an mot
a ghè turnà la vus.
Ah s’a pudès spiegaram ma
l’è difficil
cme parlà del nasar e dal murir.

Dio

Dio c’è.
Se c’è la fica c’è.
Solo lui poteva inventare
una cosa così
che piace a tutti
in ogni luogo,
ci pensiamo anche se non ci pensi,
appena tu la tocchi cambi faccia.
Che momento lungo o corto non si sa.
Fa anche dei miracoli,
per chiamarla
a un muto
gli è tornata la voce.
Ah se potessi spiegarmi ma
è difficile
come parlare del nascere e del morire.

Cesare Zavattini
(Da Poesia erotica italiana del Novecento, a cura di Carlo Villa, Newton Compton Editori, 1981)

◊ ◊ ◊ ◊ ◊

Cantèda Vintiquàtar

La figa l’è una telaragna
un pidriùl ad sàida
é sgarzùl ad tòtt i fiéur;
la figa l’è una pòrta
ch’la dà chissà duvò
o una muràia
ch’u t tòca buté zò.

U i è dal fighi alìgri
dal fighi mati s-cènti
dal fighi lèrghi e stretti,
fighi de caz
ciacaròuni ch’al tartàia
e quèlli ch’al sbadàia
e a n dòi una parola
gnènca s’ta li amàzz.

La figa l’è una muntagna
biènca ad zòcar
una forèsta in dò ch’e’ pasa i lop
l’è la caròza ch’la tòira i caval;
la figa l’é una balèna svòita
pina ad aria nira e ad lòzzli,
l’è la bascòza dl’usèl
la su còffia da nota,
un fòuran ch’e’ brèusa inquèl.

La figa quand ch’e’ tòcca
l’è la faza de’ Signour,
la su bòcca.
L’è da la figa ch’l’è avnèu fura
e’ mond sa i èlbar, al novli, e’ mèr
e i òman éun a la vòlta
e at tòtt al razi.
Da la figa l’è avnù fura ènca la figa.
Os-cia la figa!

Canto Ventiquattro

La fica è una ragnatela
un imbuto di seta
il cuore di tutti i fiori;
la fica è una porta
per andare chissà dove
o una muraglia
che devi buttar giù.

Ci sono fiche allegre
delle fiche matte del tutto
delle fiche larghe e strette,
fiche da due soldi
chiaccherone o balbuzienti
e quelle che sbadigliano
e non dicono una parola
neanche se le ammazzi.

La fica è una montagna
bianca di zucchero
una foresta dove passano i lupi,
è la carrozza che tira i cavalli;
la fica è una balena vuota
piena di aria nera e di lucciole,
è la tasca dell’uccello
la sua cuffia da notte,
un forno che brucia tutto.

La fica quando è ora
è la faccia del Signore,
la sua bocca.
E’ dalla fica che è venuto fuori
il mondo con gli alberi le nuvole il mare
e gli uomini uno alla volta
e di tutte le razze.
Dalla fica è venuta fuori anche la fica.
Osta la fica!

Tonino Guerra
(da Il miele, Maggioli Editore, 1976)

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 Cesare Zavattini, nato nel 1902 a Luzzara in provincia di Reggio Emilia, è stato giornalista, scrittore, poeta, commediografo e sceneggiatore. In ambito cinematografico il suo nome è legato ad alcuni dei più importanti titoli del neorealismo italiano come Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano, Umberto D., tutti diretti da Vittorio De Sica.
Morì a Roma nel 1989.
Per saperne di più: cesarezavattini.it

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Cesare Zavattini

◊ ◊ ◊ ◊ ◊

Tonino Guerra, nato nel 1920 a Santarcangelo di Romagna, è stato poeta, scrittore, sceneggiatore cinematografico e pittore. Ha scritto opere letterarie in  dialetto romagnolo e in italiano. Come sceneggiatore ha collaborato con grandi registi come Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Andrej Tarkovskij.
Morì a Santarcangelo di Romagna nel 2012.
Per saperne di più: toninoguerra.org

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Tonino Guerra

 

*La manifestazione Diu al ghe (L’origine de la vie), in corso presso il Centro d’Arte Medardo Rosso,  Via Firenze 3 – Montecavolo (RE)  durerà fino al 17 dicembre 2016.

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