Charles Bukowski – 3 poesie

Ci sono momenti in cui la lettura di certi autori mi riconcilia con il mondo.

Uno di questi autori è sicuramente Charles Bukowski. L’ubriacone, sporcaccione, scorretto Charles Bukowski. E dico che per me è stato non solo un grande scrittore, ma anche un grande poeta. A qualcuno potrà sembrare una bestemmia, lo so. Ma non voglio perdermi in inutili disquisizioni. Meglio lasciar parlare il poeta.

Un trucco per alleviare il nostro sanguinare

In pratica
le grandi parole dei grandi uomini
non sono poi così grandi.

e le grandi nazioni o le grandi bellezze
non lasciano altro che il residuo
della reputazione che sarà lentamente
rosicchiato via.

né le grandi guerre sembrano così grandi,
né le grandi poesie
né le leggende di prima mano.

persino i lutti
ora sono così tristi,
e il fallimento non è stato altro che un
trucco
per farci continuare.

e la celebrità e l’amore
un trucco per alleviare il nostro sanguinare.

e come il fuoco diventa cenere e l’acciaio
diventa ruggine, noi diventiamo
saggi
e poi
non così saggi.

e sediamo su sedie
leggendo vecchie mappe,
guerre finite, amori finiti, vite finite,

e un bambino gioca davanti a noi come una scimmia
e noi diamo un colpetto alla pipa e sbadigliamo,
chiudiamo gli occhi e dormiamo.

belle parole
come belle signore,
si accartocciano e muoiono.

Vecchio?
in agosto avrò 73 anni,
quasi ora di fare le valigie
per un salto nel vuoto
ma due cose
mi trattengono:
non ho ancora scritto
abbastanza poesie
e poi il vecchio
che abita nella casa
di fianco alla mia.
vivo e vegeto,
a 96 anni.
picchia sulla finestra
col bastone
e manda baci
a mia moglie.
capisce tutto,
schiena dritta,
passo svelto,
guarda troppa tivù
ma noi
allora?
ogni tanto vado a trovarlo,
ciacola
ma non dice cazzate,
tende a ripetersi
un poco
ma vale quasi la pena
di riascoltarlo.
ero da lui
un giorno e ha detto:
“sai, presto
tirerò le cuoia…”
“mah,”ho detto io, “non ne sono
così sicuro…”
“io sì,” ha detto,
“perciò, che ne diresti
di fare un cambio con casa mia?”
“certo la tua è carina.”
“ma non so se puoi darmi
quello che voglio in cambio…”
“dipende, mettimi alla prova.”
“bè,” ha detto, “vorrei un nuovo
paio di testicoli.”
Quando morirà il vicino
sarà difficile riempire
il gran vuoto che lascia.

Mangiato dalle farfalle

Forse vincerò alla lotteria irlandese
forse diventerò pazzo
forse
forse l’assicurazione contro la disoccupazione o
una ricca lesbica in cima a una collina

forse re-incarnazione in una rana…
o 70.000 dollari trovati a galla in un sacchetto di plastica
nella vasca da bagno

ho bisogno di aiuto
sono un uomo grasso mangiato da
alberi verdi farfalle e da te

gira gira
accendi la luce
i denti fanno male, i denti della mia anima fanno male
non posso dormire
prego per i tram morti
i topi bianchi
motori in fiamme
sangue su un camice verde in una sala operatoria a
San Francisco
e sono imprigionato
ahi ahi
folle: il mio corpo là pieno di nient’altro che
di me
me intrappolato a metà strada fra il suicidio e
la vecchiaia
che mi affanno nelle fabbriche accanto ai
ragazzi
tenendo il passo
bruciando il mio sangue come benzina e
facendo sogghignare
il caposquadra

le mie poesie sono soltanto scarabocchi
sul pavimento di una
gabbia.

Charles Bukowski (1920-1994)

Sono sicuro che da lassù (o da laggiù, chissà!) continua a farsi beffe di questo mondo infame.

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