Angela Grasso: versi lavici

 

Veduta_dei_Monti_Rossi,_Jean-Pierre_Houël
Jean-Pierre Houel – Veduta dei Monti Rossi (1776-1779)

Nelle sue note biografiche Angela Grasso si definisce “una ‘donna lavica’ per la somiglianza alla natura del vulcano: ferma “colonna del cielo” che nasconde però un fermento magmatico nelle profondità delle sue gole”.  Ho ripensato a questa frase di Angela: leggendo i suoi versi e scorgendo in essi i colori e le sfumature di una terra d’origine sempre al centro della propria poetica, mi è venuta in mente la definizione di versi lavici.
Angela Grasso parteciperà al reading Bande à part, che si terrà sabato 21 maggio 2016 dalle ore 18 in poi presso Cortile Café, Via Nazario Sauro 24/A, Bologna, nell’ambito del festival letterario Bologna in Lettere 2016.

ritornavo al paese
allo scorporato padre
caduto nell’espressione
di un mento infossato,
allo stesso padre inchiodato
sul posto di guardia,
ai due occhi giallo celluloide
appuntati al muso della biscia,
alla danza della lucertola sulla brace,
alle vele bianche in veranda,
allo slancio da marinaio per
impugnare l’inferriata grigia e
confondere alto il seno pieno della
montagna alla pianeggiante chiana
del mio, entrambi toccati dallo stesso
raggio che sfioriva anche le sporadiche
rose a montalto

*

lunedì mattina
vedere i colletti dinamitardi
delle camicie sui passanti
per i giorni che mancano essere
quel colletto che ruvidamente
ti abbraccia il collo inamidato

*

otto volte il giro
della casa radente ai muri,
della carne raggrumata alle periferie,
della materia grigia abbacinata al pensiero

*

nessuno
a involare
questo pozzo nero di lutto che
non avverte nel riflesso le grigie
sfumature del pelo del cacciatore
al guardo
biancorossi boa
preannunciare l’orizzonte
nell’incubo della coperta,
l’occhio chiodato al cuscino
nell’ora delle tane,
la pietra polita del mare
nell’ora in cui escono gli insetti,
nello scatto del fucile per il sangue
del maiale per il santo in processione

Angela Grasso nasce a Catania nel 1991. Si laurea in Discipline dello spettacolo dal vivo con una tesi su “Storie naturali: il patologico soliloquio di un corpo in voce. Riflessioni sull’immaginario teatro-in-forma-di-libro di Edoardo Sanguineti”. Nel 2014 riceve il Premio di Scrittura Creativa “Dentro che Fuori Piove” con la raccolta poetica Variazioni bolognesi (e dintorni); nel 2015 il Premio Certamen del Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna, arriva seconda al Premio Coop for Words e riceve una menzione per la raccolta poetica Conglomerati bituminosi di Me, Io e Altro, per la V Edizione del premio “Dentro che Fuori Piove”. Vive a Bologna da sei anni e trascorre la sua infanzia sulle pendici della Montagna Etna. Si definisce una “donna lavica” per la somiglianza alla natura del vulcano: ferma “colonna del cielo” che nasconde però un fermento magmatico nelle profondità delle sue gole. A ogni ritorno si sente “straniera” finché la Grande Donna Seduta, scoprendosi del suo “scialle di nubi”, non si fa riconoscere.

FOTO ANGELA GRASSO.JPG
Angela Grasso

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