Caro George Orwell, avevi ragione

Caro George Orwell, ovunque tu sia, sappi che, seppur a malincuore, devo darti ragione. Lo dico a malincuore non in riferimento alla tua scrittura, che anzi ho sempre ammirato, ma alla profezia che si è malauguratamente realizzata.

Potere dei grandi scrittori e dei grandi poeti, quello di essere avanti rispetto ai tempi, di essere degli anticipatori e certe volte di riuscire a prevedere con largo anticipo quello che riserverà il futuro.

C’è voluto molto tempo, è vero: siamo nel 2011 e non nel 1984 come avevi scritto tu. Ma non si è realizzato tutto ora: il processo à stato dapprima lento, poi ha subìto un’accelerazione convulsa ed eccoci nel bel mezzo di questa società che sembra partorita dalla fervida mente di uno scrittore.

Il Grande Fratello esiste e non è soltanto uno squallido reality televisivo in cui uomini e donne passano il tempo a pomiciare e a dire stupidaggini alla ricerca del loro momento di celebrità; è qualcosa di molto serio, di tremendamente serio.

Qui da noi poi, in Italia, la profezia sembra essersi realizzata più compiutamente che da altre parti. C’è un ricco signore che ha preso il potere e nel corso degli anni ha conquistato e mantenuto il controllo dell’informazione, specialmente quella televisiva che nei tuoi scritti era lo strumento principale di controllo.

Se in 1984 il controllo è affidato al Ministero della Verità che lo pratica in base al proprio enunciato:

                                                         “L’ignoranxa è forza / La libertà è schiavitù / La guerra è pace.” 

nel mondo in cui viviamo il controllo è affidato alle televisioni (non tutte, ma quasi)  e alla carta stampata (non tutta, ma quasi)  che amplificano e diffondono i messaggi del Capo. Inutile specificare che i messaggi sono tutti esclusivamente a favore del Capo, immagino che lo avevi già capito da solo.  Se il Capo commette atti che non sono confacenti al ruolo istituzionale che ricopre, beh si risponde in vari modi: 1. non è vero, sono solo calunnie, 2. è la sua vita privata, sono fatti suoi, 3. è colpa dell’opposiizone, 4. è colpa dei media, 5. è colpa dei magistrati.

Il popolo si nutre di questi messaggi e tutto procede come se nulla fosse: è una fiction o è realtà? Chi lo sa: forse entrambe le cose, anche se sono talmente mischiate fra loro che si fa fatica a distinguerle.

Caro George Orwell, in conclusione: se nel corso della tua vita ti fossero mai venuti dubbi su quanto avevi scritto, se per caso hai pensato almeno una volta  “Però, forse ho un tantino esagerato!” ebbene stai tranquillo. Puoi fugare ogni dubbio ed ogni perplessità: l’Italia del 2011 sembra uscita da uno dei tuoi romanzi.

Io sinceramente, e non sono il solo, spero sinceramente che tutto questo abbia fine al più presto. E poi, se proprio dovevamo ispirarci ad un tuo romanzo, non era meglio La fattoria degli animali?

Con il massimo rispetto e la massima stima.

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