Enza Armiento: quattro poesie

Leon Spilliaert Young-Man-With-Red-Scarf-1908
Leon Spilliaert – Young Man With Red Scarf (1908)

io solo so
che non servono galere per essere prigionieri
non è solo per i denti
se la lingua resta
nella bocca chiusa e non dice
(da I prigionieri di Enza Armiento)

Il mondo che descrive Enza Armiento è popolato di immagini forti.
E’ un mondo gonfio di sofferenza e di follia, nel quale gli esseri umani si muovono come pedine in una partita a scacchi dall’esito già segnato. E’ un mondo di cielo e mare, ma in cui incombono piombo e cemento. E’ un mondo in cui si odia, si ama, si fatica,si muore.
A ben guardarlo, è il mondo con il quale facciamo i conti tutti i giorni.
Enza Armiento parteciperà al reading Bande à part, che si terrà sabato 21 maggio 2016 dalle ore 18 in poi presso Cortile Café, Via Nazario Sauro 24/A, Bologna, nell’ambito del festival letterario Bologna in Lettere 2016.

 

Bonificate aree

piegati in due sotto la bocca di un escavatore
vecchi dalla pelle arsa dal sole
ogni tanto alzano lo sguardo al cielo e la mano sulla fronte
ingoiano bava e sudore a soddisfare sete
Uno è saltato stamattina
ha portato con se i suoi frammenti, in aria
che come semi nella terra
caduti si sono conficcati, eppure
l’area era stata bonificata, così il Signor dollari aveva detto
andate sicuri i lavori possono partire
solo un colpo di tosse da una bomba si è levato
quando è partito come una mongolfiera panoramica
l’ho visto un poco nel cielo veleggiare
Gli altri a sera sono tornati
al campo per i trenta soldi e il lavoro da completare
una pista di cemento per uccelli invisibili di fuoco
porteranno pace, hanno detto
Se solo tu vedessi come si aprono le braccia
quando la morte arriva per un fragore
se guardassi in volto tutti i diavoli stanchi del proprio peccato
di essere mercenari e morti mentre bestemmiano e gorgogliano
ogni amore sputano dai polmoni a secchi d’odio
se solo tu ascoltassi come le loro vene più non si gonfiano per una donna
ma scorrono nell’acido incurabile della loro maledizione
non diresti dalle tue basi che un bacio è peccato
ed un figlio che parte per una gloria
nel suo fucile avrà amore per popoli

 

Scampare la pioggia

da giorni cadono copiose
perle allineate
in fili rotti di cielo
amalgamano cielo a terra
in un impasto di fango primordiale
nessun uomo
nessun dio che formi uomini
solo melma e passi storti
vicini e poi lontani
affondano, risalgono
invocano
tregua o proseguono
per una santa benedizione
E penso a questo sopportate l’acqua
dai lati del mondo
al riparo che si cerca dalla pioggia
mentre si scivola al mare dalle griglie messe
sulle strade orizzontali
così si raccoglie
ciò che dall’alto è troppo
e annega chi
solo, non ha scampo
 

La pazza

l’ultima volta l’ho vista
incisa era perfetta
nei tagli scultorei una statua di grazia
aveva voce d’arte
del dire d’amore ed intagli
aveva la regola
Un maestro caviere non avrebbe potuto far di meglio
nel suo corpo il mistero
del viso una carezza tra labbra rosse
voleva un dito
da infilare nei buchi a piaghe
L’ho riconosciuta l’estranea venuta da lontano
chiedeva e l’ho incatenata
ad uno scoglio per i piedi l’ho legata
alle voci delle sirene che non dormono
la pazza
teneva una gabbia
e uccelli morti in tasca

I prigionieri

io solo so
che non servono galere per essere prigionieri
non è solo per i denti
se la lingua resta
nella bocca chiusa e non dice
Quel volo leggero che rende le ossa
degli uccelli liberi
sul volto degli umani può essere cemento che
s’attacca fino ai piedi e rende
piombo non solo il cielo
ma tutto il cammino

Enza Armiento, nata a Manfredonia (Foggia), è docente di lingua e letteratura inglese.
Nel 1975 ha partecipato al suo primo concorso “Gi.Fra” sezione poesia, ottenendo una segnalazione di merito. Dal 2004 è risultata vincitrice e finalista in diversi premi letterari. Sue poesie sono apparse in antologie letterarie e riviste letterarie online.
Nel 2012 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal titolo Di tanto in vita (Samuele Editore), mentre nel 2014 ha pubblicato la sua seconda raccolta di poesie dal titolo Terra Mala (La Vita Felice Editore).
Nel 2013 entra a far parte del collettivo WSF e pubblica con loro alcune poesie contenute nella raccolta La Stanza clandestina. Poesie e Racconti.
Ha curato, insieme a Gian Ruggero Manzoni, Antonella Taravella e Sebastiano Adernò l’antologia a scopo benefico dal titolo No job – Visioni dal paese irreale. Ha partecipato all’iniziativa di “Poesie contro la guerra” con una sua poesia pubblicata sulla pagina “Poesia, di Luigia Sorrentino” – blog di rainews24
Di prossima uscita il suo primo romanzo: La voce delle pietre (Smasher Editore).
Scrive per il Centro Sociale dell’Arte “Words Social Forum”.

FOTO ENZA ARMIENTO
Enza Armiento

 

 

 

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