Catastrofi vere e catastrofi negate

L’escalation delle notizie che arrivano dal Giappone è drammaticamente inquietante.  Il conto dei morti sale continuamente: le ultime stime parlano di 1.700 vittime, ma anche di 10.000 dispersi. Ma preoccupano anche le notizie che riguardano la centrale nucleare di Fukushima: dalle prime, timide ammissioni di possibili danni ai reattori, ora si parla chiaramente di allarme rosso. Le autorità cercano di rasssicurare, ma aumenta il numero delle persone colpite da radiazioni. Una nuova Chernobyl? Fukushima ha una drammatica assonanza con Hiroshima, nome che evoca ricordi terribili. La tragedia del Giappone ha riacceso in Italia il dibattito sul nucleare. Il fronte del no fa naturalmente la voce grossa, mentre il governo annuncia di voler andare avanti. Il capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto dichiara: “La nostra posizione non cambia. Andremo avanti con il nucleare.” e le sue parole richiamano alla mente il “Tireremo dritto” di mussoliniana memoria. Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo poi, non trova di meglio che bollare come “macabri” coloro che si sono espressi in queste ore contro il nucleare. L’ineffabile Chicco Testa, già leader ambientalista e presidente di Legambiente ed ora alla testa del Forum Nucleare Italiano, ammette: “Non dico che il nucleare è ultrasicuro…Ma i sistemi di sicurezza sono tali da prevenire incidenti. Il Giappone fa il 30% dell’energia con il nucleare, non credo siano pazzi.” Vengono in mente le immagini dello spot che ci ha martellato per settimane, quello dei giocatori di scacchi, nel quale si cercava subdolamente di instillare nell’opinione pubblica un’idea del nucleare come di una scelta necessaria, imprescindibile e assolutamente priva di rischi. E vengono in mente anche le parole dell’insigne oncologo Umberto Veronesi, presidente dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare, il quale ha affermato in un’intervista rilasciata a La Stampa che “senza nucleare l’italia è un Paese morto” e che “c’è più radioattività in un ospedale” o ancora che “c’è uranio anche in un bicchiere d’acqua”. Disarmante, veramente. Se non fosse che l’argomento è serio, ci sarebbe da ridere. Queste persone ci vogliono rassicurare con la loro vaghezza e negano l’evidenza delle catastrofi che sono accadute in passato e di quelle che purtroppo vediamo ancora accadere. La partita a scacchi è solo all’inizio, ma non vorremmo che si trasformasse in quella che raccontò Ingmar Bergman nel film Il settimo sigillo.


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2 pensieri su “Catastrofi vere e catastrofi negate

  1. Mi scoccia molto doverlo dire, ma l’incidente in Giappone forse è l’unico evento che potrebbe salvarci dal disastro dei progetti dei nostri nuclearizzatori.

    La cosa paradossale è che in realtà noi non rischiamo niente in termini di incidente, dato che il nostro collasso economico ci impedirà di completare impianti costosi come quelli nucleari; però rischiamo comunque di gettare via moltissimi soldi per strutture che sarebbero destinate a non entrare mai in esercizio.

    Un’altra cosa che mi infastidisce è che tutti gli incidenti rilevanti hanno avuto qualcosa da spartire con insufficienze di raffreddamento in condizione di emergenza, almeno in parte. Alcuni elementari problemi di sicurezza non sono mai stati realmente risolti, e dopo decenni di lavoro e soldi spesi nell’atomo questa cosa mi indispettisce. La sicurezza passiva sarebbe ora di farla, visto che ce la siamo raccontata per vent’anni.

    1. Credo anch’io che il nucleare in Italia difficilmente andrà in porto. Ci sono problemi legati ai tempi e ai costi. Quello che mi dà fastidio è l’arroganza con cui chi sta al potere dichiara di volere andare avanti con il progetto del nucleare senza mettere in discussione nulla. Neppure alla luce di quello che succede nel mondo.

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