2011: Odissea all’alba

Quattro giorni fa avevo scritto a proposito delle rivolte nei paesi del Mediterraneo che la vecchia Europa osserva inerme. Sono passati solo quattro giorni e siamo in guerra. È partita l’operazione chiamata Odissea all’alba: un nome epico, che evoca grandi imprese. Si dice Odissea, ma si legge Libia. Si dice Apocalisse, ma si legge Giappone. Le grandi tragedie hanno nomi altisonanti, ma sono fatte di piccole e grandi miserie. Ora si tornerà a parlare di siti strategici, di obiettivi da colpire, di missili intelligenti. Sentiremo per l’ennesima volta lo stillicidio di dichiarazioni rilasciate da capi di governo, ministri della difesa, portavoce militari: cercheranno di convincerci che anche questa guerra è necessaria. Iraq, Afghanistan, Kosovo non hanno insegnato nulla. Questa guerra è vicino a casa nostra, cento chilometri appena separano le coste italiane da quelle libiche e poco importa che la gittata dei missili in mano a Gheddafi sia insufficiente a raggiungerci. Si ha la percezione di vivere in un mondo avviato verso una fine inesorabile, che l’umanità (anzi, una parte di essa) stia accelerando questo processo, neanche volesse anticipare la profezia dei Maya. Governanti arroganti e senza scrupoli guidano i destini dei popoli come se stessero giocando ad un videogame. E noi che cosa facciamo? Noi sì inermi, attanagliati dalla paura. La paura di perdere tutto quel poco che abbiamo e senza neppure la forza di poter gridare il nostro spavento. Dovremmo essere comunque ottimisti, continuare a recitare il nostro ruolo di allegri consumatori, per contribuire alla ripresa. Dovremmo continuare a divertirci spensierati, come i passeggeri che ballavano sul Titanic, inconsapevoli del destino che li attendeva. Questa sera possiamo stare con il naso all’insù ad osservare la luna gigante, poi andremo a dormire, sperando che l’alba non ci porti nuove odissee.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
(Articolo 11, Costituzione Italiana)

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Un pensiero su “2011: Odissea all’alba

  1. http://circolocomunistaparma.wordpress.com/

    Il Circolo Comunista di Parma condanna la imminente aggressione criminale imperialista e neocolonialista degli USA – NATO-Unione Europea contro la Libia. Con la scusa della “democrazia” e dell’ “assistenza umanitaria” stanno preparando l’ennesimo massacro, questa volta contro il popolo libico.

    Conosciamo bene le loro politiche ipocrite e criminali. Le abbiamo viste concretizzarsi in Yugoslavia, in Iraq, in Afganistan, in Somalia e ancora più indietro in Corea e in Vietnam.

    E’ questa la loro “democrazia”! Fatta di bombardamenti, di violenze di ogni tipo e di sottomissioni dei popoli oppressi sull’ altare dei profitti delle multinazionali capitaliste. E’ questo il fine supremo delle cosiddette “guerre umanitarie”; la salvaguardia e l’ampliamento degli interessi geopolitici, lo sfruttamento delle materie prime e delle fonti energetiche di altri paesi, in una parole i profitti per i monopoli capitalistici.

    Siamo totalmente concordi con la dichiarazione dei compagni del gruppo parlamentare europeo del Partito Comunista di Grecia (KKE) che afferma in modo netto e di classe che:

    “ E’ una provocazione che gli imperialisti degli USA e della NATO, i governi borghesi, i partiti europeisti a senso unico, gli ex collaboratori dei regimi autoritari e reazionari del nord Africa complici dello sfruttamento dei popoli nella vasta regione, presentare se stessi come difensori dei diritti democratici e sociali. La democrazia come viene intesa dagli imperialisti viene pagata con il sangue dei popoli dell’Iraq, dell’Afganistan, dell’America latina e del tutto il mondo intero.”

    Come comunisti riconfermiamo l’assoluto riconoscimento dell’autodeterminazione nazionale dei popoli e della solidarietà internazionalista di conseguenza ne deriva che il popolo libico è l’unico responsabile nel decidere i destini del proprio paese sovrano e indipendente.

    La via della liberazione dei popoli dallo sfruttamento capitalista e dai suoi regimi autoritari, la conquista di una vera democrazia popolare è una questione che riguarda loro stessi.

    Chiamiamo tutto il movimento antimperialista e antiguerra nel nostro paese ad una forte e combattiva mobilitazione contro i guerrafondai “nostrani” (di destra e di “sinistra”). La denuncia e la lotta contro il governo antipopolare e imperialista italiano deve comprendere senza indugi anche i fedeli servi dell’ imperialismo del centro ”sinistra”.

    Non si può condurre una coerente lotta contro l’imperialismo internazionale senza condurre un intransigente lotta contro tutti i suoi servi di ogni specie.

    -Lotta contro l’attacco imperialista USA –NATO–UE alla Libia!

    – Gli imperialisti per i petroli e le fonti energetiche stanno preparando nuovi massacri. Fermiamoli!

    -Fuori le basi USA – NATO dall’Italia. Fuori l’Italia dalla NATO!

    -Viva la lotta anticapitalista – antimperialista dei popoli di tutto il mondo!

    Circolo Comunista di Parma CCP, 19/03/2010

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