Nuove geografie e nuove resistenze

Bengasi, Derna, Al Bayda, Sebha, Ajdabiyah, Brega, Zuwarah, Manama.

La geografia delle notizie si arricchisce di nuovi nomi.

Le immagini della rivolta. I fuochi del Maghreb si propagano.

Algeri, Tunisi, Il Cairo. Dittatori in fuga.

Gheddafi alle corde. Gheddafi ordina di bombardare. Gheddafi si riprende le città.

I destini delle genti si mischiano alla puzza del petrolio.

La benzina sale alle stelle. Il prezzo al barile scende.

La vecchia Europa osserva inerme.

Avremo meno carburante noi occidentali?

Avranno più libertà questi popoli?

Dedicato a tutti i popoli che resistono:

Stalingrado – Stormy Six

Fame e macerie sotto i mortai

come l’acciaio resiste la città

strade di Stalingrado di sangue siete lastricate

ride una donna di granito su mille barricate

Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa

d’ ora in poi troverà Stalingrado in ogni città

L’ orchestra fa ballare gli ufficiali nei caffè

l’ inverno mette il gelo nelle ossa

ma dentro le prigioni l’aria brucia come se

cantasse il coro dell’armata rossa

La radio al buio e sette operai

sette bicchieri che brindano a Lenin

e Stalingrado arriva nella cascina e nel fienile

vola un berretto un uomo ride e prepara il suo fucile

Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa

d’ ora in poi troverà Stalingrado in ogni città.

Stalingrado – Stormy Six

Tratto dall’album “Un biglietto del tram” (1975)




					
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