Vergogna! (Quando le parole non bastano)

Spesso le parole servono, a volte non bastano. Per esempio, non bastano sicuramente oggi per descrivere lo schifo in cui si trova questo disgraziato Paese. Una classe politica corrotta e incapace ne ha minato le fondamenta. Un governo allo sbando, che rimane in piedi solo grazie ai numeri ed in virtù della campagna acquisti svolta dal presidente del consiglio, fa tutto tranne che governare.

Hanno tagliato il welfare, la cultura, l’istruzione e stanno affossando definitivamente ogni speranza di ripresa e non intendo ripresa economica, ma culturale. I danni prodotti hanno lasciato macerie che sarà assai lungo e difficoltoso rimuovere.

L’unico obiettivo nel quale i partiti al governo sembrano profondere energia è quello di salvare il proprio capo dai processi che lo attendono. E per farlo sono disposti a tutto: hanno vilipeso e umiliato il Parlamento, esautorandolo delle proprie funzioni e hanno criminalizzato la Magistratura, con la quale sembrano aver ingaggiato una lotta all’ultimo sangue. Fanno quotidianamente spregio delle istituzioni e calpestano la Costituzione sulla quale hanno giurato. Quello che è successo ieri è soltanto l’ultima tappa, per ora, di un lungo e triste calvario che dura ormai da troppo tempo. Il processo breve, se dovesse passare, salverebbe sicuramente B. dandogli un salvacondotto che l’intero Paese pagherebbe a caro prezzo. Infatti, oltre 150.000 processi svanirebbero nel nulla, alla faccia della riforma della giustizia con la quale quotidianamente questa classe dirigente (dio mio, ma è vero?) si riempie la bocca.

L’Italia affonda nel baratro dei suoi problemi: l’emergenza immigrati ha lasciato il posto all’emergenza giustizia. Già, ma quale? Quella che riguarda un uomo, sempre lui, da diciassette anni.

I telegiornali, tranne qualche eccezione, tranquillizzano la popolazione di elettori – spettatori-anestetizzati: tutto tranquillo, a parte qualche radiazione in Giappone. Ma chissenefrega, è così lontano! I talk show si occupano di cronaca nera, sguazzando a piene mani nel sangue di povere vittime innocenti.

Le parole non bastano, o forse sì. A me ne viene in mente una sola: corro il rischio di passare per qualunquista o demagogo, ma non riesco a dire altro: vergogna!

Vergogna Italia, per avere permesso tutto questo!

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