Archivio mensile:agosto 2011

“Premio Letterario Lago Gerundo – Europa e Cultura” – I risultati

Sono stati resi noti i risultati del Premio Letterario Lago Gerundo – Europa e Cultura,  giunto alla nona edizione.

La cerimonia di premiazione si svolgerà il 24 settembre 2011 presso la Sala Consiliare e delle Conferenze a Paullo (MI).

Di seguito pubblichiamo il verbale della Giuria, presieduta da Franco Celenza.

Premio Letterario

“Lago Gerundo – Europa e Cultura

Nona Edizione

2011

L’Assessorato alla Cultura e l’Associazione culturale “Frontiera” hanno il piacere di comunicare i risultati del concorso ai vincitori assoluti ed ai classificati delle singole sezioni, oltre agli autori che quest’anno, molto numerosi, hanno partecipato con proposte di notevole interesse letterario e scientifico.

Stando alle decisioni unanimi prese dai Presidenti di Giuria delle sezioni indicate nel nostro Bando, risulta quanto segue:

SEZIONE POESIA

  1. Alfredo Panetta                                               Secunda intifada
  2. Michele Lalla                                                  Terra avara
  3. Guido Verri                                                    Acqua pasada

Attestati di merito a Vanessa Dal Lago, Giuseppe Sala e Ivan Sergio Castellani

SEZIONE NARRATIVA

  1. Irma Kurti                                                       Tra le due rive   Casa Editrice Kimerik, Patti 2011
  1. Elisa Casu                                                       L’amore ai tempi di Eleonora d’Arborea  L’Autore Libri 2010
  1. Daniela Quieti                                              Echi di riti e miti Ibiskos  Ulivieri, Empoli 2010

Attestati di merito a Denise Dal Lago, Giulio Iovine e Bruno LonganesI

SEZIONE TEATRO

  1. Michael Dingenouts                                         Ufficio Zero
  2. Violetta Chiarini                                              Sono oberata
  3. Eugenio Sideri                                                  Finisce per A

Attestati di merito ad Annarita Marino e Patrizia Monaco

SEZIONE SAGGISTICA

  1. Dante Marianacci (a cura di)    Il Dante degli altri. La Divina Commedia nella Letteratura Europea del Novecento Istituto Italiano di Cultura Vienna 2010
  2. Romina Deasti  Proust e la settima arte. À la recherche du temps perdu. Dal testo alle immagini cinematografiche Albatros 2010
  3. Alessandro Di Prima L’eresia di un’empia speranza. La poesia di Giovanni Giudici (1993-1999) Salvatore Sciascia Editore 2010

Attestato di merito a  Domenico Cassia

Premio speciale “Frontiera” per tesi di laurea a Luca Gilioli

Premio “Città di Paullo” a Francesco Aquilino

SEZIONE GIOVANI AUTORI

Davide Gritti    Agosto, ferie mie non vi conosco (scuola secondaria di secondo grado)

Martina Marotta    Sensazioni (scuola secondaria di primo grado)

PREMIO “L’EDIZIONE”  nel volume antologico Premio Lago Gerundo – Europa e Cultura

Gennaro Aceto                                              Capitano Barbaro Numero Uno

Fulvio Fedele                                                 Soffio minore,  Quanta vita vorrei,  Creazione dell’inverno

Enzo Nardi                                                     Due tempi cristiani

Enea Roversi                                                 Eppure,  A testa bassa,  Preghiera del cittadino stanco

Alberto Arecchi                                           La duna

Stefano Melandri                                         Ricordi

Giulia Vannucchi                                        Futuro

Paullo,  18 agosto 2011

LA SEGRETARIA                                                     IL PRESIDENTE DELLA GIURIA

Rosy Lorenzini                                                         Franco Celenza

Contrassegnato da tag , , ,

Lo sceriffo di Nottingham e Superciuk

Giorni di caldo, di afa opprimente, di quiete post-ferragostana.  La Borsa è l’unica istituzione a non essere andata in vacanza, cosicchè gli incubi per il default ci possano fare compagnia anche sotto gli ombrelloni. Il Parlamento ha riaperto pochi giorni fa: la seduta al Senato è durata sei minuti ed ha visto la massiccia presenza di ben undici senatori. I ministri abbronzati tengono a farci sapere che hanno lavorato giorno e notte per dare vita alla manovra finanziaria che l’ ‘Europa ci chiede. Bossi in canottiera torna a parlare di secessione; gli fa da degno compare Calderoli in braghe corte. “Non abbiamo mai messo le mani nelle tasche degli italiani.” Chi è il genio che ha pronunciato questa frase? E perchè abbiamo l’impressione che le mani ce le abbiano messe (eccome!)  e non solo in tasca? Ci toccherà pagare, ma per il bene della Nazione. Quanto di preciso, ancora non si sa.  Si parla di Tobn  tax e non più di Robin Hood tax. Beh, guardando Tremonti e soci sinceramente più che a Robin Hood viene da pensare allo sceriffo di Nottingham, quello che andava in giro a riscuotere le tasse per conto del Principe Giovanni.

E tanto per restare in tema, come dimenticare il mitico Superciuk, personaggio nato dal genio di Magnus e Bunker. La sua missione era rubare ai poveri per dare ai ricchi. Qualcosa di simile accade anche oggi, ma purtroppo è il mondo reale e non quello dei fumetti.

Uno slogan urlato nei cortei degli anni Settanta diceva: Pagherete caro / pagherete tutto.  Ora  che il conto ce l’ hanno presentato e sembra anche piuttosto salato, non c’è neppure traccia di quella rabbia, ma soltanto rassegnazione. Per il momento vince lo sceriffo di Nottingham, ma nulla ci vieta di sognare Robin Hood.

 

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

Lotto Continuo o Le Cinque Giornate di Tomat

Frasi memorabili se ne sono sentite tante negli ultimi tempi, ma questa merita uno spazio particolare.

A pronunciarla è stato, nel corso di un’intervista al quotidiano Il Gazzettino, l’industriale veneto Andrea Tomat, Presidente della Lotto Sport Italia Spa, nonchè Presidente di Confindustria per il Veneto.

Tomat ha rivelato a chi lo intervistava la sua ricetta anti-crisi: “Gli operai lavorino gratis cinque giorni all’anno per un periodo limitato, dicamo cinque anni.”  Perchè dovrebbero farlo? E’ presto detto: per aumentare la produttività.  Tomat ha precisato che “le cinque giornate andrebbero devolute all’impresa per cui lavorano,  ma si può decidere di mettere qualcosa in un fondo.”  L’unico fondo che mi viene in mente è quello del barile, che certi personaggi stanno raschiando sempre di più.  Secondo Tomat queste cinque giornate porterebbero all’aumento della produttività e della competitività per le imprese, farebbero calare i costi e aumentare le possibilità di nuove assunzioni. Dice anche che è pronto a discuterne con i sindacati e alla luce di quanto questi ultimi hanno combinato recentemente, non c’è da dubitare che saranno pronti ad aprire un tavolo per la discussione. Il presidente della Lotto può contare comunque sulla preziosa collaborazione del governo, che sta lavorando nella direzione di colpire i pù deboli in modo sempre più violento.

A quando il ritorno delle Ordalie e dello Ius primae noctis?

 

 

Contrassegnato da tag , , , ,

Dedica ferragostana, con una lezione del grande Eduardo

Alle soglie del Ferragosto, vorrei dedicare un pensiero alla classe politica italiana che ha spinto il nostro paese sull’orlo del baratro e chiede al popolo nuovi (ma perchè poi nuovi?) sacrifici. A loro, ma non solo. Il mio pensiero va ai banchieri che hanno creato la crisi, l’hanno gonfiata fino a farla scoppiare ed ora vogliono farla pagare a noi. Alle classi dirigenti, agli affamatori di popoli, ai grandi evasori fiscali, ai signori delle guerre, a tutti i privilegiati di qualsiasi latitudine e longitudine. Vi auguro un sereno Ferragosto, con un pranzo pieno di succulente portate, perchè non è giusto che dobbiate fare rinunce proprio voi che non siete abituati a farne. Vi auguro che ci sia posto anche per l’anguria e che sia rossa, fresca e dolce come si deve, ma al momento di mangiarla vorrei che un semino, un piccolo, insignificante, ma stronzissimo semino vi possa andare di traverso. Per pochi secondi, per carità e senza conseguenze se non quella di farvi cagare sotto e di provare paura per un po’.  Che alla ripresa del respiro, a pericolo scampato,  possiate pensare, almeno per una volta, a quello che fate.  E  che possiate provare un po’ di paura per quello che succede nel mondo. Non temete: non ci saranno rivoluzioni qui da noi, al massimo qualche pernacchia. E se cominciassimo proprio da qui, dalla pernacchia, anzi: dal pernacchio? Quale esempio migliore del grande, indimenticabile Eduardo nei panni di Don Ersilio Miccio, dispensatore di saggezza?

Dal film L’oro di Napoli ì, diretto nel 1954 da un altro grande: Vittorio De Sica.

Contrassegnato da tag , , , , ,

Stato confusionale

Lo so che lo ha già detto Pierferdinando Casini, per l’esattezza il 20 luglio scorso quando ha dichiarato che “Il Governo è in stato confusionale.”  E’ passato meno di un mese, ma l’espressione usata da Pierferdi appare ancora azzeccata.  Questo governo è decisamente in stato confusionale e la manovra che ha partorito o che sta per partorire ne è lo specchio fedele. D’accordo: la crisi è pesante e non è sicuramente facile intervenire. Ma l’impressione è che si stia navigando a vista, senza seguire una rotta precisa.  Le divisioni all’interno dell’esecutivo sono evidenti e praticamente fuori controllo. Un giorno si sostiene una tesi ed il giorno dopo la si nega.  L’entità della manovra, poi, qualcuno ha capito a quanto ammonta? Si è parlato di 40 miliardi, poi 50, 60 ed ora pare che siano 45,5.  Tra i vari provvedimenti che verranno adottati per ottenerli  ci saranno tagli agli enti locali, saranno abolite 38 province, si toccheranno pensioni e tfr degli statali e saranno aboliti i ponti festivi (!). Si parla anche di una Robin Hood tax, anche se francamente Tremonti fa pensare più allo sceriffo di Nottingham che a Robin Hood. L’annunciata stretta all’evasione, poi, ha il suono di una solenne presa per il culo se viene detta da chi ha pensato ed attuato la legge sullo scudo fiscale. Su una cosa almeno sono stati sinceri: quando hanno parlato di licenziamenti più facili e vivaddio non hanno usato la parola flessibilità che è più falsa dei capelli in testa a Berlusconi.

Ma lo stato confusionale, ahinoi, non è soltanto prerogativadel governo: l’opposizione è in totale marasma. Il vento che aveva soffiato in primavera, con i referendum e le elezioni amministrative, sembra ormai un refolo lontano anni. Bersani si arrampica su specchi sempre più scivolosi, cercando di non farsi travolgere dagli scandali che hanno colpito il PD negli ultimi mesi. Il quadro è desolante e ci si chiede che cosa ancora debba accadere per fare incazzare gli Italiani.

La confusione regna: vedremo, dopo Ferragosto, quanto durerà il suo regno.

 

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Lo Stato si è estinto


 

Uno degli indimenticabili falsi dell’altrettanto indimenticabile settimanale satirico Il Male riproduceva la prima pagina di un’edizione straordinaria de La Repubblica con il titolo a caratteri cubitali Lo Stato si è estinto.

A guardarla oggi, quella falsa prima pagina può apparire assai meno irreale di allora. Mentre, per assurdo, è la realtà quotidiana che viviamo ad apparirci in certi momenti irreale. E la politica, del resto, ha dimostrato in questi ultimi anni di essere ben lontana dalla realtà. Non solo:questa lontananza si è accentuata con un’accelerazione notevole negli ultimi mesi.

Il Governo, ed in primis il Presidente del Consiglio, hanno negato l’esistenza della crisi fino a poche settimane fa, mentre nel “mondo reale” la crisi la si stava toccando con mano già da parecchio tempo. Mr. B. insiste a dire che la nostra economia è solida,  ma nel frattempo dall’Europa arrivano segnali di sfiducia o almeno di inquietudine nei confronti del Bel Paese.. Sarkozy e Merkel chiedono all’Italia di fare in fretta con le misure anti-crisi, la Bce invia una lettera al Governo Italiano. Che c’è scritto in quella lettera? Le opposizioni (toh, ci sono anche loro!) dicono che ormai la nostra Repubblica è commissariata e che le decisioni che ci riguardano non vengono prese più a Roma, ma in altre parti d’Europa: Bruxelles, Parigi, Bonn, o magari Francoforte.

Dunque lo Stato non esiste più? Forse esiste ancora, ma non sembra godere di buona salute.

Il Governo è in asfissia totale, chi lo presiede è ormai una maschera tragicomica che racconta balle alle quali non crede più nessuno. Il Parlamento è svuotato di ogni potere: deputati e senatori sono ridotti a tristi comparse di un gioco che non ha più senso. I partiti rappresentano solo sé stessi, anche quelli di opposizione, che hanno retto il gioco al governo in nome di una responsabilità che a questo punto è soltanto una parola priva di significato. E poi c’è il Presidente Napolitano, con i suoi moniti e i suoi appelli alla coesione che sanno di stantio.

Ma alla fine ci siamo noi tutti, aggrappati alle nostre speranze, costretti a pagare una crisi che non abbiamo creato. Mentre assistiamo ogni giorno ai crolli delle Borse, ci chiediamo perché le nostre vite ed il futuro dei nostri figli debbano dipendere dallo spread oppure perché le agenzie di rating hanno questo potere di fare e disfare. Ci bombardano di dati, segni negativi, tendenze, previsioni, ma non certo per informarci o per farci capire di più, anzi. Siamo su una barca che naviga in acqua agitate. Che fare? Niente panico, ci dicono: per cominciare andate in vacanza sereni e sotto l’ombrellone non pensate a nulla, almeno a Ferragosto dimenticate i problemi. A settembre, poi, si vedrà: in ogni caso ci penserà lo Stato, sempre che non si sia estinto prima.


 

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

2 Agosto 1980. Ricordare non è da tutti.

2 Agosto 1980 – 2 Agosto 2011: trentuno anni dopo la strage alla Stazione di Bologna il ricordo che rimane è una ferita ancora aperta.  Maledettamente aperta. Le commemorazioni, e questa in modo particolare, portano con sè un carico di polemiche. Dovremmo lasciarle da parte, per rispetto ai morti e alle loro famiglie. Ma come si fa a tacere sull’assenza del governo, che fra l’altro era assente anche alla commemorazione di Paolo Borsellino? Come si fa a tacere sull’ignavia e sull’incapacità di questo esecutivo, arroccato nella difesa del proprio potere, ma ormai distante anni luce dai cittadini?

Qualcuno ha scritto su un blog che l’assenza del governo è un bene: meglio non avere sul palco la rappresentanza di questa coalizione formata da piduisti, fascisti e xenofobi. Può essere: ma un governo che sia tale rappresenta tutti i cittadini e, almeno per quel già citato rispetto ai morti e alle loro famiglie, dovrebbe metterci la faccia ed affrontare la popolazione. Non lo fanno per paura dei fischi, che a loro dire sono sempre strumentalizzati, ma quei fischi sono ben poca cosa davanti allo sfascio istituzionale al quale ci hanno portato. Vorrebbero forse applausi per loro? Non hanno alcun pudore ormai, che possano provare almeno un po’ di vergogna per quanto stanno facendo. Oggi l’Italia ricorda quella tragedia, tranne il governo: evidentemente ricordare non è cosa per tutti.

Un piccolo contributo al ricordo del 2 agosto: due poesie scritte in due momenti diversi.

Agosto

Agosto è un urlo di morte

un muro che crolla

una città che si ferma.

Agosto è il caldo

il sibilo di una sirena

il buio in pieno giorno.

Agosto è una piazza

la gente che si stringe

attorno ad un dolore

tra il sudore e le bandiere.

Agosto è una strana domanda

ed uno strano colore.

Agosto: rosso come il sangue.

(Enea Roversi – 10 agosto 1980)

* * *

Ottantacinque

Non puoi confondere l’autobus

con l’insegna della Croce Rossa

e neppure puoi fissare

per sempre

il balzo della lancetta.

Era il secolo scorso

l’accidentata democrazia

respirava rumorosa

e nel caldo umido

avanzava strisciando

la realtà impossibile

della pietra sventrata.

Sole e nebbia fusi

nelle mani di chi ha scavato

sibili azzurri lungo i viali

orrore e vergogna

pietà e schifo.

L’abbiamo vista, allora

la stazione colpita a morte

abisso della follia

e spettrale prato riarso.

Malamente ricucita fu, poi

quella ferita

non è sparito il dolore

né è svanito l’odore

del ferro piegato.

Cosparso il sale del ricordo

nell’attesa della giustizia

ed un solo dato certo:

una cifra di sangue

oscenamente tragica.

Ottantacinque.

(Enea Roversi – ottobre 2006)

Contrassegnato da tag , , , , ,
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 26 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: