La contesa: parole in uso e in disuso

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Finalmente il silenzio: dopo settimane di slogan, proclami, urla.

La campagna elettorale più strana della storia repubblicana, non fosse altro perché si è svolta d’inverno, è stata di una pochezza deprimente. E pensare che i candidati a governare il Paese non si sono certo risparmiati ed hanno speso enormi energie per  tentare di convincere gli elettori a votarli. Siamo stati inondati da un profluvio di parole che non hanno chiarito le idee a nessuno, anzi hanno contribuito ad aumentare la confusione.

La parola più usata (divenuta poi abusata) è stata forse IMU, dunque un acronimo e non una vera parola del vocabolario italiano, assurta a simbolo di queste elezioni, quasi il futuro dell’Italia dipendesse dal rimborso o meno della tassa sulla casa.

Tassa (al singolare o al plurale), rimborso, spending review, crisi sono state altre parole assai gettonate., mentre è sparito quasi del tutto il federalismo, vocabolo attorno al quale si sono giocate le contese elettorali dagli anni novanta in poi e che pareva essere esigenza imprescindibile fino a poco tempo fa.

È ricomparso il termine rivoluzione, usato sia direttamente nei simboli di compagini politiche, sia nella locuzione “rivoluzione dal basso”.

Spread, casta, tagli, sprechi (nella forma “basta sprechi!”) sono altre parole assai gettonate, insieme a euro (dentro o fuori?), mentre lavoro e disoccupazione hanno vissuto momenti alterni: dapprima in grande evidenza sono in seguito sembrate un po’ ai margini e tirate fuori dal cilindro solo in alcune occasioni.

Politica e antipolitica, populismo e demagogia: lontani i tempi delle convergenze parallele.

E il popolo? E la gente, anzi la ggente? Gli elettori, i cittadini, insomma noi tutti?

La sensazione è che i politici si siano rivolti più alla nostra pancia che al nostro cervello, tralasciando del tutto il cuore, visto che di passione ce n’è ben poca all’orizzonte.

Non è certo il caso di fare i nostalgici e rimpiangere il passato, ma che tristezza vedere l’intero (o quasi) dibattito politico ruotare intorno a IMU, IRPEF, IRAP e avvertire un impressionante vuoto di idee. Si sente la mancanza di un  progetto per rilanciare il Paese e qualcuno prima o poi dovrà farsene carico.

Oggi è stata la giornata del silenzio. Fuori la città è coperta dalla neve e questa atmosfera ovattata non so se promette qualcosa di buono o di cattivo.

Comunque, domani e lunedì si vota. Da martedì saremo di nuovo sommersi dalle parole.

http://www.youtube.com/watch?v=7Ke6T12jQmA

http://www.youtube.com/watch?v=R8kUUFxDiJo

Per finire, un prontuario di vocaboli politici dal presente e dal passato (in rigoroso ordine alfabetico):

Antagonista

Anticomunista

Antifascista

Arancione

Autonomista

Berlusconiano

Bersaniano

Black bloc

Bossiano

Camerata

Centrista

Compagno

Comunista

Conservatore

Craxiano

Dalemiano

Demagogo

Democratico

Democristiano

Destrorso

Dipietrista

Doroteo

Ecologista

Fascista

Federalista

Finiano

Forcaiolo

Forrzanovista

Forzitaliota

Giustizialista

Grillino

Italoforzuto

Leghista

Leninista

Liberaldemocratico

Liberale

Liberista

Maroniano

Marxista

Monarchico

Montiano

Movimentista

Neofascista

Neo-liberista

No global

No Tav

Pannelliano

Piddino

Pidiellino

Pirata

Populista

Post-democristiamo

Post-fascista

Poundiano

Qualunquista

Radicale

Repubblicano

Rifondarolo

Riformista

Rinnovatore

Rivoluzionario

Sciovinista

Secessionista

Sinistrorso

Socialista

Stalinista

Statalista

Teodem

Tremontiano

Veltroniano

Vendoliano

Verde

Veterocomunista

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