Il rigore di Devanni

Mentre il nuovo scandalo – scommesse del calcio italiano si sta allargando e dopo Lega Pro e Serie B ora arriva ad interessare pure la serie A, vale la pena ricordare un episodio accaduto più di 40 anni fa nel campionato di calcio colombiano. A riportarlo alla luce è stato qualche giorno fa, nel corso di un’intervista rilasciata a La Repubblica, il grande scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, che già in passato lo aveva narrato.

Il fatto: nel 1967, durante la finale tra Santa Fe e Millonarios, il centravanti del Santa Fe Omar Devanni cade in area e l’arbitro fischia un calcio di rigore. Il calciatore si avvicina all’arbitro e gli dice che è inciampato, è caduto da solo e insomma non è rigore. Ma l’arbitro, impaurito dall’eventuale reazione della folla, non ritratta la propria decisione e conferma il rigore. Galeano racconta che l’arbitro disse a Devanni: “Grazie, però io preferisco restare vivo.”  Chissà se questa frase è stata davvero pronunciata o se è frutto della fantasia dello scrittore, ma poco importa. Devanni andò a battere il calcio di rigore e calciò la palla, volutamente, fuori : non se la sentì di realizzare un gol che per lui sarebbe stato ingiusto. Oggi lo chiameremmo fair play, comunque sia lo sconosciuto centravanti Omar Devanni compì un piccolo grande gesto di coraggio e generosità.

Parlarne oggi può essere utile, se non altro per disintossicarci un po’ da questo calcio esagerato e schiacciato dagli scandali. Calciatori viziati e strapagati  che scommettono su partite truccate, un portiere che droga i suoi compagni di squadra. Questo è l’ultimo, per ora, degli scandali del calcio italiano che ci ha abituati nel corso degli anni a spettacoli simili. Come dimenticare le auto della  Guardia di Finanza che entrano sulla pista di atletica dello Stadio Olimpico a Roma? Era il 1980 e l’inchiesta travolse molti giocatori noti, tra cui Paolo Rossi, che due anni più tardi  divenne Pablito, l’eroe dell’Italia che vinse il mondiale in Spagna. Qualche anno dopo ci fu il Totonero, fino ad arrivare a Calciopoli (anno 2006),  lo scandalo che ebbe come protagonista principale Luciano Moggi. Anche qui, a risollevare le sorti di un calcio a terra, ci fu la miracolosa vittoria del mondiale, questa volta in terra di Germania, nel 2006, solo pochi mesi dopo.

Ma non è solo il calcio italiano a soffrire: la FIFA, massimo organo a livello mondiale, è dilaniata dagli scandali e il suo Presidente, lo svizzero Joseph Blatter, resta nonostante tutto inattaccabile.

Si potrebbe dire,  per esprimersi come in un discorso da bar che nel calcio girano troppi soldi.

Forse è vero, ma forse ci sono anche pochi giocatori come Omar Devanni.

Per finire, un consiglio per due grandi letture a tema calcistico. Entrambe di autori sudamericani, che pare sappiano descrivere meglio di altri la vera magia e la vera poesia che il calcio, nonostante tutto, riesce ad esprimere nei suoi momenti migliori.

Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio, Sperling & Kupfer

Osvaldo Soriano, Fùtbol, Storie di calcio, Einaudi

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