Luigi Cannillo, L’ordine della madre

 

Umberto Boccioni - La madre - 1907
Umberto Boccioni – La madre (1907)

In questi versi di Luigi Cannillo, dedicati alla figura della madre, ci sono il dolore, lo smarrimento, il senso del tempo che passa. Le emozioni filtrano attraverso le cose del quotidiano: gli oggetti, gli spazi, gli umori. Ne esce l’anima, nuda e a volte inerme, ma pur sempre aggrappata alla vita con cui lotta tutti i giorni.
Luigi Cannillo parteciperà al reading Bande à part, che si terrà sabato 21 maggio 2016 dalle ore 18 in poi presso Cortile Café, Via Nazario Sauro 24/A, Bologna, nell’ambito del festival letterario Bologna in Lettere 2016.

Al davanzale piomba
una foschia improvvisa
e questo tamburo
annuncia il tradimento
la terra  compie il suo dovere
restituire al vuoto
Restano spalancate le lenzuola
e lo spazio del sentiero limpido
si dilata nelle future stanze
sulle terrazze aperte
Dove stai andando, così di corsa?
Non c’è voce umana a raggiungerla
né sguardo che la insegua
se una forza contraria alla vita
la convoca e spinge
come volando,
come freccia scoccata nella nebbia

 

Gli oggetti della casa
anticipano il lutto
al giro della chiave estranea
ogni cesto inanimato si assesta
contiene il rancore delle cose:
l’elica del cucchiaio immobile
senza la mano padrona
lo sguardo che la spinge
Senza intenzione prima,
tace la ragione quotidiana
che genera vita nei ritratti
matura le fruttiere
Ma noi non possiamo seguirla
in uno sciame di anime e di oggetti
che si ricomponga in ogni luogo
Qui ogni parete aspetta
di aprirsi al ritorno
Adesso intanto si difende rapida
confina un territorio, lo nasconde
e vedova si chiude nel dolore

 

Pare che quando nessuno
di noi resta sveglio
qualcuno salga a cercarli
Ha portato un frutto da lontano
l’abbraccio di uno scialle bianco
Dalle corsie in penombra
hanno sentito chiamare
E all’appello si sollevano,
nella potenza del sonno apparente
attraversano il taglio dei raggi
Due forme fluttuanti affrontano
affiancate il cuore della notte
Un nastro invisibile già unisce
corpi e ombre  in visita
E’ tornato anche stanotte
l’ospite premuroso
caldo di sangue e pianto,
ha ripreso il posto tra i vivi
Il suo saluto segreto
riempie i corridoi, indica l’uscita

 

Si è abbattuta
su quelle nuche fragili
provate dai chiodi nei cuscini
un’ala di grandine bruciante
una battaglia al petto
La parola trattenuta in gola
riunisce l’esito all’origine
la parolamadre che flagella
i tendaggi, affila tutti gli aghi.
Dal passato ormai nitido
fioriscono gli abiti dagli armadi
la sua onda di capelli
anziché soccorrere trascina
il branco di madri
ai singhiozzi alla fuga impossibile
Finchè la pietà improvvisamente
spicca da un coro ciascuna
dal letto increspato
invocherà questa notte il suo nome

 

L’ordine della madre impronta
forme e  limiti, ogni creta
e vetro in ogni armadio:
quanto accanto, quanto a  distanza
mormorando il nome
Ha soffiato vento nelle spugne
acceso le luci necessarie
E i nomi scomposti così sussurrati
si definiscono attorno ai confini
conversano, è quel discorrere
l’ordine ad animare la casa
Il materno si dichiara al mondo
nella cura, la scriminatura
nel tesoro delle bocche.
L’origine, lo spazio si dispongono
nelle valigie, così l’universo
viaggia con noi, stabilito
nei nostri gesti e nel sonno

 

Vedi, tutto si riduce ad attesa
il superfluo brucerà nella memoria
Restano poche insegne a scorrere
tutto è ieri e sembra solo osso,
Poche righe accompagnano
che la gola restituisce all’aria
E così che l’orizzonte viene
a riprenderci, così minimi e arresi
Di fronte un quaderno aperto
continua a cercarti e chiama
dove si nasconde il proprio male
prima di arrendersi
Ripete in ogni pagina mamma
ormai è buio, è ora di tornare

(Poesie da “L’ordine della madre”, in Galleria del vento, Ed. La Vita Felice, Milano, 2014, disponibile su Amazon)

Luigi Cannillo, poeta, saggista, traduttore, consulente editoriale, è nato e vive a Milano. Ha pubblicato, tra le sue raccolte di poesia più recenti, Cielo Privato (Ed. Joker, 2005)  e Galleria del Vento (Ed. La Vita Felice, 2014). E’ presente come poeta, curatore  o con interventi critici in antologie e raccolte di saggi. E’ redattore della collana Sguardi dell’Editore “La Vita Felice”. Collabora alla rivista internazionale “Gradiva” (New York/Firenze).

 

FOTO LUIGI CANNILLO 2 - INDICARE AUTORE FOTO
Luigi Cannillo (Foto di Marco Bastia)

 

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