Poesia di fine anno

Vincent Van Gogh - Notte stellata
Vincent Van Gogh – Notte stellata

 

Stella filante

(Appunti di fine anno)

Sotto le unghie giace un’alba fredda

scontrosa accoglienza al mondo

di una più vera vita

rosa staccata, appassita in vetro

desiderabile aritmia dell’anima

che si scosta dal corpo,  pudica.

 

Domani bruceremo i ricordi

le avvizzite speranze mal riposte

gli stendardi insozzati

i fazzoletti ripiegati

le mille lune ritagliate

dimenticate e chiuse nel cassetto.

 

Faremo un falò con generose mani

intente ad accatastare legna

idoli di cartapesta e fiori secchi

per barricate di incoerente follia

ultimi gesti per la fine dell’anno

annunciata e ritrovata, come sempre.

 

Potremo, volendo, ripensare

ad immagini nere e dolorose

masticate all’ora di cena

tra i discorsi quotidiani e familiari.

Orchestre di gesso suonavano

in quelle sere mute colonne sonore.

 

Ma la pietà sarà agghindata

con lustrini e nuovi denti d’oro

ed io mi vedo armeggiare goffo

con il sughero vile e tenace,

pieno di raggiante tristezza

negli occhi e nelle tasche.

 

Liberate i cortili e le piazze

dallo spavento e dall’ira

fate esplodere nuove bombe

di carta, brandelli di luce,

estasi a metà prezzo,

schiumosi scoppi d’ilarità.

 

Ridondante pazzia di gesti

nonché di pensieri

cocci rovesciati e spade sguainate

zucchero filato e alito pesante

torpore di braccia e gambe

nell’ubriacatura mattutina.

Getterò una moneta sulla strada

sperando che cada diritta

mostrando il giusto lato.

Desiderio da esaudire

al di là delle recinzioni:

nuovo percorso da seguire.

 

Dalle pareti occhieggia il quadro

la natura morta rivive

con intrecci mai prima veduti.

Fili grigi d’erba dai davanzali

unità di misura del tempo perduto

che cerchiamo di afferrare al volo.

 

Scurisce lento il giorno,

gonfio di gelo e di corteccia

si spostano le nubi bianche

per lasciare il posto ad una

più grande, avvolgente e nera

lietamente pavesata a festa.

 

Mentre le paure rotolano

come biglie di vetro

colorando il pavimento

e la mia fronte è calda.

Un termometro di stella filante

mi dirà se sono ancora vivo.

 

Enea Roversi  (Dicembre 2006 – Dalla raccolta Il taccuino dell’apolide)

Gli auguri di Tragico Alverman per un 2013 pieno di poesia e di cose belle!

 

 

 

 

 

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