Quando il nemico è in casa

Le immagini giunte nei gorni scorsi dalla Norvegia hanno sconvolto le nostre coscienze e stravolto l’idea che il mondo intero aveva del paese scandinavo. Nazione tranquilla, esempio di convivenza multirazziale, la cui immagine è stata scalfita dal folle gesto di Anders Behring Breivik. Ma è possibile che questo pazzo nazistoide, cristiano fondamentalista abbia agito da solo? Emergono ad alcuni giorni dalla strage che ha fatto 93 vittime tra Oslo e Utoya particolari inquietanti. L’uomo era stato segnalato a marzo ai servizi di sicurezza per un ingente acquisto di prodotti chimici. Oggi ha detto di non avere agito da solo:  forse la verità non la sapremo a breve, come spesso accade in questi casi. Basti pensare a quanto ancora di oscuro rimane riguardo l’attentato alle Torri Gemelle. Colpisce, osservando le fotografie di Breivik, lo sguardo gelido di quest’uomo. Chi lo ha conosciuto da giovane lo definisce come un ragazzo introverso, un nerd, che evidentemente ad un certo punto della sua vita ha deciso di vivere da protagonista, nel modo più aberrante possibile. Non sono riusciti a fermarlo, eppure aveva lanciato proclami su Youtube ed aveva pubblicato sul web il suo delirante programma: ben 1500 pagine dal titolo European Declaration of Independence – 2083.

Il risultato della sua azione sono quelle immagini di devastazione che sembravano girate a Kabul e invece venivano da Oslo, la tranquilla Oslo. E poi quei corpi freddati nell’isola di Utoya, decine di giovani falciati senza pietà. Norvegesi uccisi da un norvegese, in nome dell’odio, del rifiuto verso una società aperta e multirazziale.  Era fin troppo facile attribuire questo duplice attentato al terrorismo islamico ed era anzi un’occasione fin troppo ghiotta per il giornalismo italiano, che infatti non se l’è lasciata scappare e venerdì, per l’intera giornata, ha sposato questa tesi, mentre da altre parti dell’Europa giungevano notizie diverse. Questa volta il nemico non veniva da fuori, ma era in casa. Non aveva lunghe barbe nere, ma fluenti capelli biondi. Non era islamico, ma cristiano.

Ma per molti, nell’Occidente che è stato per secoli colonizzatore, la paura di essere colonizzati è forte. E la paura porta con sè altra paura: speriamo solo che non ci porti altri Breivik.

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