Lo Stato si è estinto


 

Uno degli indimenticabili falsi dell’altrettanto indimenticabile settimanale satirico Il Male riproduceva la prima pagina di un’edizione straordinaria de La Repubblica con il titolo a caratteri cubitali Lo Stato si è estinto.

A guardarla oggi, quella falsa prima pagina può apparire assai meno irreale di allora. Mentre, per assurdo, è la realtà quotidiana che viviamo ad apparirci in certi momenti irreale. E la politica, del resto, ha dimostrato in questi ultimi anni di essere ben lontana dalla realtà. Non solo:questa lontananza si è accentuata con un’accelerazione notevole negli ultimi mesi.

Il Governo, ed in primis il Presidente del Consiglio, hanno negato l’esistenza della crisi fino a poche settimane fa, mentre nel “mondo reale” la crisi la si stava toccando con mano già da parecchio tempo. Mr. B. insiste a dire che la nostra economia è solida,  ma nel frattempo dall’Europa arrivano segnali di sfiducia o almeno di inquietudine nei confronti del Bel Paese.. Sarkozy e Merkel chiedono all’Italia di fare in fretta con le misure anti-crisi, la Bce invia una lettera al Governo Italiano. Che c’è scritto in quella lettera? Le opposizioni (toh, ci sono anche loro!) dicono che ormai la nostra Repubblica è commissariata e che le decisioni che ci riguardano non vengono prese più a Roma, ma in altre parti d’Europa: Bruxelles, Parigi, Bonn, o magari Francoforte.

Dunque lo Stato non esiste più? Forse esiste ancora, ma non sembra godere di buona salute.

Il Governo è in asfissia totale, chi lo presiede è ormai una maschera tragicomica che racconta balle alle quali non crede più nessuno. Il Parlamento è svuotato di ogni potere: deputati e senatori sono ridotti a tristi comparse di un gioco che non ha più senso. I partiti rappresentano solo sé stessi, anche quelli di opposizione, che hanno retto il gioco al governo in nome di una responsabilità che a questo punto è soltanto una parola priva di significato. E poi c’è il Presidente Napolitano, con i suoi moniti e i suoi appelli alla coesione che sanno di stantio.

Ma alla fine ci siamo noi tutti, aggrappati alle nostre speranze, costretti a pagare una crisi che non abbiamo creato. Mentre assistiamo ogni giorno ai crolli delle Borse, ci chiediamo perché le nostre vite ed il futuro dei nostri figli debbano dipendere dallo spread oppure perché le agenzie di rating hanno questo potere di fare e disfare. Ci bombardano di dati, segni negativi, tendenze, previsioni, ma non certo per informarci o per farci capire di più, anzi. Siamo su una barca che naviga in acqua agitate. Che fare? Niente panico, ci dicono: per cominciare andate in vacanza sereni e sotto l’ombrellone non pensate a nulla, almeno a Ferragosto dimenticate i problemi. A settembre, poi, si vedrà: in ogni caso ci penserà lo Stato, sempre che non si sia estinto prima.


 

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