Ku Klux Klan all’italiana

È successo a Torino, periferia della città. La zona è quella denominata Continassa, poco lontano dal nuovo e sfavillante stadio di proprietà della Juventus. Una ragazzina di sedici anni denuncia di essere stata violentata da due rom e si scatena la caccia all’uomo. Parte un raid punitivo in pieno stile Ku Klux Klan: alcuni elementi (quelli che le cronache giornalistiche di solito definiscono come facinorosi) armati di spranghe, bastoni e bombe carta assalta il campo nomadi, incendiando e distruggendo ogni cosa. Solo danni materiali:per fortuna, si dirà, ma la strage (per ora) è stata soltanto sfiorata. Un clima di odio strisciante si nasconde nelle periferie delle grandi città e non solo. Nulla da meravigliarsi, del resto, visto che abbaiamo avuto al governo fino a poche settimane fa un partito dichiaratamente xenofobo e razzista  che non ha mai esitato a cavalcare la rabbia e l’odio, esibendoli anzi orgogliosamente come bandiere. Aiutati anche da certa stampa e da certa televisione, gli ideologi dell’odio hanno più volte preso delle solenni cantonate. E da questo punto di vista la storia di Torino è esemplare: la ragazzina ritratta tutto, la storia dello stupro è inventata. In realtà aveva fatto sesso (consenziente) con il fidanzato e voleva nasconderlo alla famiglia.

Ma la caccia all’uomo è già partita e invano il fratello della ragazzina cerca di fermare i violenti, dicendo che la sorella si è inventato tutto. Troppo tardi, la distruzione è già avvenuta.

Nella civile Torino, ma poteva capitare dovunque purtroppo, si è consumato un episodio di inciviltà che riporta ad un passato tristemente noto, che qualcuno evidentemente vorrebbe far rivivere.

Considerazione a margine: il giorno prima La Stampa aveva così titolato l’articolo che narrava la vicenda dello stupro poi rivelatosi falso: Mette in fuga i due rom che violentano la sorella – Vittima una sedicenne: caccia agli aggressori. Un titolo sbagliato e pericoloso, specie se viene partorito da un giornale moderato come La Stampa.  Il giorno dopo il quotidiano torinese fa ammenda e chiede scusa pubblicamente con un articolo intitolato non a caso Il titolo sbagliato. Ammettere pubblicamente un errore non è mai facile, specialmente per un quotidiano a tiratura nazionale. Averlo fatto subito e con toni sinceri va a tutto onore de La Stampa.

Seconda considerazione a margine: i protagonisti del raid punitivo, che hanno bruciato quel poco (ma per loro era tutto) che apparteneva ai rom, avranno la stessa popolarità mediatica che è toccata in tempi recenti a Er Pelliccia?

Di seguito: l’articolo tratto da La Stampa

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/433907/

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