Il tempo di Steve Jobs

Sono un visionario vedo quello che non c’è

Sogno una macchina che riavvolge il tempo

(Ivano Fossati – La bottega di filosofia)

 

Visionario, sognatore, anticipatore, inventore, genio, artista, leader, filosofo, rivoluzionario, manager illuminato, precursore, innovatore: quale di queste definizioni descrive Steve Jobs nel migliore dei modi? Forse tutte, o forse nessuna. O forse ancora tutte insieme. Di sicuro quest’uomo ha segnato il passaggio tra il ventesimo ed il ventunesimo secolo, che è privilegio di pochi.

A beatificare o, al contrario,  a demolire il mito di Steve Jobs ci penseranno le biografie (autorizzate e no) che inonderanno gli scaffali delle librerie. Arriveranno: è solo questione di tempo.

Inutile cercare di condensare in poche righe quello che Mr. Apple ha rappresentato: un’idea, uno stile, una filosofia di vita applicate alla tecnologia e viceversa.

Le sue creazioni, a partire dai primi computer assemblati nel garage di casa insieme all’amico Steve Wozniak, hanno contribuito a modificare la comunicazione, accelerandola .

Il concetto di tempo non è più lo stesso da quando la tecnologia è entrata in maniera prepotente nelle nostre case e nel nostro quotidiano, nel bene e nel male.

Per chi è nato negli anni  sessanta il nome Apple e il simbolo della mela fanno tornare in mente i Beatles,  che in quanto a segnare un’epoca non sono stati secondi a nessuno.

È singolare come la mela sia sempre protagonista di svolte epocali: basti pensare all’inizio di tutto, ad Adamo ed Eva, oppure a Isaac Newton e alla scoperta della gravità.

Oggi comunque per la quasi totalità delle persone Apple significa iMac, iPhone, iPad, significa sobrietà di linee, colore bianco e colore nero, l’high-tech alla portata di tutti (o quasi).

Steve Jobs nel corso della sua vita ha  ottenuto il successo e la gloria, ma ha conosciuto anche dure sconfitte. Amava ricordare che dalle sconfitte si possono ottenere grandi occasioni di cambiamento e l’ha dimostrato, fino all’ultimo.

Durante l’ormai celebre conferenza all’Università di Stanford, pronunciato nel 2006, disse tra l’altro:

“Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.”

Ritorna il concetto di tempo, il limite e la grandezza del tempo.

Limitato e grande anche per uno come Steve Jobs.

Steve Jobs nel 1983

 

 

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