Livelli

Forse ho la memoria corta, o forse gli anni stanno passando, ma non ricordo un inizio di primavera così triste come quello che stiamo vivendo quest’anno.

Sì, è vero,  il sole risplende e l’aria è mite come ogni inizio di primavera che si rispetti, ma le parole che più si sentono in questi giorni sono: guerra, bombardamento, morte, radiazione, esplosione, contaminazione. La gravità dell’incidente nucleare di Fukushima ha raggiunto il livello 6, maggiore di quello raggiunto dal disastro di Three Miles Island ed inferiore soltanto a quello che raggiunse Chernobyl (livello 7, il massimo).  Aumenta il livello del disastro e con esso aumentano le nostre paure, le nostre angosce. E come se questo non bastasse ti tocca pure sentire il vicepresidente del CNR Roberto De Mattei dichiarare, in un intervento a Radio Maria (sic!) che “la catastrofe è un fenomeno naturale che Dio ha potuto introdurre nel suo piano di creazione […] per un fine di ordine morale come, per esempio, acuire il genio dell’uomo, eccitarlo a studiare la natura per difendersi dalla sua potenza distruttrice e così determinare un progresso della scienza”.

E se questo non fosse sufficiente, ecco un’altra perla di saggezza estrapolata dallo stesso intervento:

“Un giorno quando sarà sollevato il velo che copre l’opera della provvidenza e alla luce di Dio vedremo quello che egli avrà operato nei popoli e nelle anime ci accorgeremo che per molte di quelle vittime che oggi compiangiamo il terremoto è stato un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima da tutte le macchie anche le più lievi e grazie a questa morte tragica la loro anima è volata al cielo prima del tempo perché Dio ha voluto risparmiarle un triste avvenire.

Un uomo di scienza che fa una dichiarazione simile è quanto meno inquietante e rafforza in chi lo ascolta il dubbio che esista incompatibilità tra le sue idee e il ruolo che ricopre.

Si parla molto di livelli in questi giorni: oltre al livello della gravità dell’incidente, si prendono in considerazione i livelli della radioattività, quelli dello iodio e del cesio presenti nell’aria.

Ad ascoltare certe affermazioni, però, pare che si sia ampiamente superato il livello di decenza.

E ci si chiede che cosa debba ancora accadere per far salire il livello della nostra indignazione.

Ultim’ora: secondo Greenpeace l’incidente di Fukushima avrebbe raggiunto il livello 7.

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