La Cina è vicina

Giorni di tempesta finanziaria per la vecchia Europa, ridotta ormai ad una traballante imbarcazione in balìa dei venti nei perigliosi mari dell’ economia mondiale. La Grecia è sull’orlo del fallimento (ma quanti mesi sono che ce lo sentiamo ripetere?), ma gli altri non se la passano tanto meglio. L’Italia, in particolare, è tra i Paesi europei messi peggio. Nonostante il patetico tentativo di B. di rassicurare le massime istituzioni europee, la situazione è grave. Tremonti, dopo le sue recenti digressioni su Heidegger, ora sembra ammettere che c’è qualche problemino.  Ma all’ orizzonte si profila una soluzione: l’acquisto dei titoli di stato italiani da parte della Cina. Sembra ormai cosa fatta: alcune fonti danno oggi per certo che la Cina possieda già il 13% del debito pubblico italiano.  E Tremonti, che non ha mai nascosto la sua idiosincrasia nei confronti del colosso asiatico, ha dovuto ora abbozzare.  Il governo più fascistoide della nostra storia deve chiedere aiuto al mostro comunista, pur trattandosi di un comunismo che va a braccetto con estrema disinvoltura con il capitalismo. E il presidente del consiglio che cosa dice? Nulla, se non i soliti proclami inneggianti all’ottimismo. Del resto, ha i suoi problemi personali a cui pensare e ai quali ha sempre dato priorità rispetto ai problemi dell’Italia. Su questo almeno, dobbiamo dargli atto di essere sempre stato coerente: i cazzi suoi prima di tutto. E intanto: la Cina è vicina.

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