La prima classe costa mille lire, la seconda cento

“Il debito ci divora. E’ come sul Titanic: non si salvano nenache i passeggeri in prima classe.”  (Giulio Tremonti, Ministro dell’ Economia).

“La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento.” (da Titanic di Francesco De Gregori).

Secondo il Ministro Tremonti siamo dunque sul Titanic (ma la crisi non era passata?) e non si  salveranno neppure i passeggeri della prima classe. Sappiamo tutti come andò realmente circa cento anni fa sul vero Titanic:  a rimetterci furono soprattutto i disgraziati della terza classe che occupavanoo i ponti più bassi.

E Francesco De Gregori, da genio qual è, riuscì a descrivere con grande lesggerezza quell’ immane tragedia in una delle sue canzoni più belle. Una canzone facile e molto orecchiabile che racchiude nel testo la terribile sintesi di una società nella quale i più poveri hanno sempre, inevitabilmente, la peggio.

E vedendo come sono andate le cose in passato e come continuano ad andare, viene purtroppo da credere più al Principe che al Ministro.

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